martedì 18 gennaio 2011

Il brand manager e il consumatore

Ogni Brand Manager ha un amico immaginario: il consumatore. 
Il bm intrattiene una relazione di amore-odio col suo piccolo compagno immaginario. Un rapporto fatto talvolta di incomprensioni ma anche di reciproco affetto. 


A volte ci si lascia. Qualche bm lascia il suo consumatore, per intraprendere nuove esperienze su mercati inesplorati. Qualche volta, invece, il consumatore lascia il bm, perchè il mercato cambia e il bm non se ne accorge per tempo. Poi può accadere che ci si ritrovi:


bm: "Amico mio! Quanto tempo è passato!? Lo sai che non sei cambiato per niente..."
consumatore: "Sono una donna, idiota. Non hai mai capito niente di me. Ho fatto bene a lasciarti."


Alcuni dicono che ogni bm ha il consumatore che si merita. Non è sempre così. A volte ti capita. Magari volevi un consumatore donna, 20-30 anni, above-average affluency, alto livello d'istruzione, urbanizzata, alla moda, e invece ti ritrovi con questa cicciona, 55-65, below-average qualsiasi cosa, quinta elementare, devota a Maria De Filippi. Pazienza. Non te la prendere. Tanto esiste solo nella tua testa.


Non credere al ricercatore di mercato. Lui sosterrà con tutti gli strumenti metodologici a sua disposizione di conoscere a fondo il consumatore, di sapere come è fatto, cosa vuole, dove vive (pare spesso si riunisca coi suoi simili intorno a un tavolo, in una stanza, dietro una parete a specchio), ma sta mentendo, e lo sa.


Si, è vero. Il consumatore è stato a lungo la figura leggendaria, a cavallo fra realtà e fantasia, intorno alla quale si supponeva ruotasse tutta la proteiforme e caleidoscopica disciplina del marketing. Qualche marketeer ama ancora pensare che, al di là della leggenda, esista veramente un consumatore. Altri più cinici e disillusi vedono il consumatore come una figura simbolica, con la quale giustificare (e nella quale identificare) tutti i misteri, professionali e non, che non riescono a penetrare.

 
Altri infine, e io sono uno di questi, credono che il consumatore sia davvero esistito un tempo, ma che si sia estinto più o meno verso la fine degli anni '80.


2 commenti:

  1. E quando il tuo amico immaginario consumatore, in fascia "donna di 60-70" senza pc, si sente solo, c'é qualche agenzia che si inventa per lo stesso prodotto il consumatore "web". molto piú che immaginario.

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  2. Visto che di agenzia web si parla, mi lancio in un'imitazione stile http://amoilweb.wordpress.com/:

    bm amplibox: sentiamo l'esigenza di far sentire la nostra presenza ai consumatori anche sul web. Infatti, udiamo dai nostri gruppi che a causa dei sonori problemi acustici il target va virando la fruizione media dalla tv, ormai pratiamente uno spettacolo muto, al web, un mezzo molto più marcatamente visivo.
    agenzia: ma il vostro target ha 75 anni in media...
    bm amplibox: esatto. Dunque i banner vanno fatti parecchio grandi e ben leggibili.
    agenzia: certo, capisco.

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