giovedì 24 febbraio 2011

Il brand manager e la pausa sigaretta

Dopo un pessimo caffè alla macchinetta, non c'è niente di meglio di una pausa sigaretta.

La pausa è una necessità fisiologica, la sigaretta non è che un pretesto. Quante sigarette mi hanno convinto a fumare in quell'angolo... perchè mi hanno convinto! Non i colleghi. O meglio non i miei colleghi dell'ufficio. Ma altri colleghi del marketing...
Si, perchè in un qualche momento negli anni '50, o giù di lì, una qualche agenzia di pubblicità in qualche parte del mondo, deve aver ricevuto un brief che faceva più o meno così:

CLIENTE:
"Il vecchio Joe è schiattato lasciandomi in eredità questo capannone sudicio per fare le paglie. Il vecchio Joe ha fatto le paglie per quarant'anni. E ora tocca a me fare le paglie. 'Ste cicche sono lercie e puzzolenti, e lasciano sui vestiti una tanfa nauseante, per non contare poi la fiata di portacenere. E' un business del cacchio! Chiunque non sia matto come un cavallo si tiene lontano almeno un miglio da queste zozzerie. Ma questo è il mio business, e voglio farci una montagna di quattrini! Sono chiaro quando dico una montagna!?"


ACCOUNT:
"Ma certo, Signor Jack, l'obiettivo è estremamente chiaro! Mi lasci parlare coi creativi e vedrà che troveremo una strategia di comunicazione per far fruttare questo suo capannone di sigarette."


CREATIVI: 
<< Il prodotto è una merda. Ha un sapore disgustoso, un odore nauseante, fa venir voglia di sputare, lascia i vestiti puzzolenti e la bocca impastata. Fa schifo!>>
<<Decisamente fa schifo, su questo non c'è dubbio.>>
<<Allora questo "schifo" non può che essere il punto di partenza...>>
<<Già, ma cosa vuoi dire? COMPRALE, FANNO SCHIFO?>>
<<Naaa... dobbiamo trasformare il fatto che fanno schifo in un punto di forza.>>
<<In che senso?>>
<<Mmm... tu faresti mai partorire una vacca?>>
<<No, che schifo! Mai!>>
<<Ecco, perchè tu sei una checca! Un cow boy fa partorire una vacca a mani nude, perchè lui è un duro.>>
<<Quindi chi fuma queste porcherie è un duro?>>
<<Si, più o meno così...>>



E se invece chi fuma queste porcherie non fosse un duro?

4 commenti:

  1. It's toasted!
    Quanto alla tua identità...tornerò alla carica :)

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  2. un grande pezzo "It's toasted"!

    Per chi ancora non lo conoscesse:
    http://www.youtube.com/watch?v=7LUlO5-MKNg

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  3. Ma hai per caso letto il famoso libro per smettere di fumare?

    Tu da Brand Manager potresti smontarmelo in un secondo mettendolo sul piano della forte campagna pubblicitaria, credo.
    Io non l'ho mai letto ma ho discusso a lungo con una bibliotecaria sulla sua probabile efficacia e sono ancora curiosa di sfogliarlo giusto per capire cosa c'è scritto di così convincente che non siano solo una sfilza di minacce sulla salute corredate dalle solite fonti scientifiche!
    La mia migliore amica, anche lei accanita tabagista da molti più anni di me e che tra una settimana si laurea in psicologia, l'ha letto l'anno scorso..una volta terminato era dubbiosa ma non ho ancora capito se ha smesso di fumare dal nervoso di aver buttato 10euro per comprarlo quando avrebbe potuto comprarsi ben 2 pacchetti di sagarette oppure per altri motivi..

    Una studentessa

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  4. Non l’ho letto, ma pare funzioni. Mi hanno detto che fa leva su argomenti non convenzionali in maniera non convenzionale (consiglia di accendersi una sigaretta e di non smettere di fumare fino a che non si è finito il libro).
    Non parla di cancro, denti gialli e alito puzzolente, ma di autostima. Io continuo a sentire di lettori soddisfatti che hanno smesso dopo averlo letto. Pare che lo scrittore fosse un fumatore accanito e conosca molto bene il vissuto del fumatore. Ogni tanto mi è venuta la curiosità di leggerlo, ma non vorrei mai che poi funzionasse sul serio...

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