martedì 22 febbraio 2011

Il brand manager e l'insulto

Non devo avere una bella cera. Purtroppo la mattina ho la pressione bassa, o qualcosa del genere, per cui sembro sopravvissuto per sbaglio, o per sbadiglio, ad un leggendario attacco di mosche tse-tse, tipo cavalcata della valchirie, ma senza gnocche a cavallo.
<< Ah ma che bella camicia! Outlet Sergio Tacchini?>>
Trappolone. Galli e Resca a colazione no! Non sono pronto per questo. E poi due megere acide contro uno è decisamente scorretto. Ho anche l’handicap della pressione bassa io. Mi guardo intorno, non vedo facce amiche. Questa volta dovrò cavarmela da solo.
<< Buongiorno carissima! Deliziosa anche la tua maglia color sfogo cutaneo puberale. Pregevole anche il gesto di aiutare la Caritas? Donazione libera?>>
Vicendevoli sorrisi a serramanico. 
Segue un rituale di fendenti reciproci. Esaurite tutte le consuete osservazioni, congetture e illazioni su abbigliamento, squadra di calcio, automobile, telefonino, luoghi di frequentazione, presunte attività extra-lavorative notturne, ci congediamo con due frecciatine leggere di disimpegno: zam - zam.


L’insulto è lo strumento basilare per lavorare in un ufficio oggigiorno. Anche il junior marketeer deve mostrarsi versatile nell'esercizio delle principali forme di ingiuria, sapendo tarare opportunamente la comunicazione in base al target di riferimento. Col tempo il junior si farà grande, apprenderà i segreti della minaccia e l’arte della vendetta. Allora sarà pronto per ricoprire posizioni che prevedono la responsabilità diretta su altre persone. Quando poi avrà appreso le tecniche avanzate di terrorismo plateale, sarà ritenuto sufficientemente sanguinario da ricoprire posizioni dirigenziali. Che se poi, è un virtuoso dell’inciucio… Dio solo sa quale partito andrà a guidare il nostro eroe.
Ma torniamo al semplice, franco e rispettabile insulto. Insultare un collega in pubblico con la dovuta ferocia può condurre a guadagnare una temibile fama in tempi prodigiosamente brevi. Nessuno sfida in pubblico un cecchino dell’ingiuria. Saper oltraggiare in maniera propria e pungente non è come menare le mani a caso. È scientifico, chirurgico, richiede la precisione di un tiratore scelto. Può bastare un solo colpo, al momento giusto, per annichilire il collega scassa cazzi e frenare ogni velleità di spettacolo della primadonna di turno. L’importante è solo ricordarsi di non puntare dritto al cuore, si può risultare antipatici ai presenti, oltre che rischiare di essere puniti con una reclusione di durata fino a sei mesi o una multa di 1.032€ (come previsto e disciplinato dall'art. 594 del codice penale).





E comunque ricordate che è illegittimo il licenziamento del dipendente, laddove il lavoratore, prima di pronunciare parole offensive nei confronti di un dirigente dell’azienda, sia stato da questo ingiuriato con un’espressione lesiva della sua dignità e della sua personalità morale. La Corte di Cassazione (Sezione Lavoro n. 12438 del 25 maggio 2006, Pres. Senese, Rel. Monaci) ha affermato che un comportamento altrimenti sanzionabile anche con il licenziamento non è più tale quando costituisce una reazione ad un comportamento provocatorio di un altro soggetto.

11 commenti:

  1. Appena scoperto il tuo blog, ho pensato per un decimo di secondo all'eventualità che tu potessi essere uno dei miei colleghi. Al secondo decimo ho realizzato che nessuno di essi è abbastanza ironico e distaccato.
    Sei bravo, molto.

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  2. ti ringrazio davvero, ma non escluderei del tutto l'idea che sei il mio vicino di scrivania che proprio in questo momento mi scruta con aria sospetta. O che voglia forse il mio budget media...

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  3. anche io ti leggo da poco e purtroppo non sei tra i miei clienti, altrimenti avrei apprezzato l'ironia e l'acume che trovo in queste pagine. Da chi sta dall'altra parte della barricata: alias ricerche di mercato

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  4. beh, potrei anche essere un tuo cliente. Non dimenticare che di giorno mi travesto da marketeer...

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  5. Oggi ci hai ispirato tantissimo. C'è stata una tenzone di insulti tra tutti i BMs, tutto il pomeriggio, tanto le shares fanno irrimediabilmente ca__re, meglio focalizzarsi su quello che fa veramente fare carriera...

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  6. Secondo il mitico Walter Fontana (L'uomo di marketing e la variante al limone - Bompiani, per chi già non lo venerasse) le grandi multinazionali sono luoghi dove persone adulte subiscono continuamente traumi infantili. Sono momenti che vale veramente la pena...

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    1. Un fondamentale. La mia stima nei tuoi confronti cresce.

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  7. quella dei traumi infantili che si perpetuano costantemente nelle aziende è un gran bella verità ... quel libro me lo compro, mannaggia non lo conosco ancora :)
    Il mio guru è Dilbert che afferma: Mai discutere con un idiota. Ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza.
    monica

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  8. Sarcasmo ed ironia, sono gli unici eccessi che fanno bene.

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    1. Prova anche tu: Sarcasmo ed Ironia! Sarcasmo ed Ironia, la ricetta quotidiana di Brando per combattere il disagio esistenziale.
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  9. Colgo l'occasiome per aggiungere una pietra miliare del Walter Fontana: "Non ho problemi di comunicazione". Meno incentrato sui BM forse, ma una vera Bibbia per il sarcasmo da marketing addicted.

    D'arfoglia Muacchia ci sapeva fare.

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