martedì 28 dicembre 2010

Cosa manca al brand manager?

Debrief:
Brand Manager: "L'obiettivo di business è ambizioso, mi pare che abbiamo trasmesso chiaramente l'obiettivo di comunicazione. Ora tocca all'Agenzia."
Marketing Manager: "Scordatelo. Inventati qualcosa tu. Se aspetti l'agenzia stai fresco."
Rassegnazione, disillusione, sconforto.
Perchè?

Qualcuno recentemente ha scritto:
"Nelle agenzie [...] non ci sono più i condottieri creativi. [...] erano quelli in grado di coinvolgere, convincere e muovere imprenditori e amministratori delegati. E muovevano business e budget. Trascinavano verso campagne sorprendenti e rilevanti. A volte pregevoli creativamente, a volte meno. Ma rilevanti. La gente se ne accorgeva, ne parlava. I condottieri creativi guadagnavano moltissimo, e costavano molto di “indotto”. Ma rendevano molto. Per questo motivo i loro numeri due, numeri tre e numeri quattro guadagnavano molto anche loro. Oggi i clienti si conquistano nella maggior parte dei casi con i networks di relazione, con le amicizie, con le gare più o meno professionali, con gli intrallazzi, con gli interessi, con il media, con la cortigianeria governativa. La maggior parte delle persone dei reparti marketing non distingue una buona campagna da una caffettiera." (Andrea Concato, su http://badavenue.wordpress.com/, 19/12/2010)

Lo ha scritto un creativo, e questo mi è piaciuto. Mi è piaciuto una volta tanto non leggere l'autocommiserazione di chi pensa a piangersi addosso, piuttosto che a raccontare delle storie.

Cosa manca?
Mancano le storie. Senza storie siamo product manager.

A.A.A. CERCASI CONDOTTIERI CREATIVI

4 commenti:

  1. brando scusami, ma oramai sono un addicted del tuo blog...
    L'ultima frase: "Mancano le storie. Senza storie siamo product manager"... Io la trasformo sempre in: "io sono un product manager e scrivo storie (nalla mia realtà i ruoli sono sovrapposti)"
    E ti giuro, la ripeto in continuazione anche a chi mi chiede di spiegargli il mio lavoro. Soprattutto a mio padre: carpentiere 50enne napoletano ( e tutti gli aggettivi sono indispensabili per comprendere la sua storia ;-) ).
    - Domé, ma tu che lavoro fai ...o' rappresentant'? (agente di vendita plurimandatario) -
    - no papà! -
    - scus' ma tu vendi la pasta, o no? -
    - No papà -
    - allora faje o' grafico -
    - No papà, io non so neanche aprire photoshop -
    - foto che? -
    - No niente papà -
    - Ma allora domè jà, spiegami di nuovo. Che lavoro fai? Lo vuole sapere Nicola, il gommista -
    - Papà, non ci crederai, ma Io racconto storie,
    - Storie? -
    - eh si! Ma invece di imbrattare libri, imbratto prodotti, cataloghi, televisori e cartelloni pubblicitari, capito? -
    - ah! Ma allora tu fai le pubblicità? -
    - no papà io scrivo storie ... -
    - Abbuò! -

    Ciao brando e Grazie... E scusami anche. Scusami per il commento senza senso, ma se sorrido come uno stupido davanti al pc durante questo periodo di "preavviso" ( sto per cambiare azienda) finisco per passare per pazzo, per la seconda volta ;-)

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  2. Dome, ci sono brand manager che eseguono a testa bassa la gestione di una linea di prodotti, e ci sono product manager strategici che raccontano grandi storie. Qui mi sono attenuto alla definzione più accedemica ma questa spesso è contraddetta dalle realtà aziendali. E alla fine credo che chi fa la differenza, come sempre, sono le persone non i titoli.

    Quanto poi a spiegare a casa che lavoro fai... è una condanna per il marketeer! Io alla fine ci ho rinunciato. Faccio Marketing. E se qualcuno chiede spiegazioni: "cerco di inventarmi qualsiasi qualcosa per far vendere più confezioni dell'anno scorso, investendo i soldi che ho a disposizione."

    Svilisce un po', ma non è troppo lontano dalla realtà.

    Grazie a te che passi di qua ;)

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  3. Brando, a dirla tutta, io penso che la definizione "cerco di inventarmi qualsiasi qualcosa per far vendere più confezioni dell'anno scorso, investendo i soldi che ho a disposizione." sia perfetta anche per un creativo. Dovrebbe.

    Svilisce un po'anche questa forse, ma il vero fatto è che è troppo, troppo, troppo lontana dalla realtà.

    Lo dice un creativo.

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  4. per mia mamma io "faccio internet" e tutte le volte che glielo sento dire mi immagino con le mani in pasta sporca di farina ... ecco!

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