venerdì 11 febbraio 2011

Il brand manager e lo stagista

Oggi pomeriggio vedo una candidata per stage. Ho ricevuto il curriculum dalle risorse umane. E’ un fenomeno. Il solito fenomeno. Laurea in Economia, specializzazione in Università prestigiosa con Erasmus  (in Danimarca), tesi su premio Nobel con caso pratico studiato in azienda (in Giappone), 110 e lode, quattro lingue parlate, uno stage alle spalle in una multinazionale in Germania, ventiquattro anni... che palle! 


Mai una volta un candidato laureato in archeologia, che ha scritto per Rolling Stone e colleziona B-movies. Alle volte vorrei uno che alla domanda “cosa ti fa ridere?” mi rispondesse “le barzellette sporche”. Uno che manifesti un minimo di umanità.


Mi presento in sala colloqui. C’è qualcosa di sadico nel modo in cui le multinazionali conducono le interviste di selezione, anche in caso di semplice stage. I giovanissimi candidati vengono messi alla prova come se dovessero dimostrare di saper risolvere il conflitto arabo-israeliano seduta stante ("quanti carri armati stima che ci siano in Israele?") quando poi, in caso di successo nel colloquio, le doti che si renderanno necessarie in azienda non sono certo lucidità matematica e buon senso (questo poi può essere addirittura dannoso).

"Buongiorno, Eleonora Gallozzi", mi stringe la mano con la forza motrice di un trattore, le hanno insegnato che serve a trasmettere sicurezza. Intanto mi guarda dritto negli occhi ostentando magistrale  determinazione. Una macchina da guerra. Vai Eleonora! Così ti voglio.
"Io sono Brando, diamoci pure del tu. Allora, è stato difficile arrivare?", non l’ascolto nemmeno. Vedo solo gli occhietti feroci e assetati di affermazione e potere. Il sorrisetto mitraglia qualche commento saputello su come sia facile per un fenomeno come lei consultare google maps. Capisco che se non la interrompo adesso sarà difficile placarla. E' una valanga...
"Parlami del tuo percorso.", che palle! Lo so che sei un fenomeno. Ma in Erasmus hai fatto una ramatina  almeno, o hai solo preparato economia aziendale?
"Bene. E ora perché vorresti lavorare nel marketing?", che cazzo ti credi? Che qui è come all’Università? Non sai cosa ti aspetta. Altro che cambiamento sociale, valori di marca e pubblicità. Qui si smazza un mare di merda, la consegnano ogni mattina in abbondanza, e la sera non hai mai finito di spalare. Neanche se torni a casa alle undici, non t’illudere.
"Si, è proprio come dici tu, un lavoro dinamico e versatile. Si viene subito dotati di autonomia e responsabilità reali. Ma perché proprio la nostra azienda?".
Se mi rispondi “perché mi avete fatto la grazia di chiamarmi mentre gli altri stronzi non si sono nemmeno degnati di rispondere alla mia candidatura, sei presa. Macchè, ti avevo sopravvalutata. Ti credevo umana. Hai studiato pure i prodotti dell’azienda. Sei secchiona da fare schifo.

"Ti trovo preparata riguardo alla nostra azienda. Ora senti, parlami di una marca che ti piace, o un prodotto del quale non potresti fare a meno."
Vuoto pneumatico. Balle di fieno. Aborti di pensiero. Nulla che lasci trasparire un minimo di entusiasmo. Le marche, i prodotti, la comunicazione... ti interessano quanto a me i giornali di pesca. Cosa ci fai qui con me a parlare di deodoranti? Ci sono tanti altri lavori più edificanti: il medico, l'avvocato, il giornalista. Vai in pace.


"Va bene così, Grazie. Ti faremo sapere"





http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

57 commenti:

  1. oh non ti commenta mai nessuno, però questo blog è esilarante...
    ogni tanto ti leggo per sentirmi meno solo.
    bravo!

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  2. grazie, anche tu mi fai sentire un po' meno solo :)

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  3. Devo dire che la verita' che racconti fa sorridere... e' davvero la qualita' di chi puo' lavorare nel marketing quella dei super perfettini senza mai un errore nella loro breve vita fatta di viaggi e lavoretti qua e la'? non saranno queste le persone che, con zero passione per quello che faranno, abbandoneranno la nave prima degli altri? Caro Brando Manago, hai un bel post sulle qualita' del brand manager per farmi continuare a sorridere stasera?

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  4. Caro Luigi,
    "non saranno queste le persone che, con zero passione per quello che faranno, abbandoneranno la nave prima degli altri?"

    Per quanto mi riguarda non ci dovrebbero neanche salire sulla nave. La protagonista di questo post aspetta ancora che le "facciano sapere". La passione è una caratteristica irrinunciabile per fare questo mestiere, almeno per chi lo fa con me.

    Eppure quante volte capita di vedere candidati con una preparazione eccellente, un rodato disco di vendita e nessuna motivazione consistente che vada al di là di "vorrei responsabilità, autonomia, indipendenza..."?

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  5. Si vede che non hai fatto un colloquio a me. Non che ci saremmo aperti dalle risate, quelle le prometto per le giornate di lavoro (se preferisci gente noiosa mi tiro fuori), ma ci saremmo detti qualcosa. Mica il vuoto totale dei 110 e lode con un manico di scopa dove puoi immaginare.
    Dove sono gli interessi? Le serate con gli amici, le bevute, le figure di m., i viaggi e tutto ciò che colora la vita ???
    Se mi chiami, ti dico di sì (perchè i cv che mando sembrano smaterializzarsi nella stratosfera) e ti offro anche il caffè.
    Anonima che poi ti ha aggiunto su linkedin

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  6. Quoto l'ultimo commento!per quanto mi riguarda cerco di fare sempre del mio meglio e, soprattutto, di mettere entusiasmo in ciò che faccio! Ti ho aggiunto anche io su linkedin; probabilmente, dati i tuoi commenti, potresti avere da ridire anche sul mio cv: a volte però le persone raggiungono buoni risultati anche grazie alla loro passione e curiosità!!

    "le cose migliori si ottengono solo con il massimo della passione"(Goethe)

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  7. Nessun sano di mente pensa che un cv come quello sopra possa precludere di per sè alcuna strada. Ma molti pensano che sia sufficiente. Io credo che non faccia neanche la differenza.

    Ciao Anonima, purtroppo non posso fare molto per i cv che si smaterializzano (so che tendono a farlo...), ma mi piace il tuo entusiasmo. Mi dici perchè vorresti fare questo mestiere?

    Valentina, da quello che scrivi penso che potrei trovare il tuo cv uno come tanti. Ma se pensi davvero quello che scrivi... allora questo non è affatto scontato.

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  8. Niente di più vero!
    Basta con questo plotone di persone senza passioni, voglia di spalare ed entusiasmo!!
    Perchè tutti vogliono fare "stragetia"? Perchè nessuno vuole più lavorare su xls? Perchè tutti vogliono lavorare in autonomia?
    Una Market Research Manager depressa ...

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  9. Ciao Market Research Manager,
    dai, non mi andare così in sbatti pero'...
    Ci sono strateghi lungimiranti che formulano ipotesi anche a partire dalle analisi in .xls, così come ci sono modesti esecutori chiamati ad architettare la strategia di una marca a livello globale (un compito decisamente più grande di loro).
    Ci sono periodi professionali di alti e altri di bassi, penso che nel medio-lungo periodo sia l'approccio a fare la differenza.
    Se ho capito bene oggi per te è di bassa. Dai, stasera ti dedico un post, vediamo se ti fa sorridere.

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  10. Anonima con una risposta su questo mestiere:


    Non è proprio la cosa più giusta da dire ad un Brand Manager, ma io amo il prodotto. Il prodotto in quanto tale. Nato da un’idea, da tentativi a volte folli di designers, da viaggi mentali spesso irrealizzabili. Ne amo gli sforzi e la passione nascosti dietro al volto noto ai consumatori. Mi piacciono le storie, i “dietro le quinte”.
    Quindi perché non seguire la strada del product manager? Era quello che stavo facendo, pensa che ci ero finita per caso e mi stava piacendo un sacco. MA. Mi teneva lontana dalla pubblicità e dalla comunicazione, i miei primi e veri amori.
    Quindi perché non lavorare in agenzia? In agenzia pare proprio non ci sia trippa per gatti, oggi, in Italia. A dire il vero non so nemmeno quanto mi interessi stare “dall’altra parte” e rendermi conto di persona che la pubblicità che ho sempre sognato non esiste più … E poi in “famiglia” c’è già chi subisce gli isterismi dell’agenzia. Essere la donna di un copy è già un lavoro ed il miglior modo per contrastare l’ego smisurato di un creativo è tenergli testa come avversario. Quell’amore-odio tra cliente e creativo.
    Ho in testa l’idea che il BM sia quella via di mezzo di cui ho bisogno per dare uno scopo al mio girovagare. Insomma, non mi sembra male fare il “cliente” dell’agenzia, vederne il lavoro e sentirmi più vicina, ed allo stesso tempo curare marchi e prodotti dal punto di vista di marketing e comunicazione. Ok, anche con tutto lo smazzamento di cose non piacevoli ma che vanno fatte.
    Mi ha fatto molto ridere una cosa che hai scritto in uno dei tuoi post. Vado a cercarla.
    Eccola (dal post Cosa fa il BM?):

    Come te lo spiega il Brand Manager:
    “No, tecnicamente non faccio proprio io la confezione, se ne occupa il Packaging. Ecco, della pubblicità si occupa più precisamente l’Agenzia… no, no, no! Non vado io a vendere il prodotto, ci vanno i venditori. Diciamo che ho più che altro un ruolo di coordinamento…

    … Insomma, sempre meglio che lavorare 
    Non prometto che sarà il lavoro della mia vita, ma dillo, per almeno un annetto c’è di che rimanere compiaciuti del lavoro del Brand Manager. Come tutti i lavori, all’inizio sembra tutto molto più figo ed emozionante. Poi sta a come mantieni l’interesse vivo, le relazioni con i colleghi stimolanti ecc, ecc, ecc …
    … A me piacciono talmente tanto le infinite declinazioni di comunicazione, pubblicità, cultura che potrei sempre dare di matto e cambiare carte in tavola per seguire il cuore verso nuove emozioni. E’ quello che credo mi renda un po’ diversa dai tanti top laureati che sono come un soufflé, mentre è dentro al forno è bello gonfio ed invitante, appena tirato fuori smonta e non resta altro che una cucchiaiata d’aria. Io sono guidata dalla passione e dall’interesse, più qualcosa mi piace e mi stimola più posso passare le notti a lavorarci, certa che la soddisfazione che si prova alla fine è impagabile.

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  11. http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Coccolino

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  12. Cara anonima con una risposta,
    condivido con te il fascino per il prodotto e la comunicazione. Ma personalmente, la cosa che continuo a trovare in assoluto più entusiasmante è cercare di capire cosa vogliono veramente le persone da un prodotto o da una comunicazione. Non è mai quello che sembra a prima vista. E se hai l'opportunità e la prontezza di cambiare mercato con una certa frequenza, il bm è un lavoro che può garantirti qualche anno di divertimento.

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  13. Caro Brando,
    rispondo al tuo post con una serie di esilaranti situazioni che si sono create durante i mie svariati colloqui così, nel caso in cui non fossi ancora soddisfatto degli aspiranti che hai incontrato o che incontrerai, potrai farti due risate o semplicemente sorridere.

    - Sono riuscita a consigliare una pizzeria buonissima e una serie di ristoranti ancora prima di iniziare a raccontare di me;
    - Ho raccontato dei cazziatoni infiniti che mi sono beccata durante la mia prima esperienza lavorativa, molti dei quali non me li meritavo ma alla fine nella stanza del colloquio sono arrivati in 3 a sentire tutti i miei vari racconti e di come alla fine sono riuscita a non farmi più sgridare;
    - ho portato la discussione su aspetti che non c'entravano nulla rispetto alla domanda che mi era stata fatta e da questa discussione è nato un lungo dibattito;
    - ho discusso a lungo, ad un certo punto con toni abbastanza accesi, con una persona che non aveva letto il mio cv in sede di colloquio e sono riuscita ad andarmene con ben due proste di lavoro;
    - ultimo ma non meno divertente è stato un colloquio con un fantastico chimico ultra 70enne con cui ho iniziato a parlare di filosofia e di esperienze di vita. Semplicemente fantastico.

    Ma dite che è così sbagliato parlare durante un colloquio di tutto ciò che non ha niente a che vedere con le esperienze, che tanto sono scritte con tanto di referenti e uno può controllare quando e quanto vuole?
    No perchè una volta mi è anche capitato di sentirmi dire che l'azienda non stava cercando una persona geniale ed estrosa ma semplicemente una che lavorasse e basta...cosa mi ha lasciato davvero perplessa e anche un pò depressa.

    Una studentessa

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  14. Studentessa, ma con un po' di colloqui alle spalle! Hai trovato qualcosa che ti piace alla fine o ti guardi ancora in giro? Io da studente avevo fatto colloqui per diversi mesi prima di trovare il primo stage, penso con almeno una decina di aziende... l'azienda è il primo target con cui un aspirante marketeer si confronta. Come per tutti i target, si tratta di capire cosa vogliono sentirsi dire. E come spesso capita coi target più emplice è il messaggio più è efficace. Molte aziende di fmcg cercano giovani ambiziosi e determinati, disposti a fare esperienze in diverse funzioni e possibilmente a trasferirsi all'estero. Le aziende si fregiano di essere fucine di leader talentuosi con un grande spirito imprenditoriale e innate doti di team building. Ma un profilo con queste caratteristihe non ti sembra molto più adatto ad intraprendere una sua attività? In una squadra di pallone non servono 11 Maradona...

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  15. E' la stessa cosa che ho sempre pensato anch'io...cercano tutti leader, ma il follower chi lo fa? Detto questo, le aziende si trincerano dietro promesse altisonanti ma nel 90% dei casi si finisce a fare il venditore in Puglia, se va bene. Di carriere internazionali e fulgenti ne ho viste ben poche.

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  16. Non so se sembrerà strano ma dopo 5 anni di studi, di cui uno e mezzo passato in tesi in una grande multinazionale che nonostante una bella proposta all'estero ho dovuto abbandonare a causa di gravi problemi personali (ma ovviamente questo non lo dico ai colloqui, uso un'altra motivazione) e dopo una successiva esperienza in un'altra multinazionale (finita malissimo a causa del mio Capo che di recente ho anche scoperto essere solito a stalking ma che è ancora lì tranquillo a lavorare..e a pensarci bene giustificherebbe anche suoi strani atteggiamenti) e dopo una serie di colloqui per posizioni di stage in cui io per prima mi rendevo conto che non avrei imparato nulla se non fare la segretaria al Manager (perchè si sa che ultimamente le aziende usano queste posizioni per far turnare una serie di malcapitati che non imparano nulla, non riescono a rivedersi l'esperienza che poi aggiungono sul cv e l'azienda finita l'esperienza non cercano nemmeno di riciclarli in altri posizioni), ho cambiato direzione.

    Mi sono resa conto che quello che sapevo e che imparavo non mi bastava, non mi serviva per essere competitiva e di conseguenza mi sono iscritta nuovamente all'università. Nonostante questo ho continuato a cerca e cercare ma sembra che una stagista con un contratto che non è nemmeno un contratto perchè non si hanno malattie o ferie e senza nessun tipo di sicurezza fiscale che chiede mezza giornata alla settimana per andare a seguire una singola lezione obbligatoria fa troppo paura perchè non potrebbe essere spremuta come un limone sul posto di lavoro (alla fine del mio girovagare però ho trovato una multinazionale che mi avrebbe lasciato questi permessi il problema è che nonostante il superamento della selezione alla fine hanno chiuso la posizione...la solita fortuna...ma siamo rimasti in contatto perchè avevo colpito i selezionatori).

    Ora, dopo tutto questo e dopo essermi sentita dire che l'ennesima azienda in cui ho fatto il colloquio non aveva bisogno di una persona geniale ma di una che lavorasse e basta (ma secondo voi, una che si prende una seconda laurea, che ha sempre lavorato durante e dopo gli studi come testimonia il cv, e che cerca lavoro nonostante la decisione di riscriversi, è una che normalmente alla scrivania ha la tendenza ha trascorrere le sue giornate grattandosi??Bha..), ho nuovamente cambiato il tiro e ho trovato un lavoro in cui sono pagata bene, mi permettono di andare a tutte le lezioni obbligatorie che ho, certo l'unico problema è che non lavoro nel mio campo.
    Ma sono convinta che la mia determinazione mi porterà a trovare il lavoro giusto, soprattutto una volta eliminate le lezioni obbligatorie...certo sarà una fatica ma non avrò chiesto favori, raccomandazioni o altro a nessuno. Ce la farò, passetto dopo passetto, da sola.

    Una studentessa

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  17. Non per demoralizzarti ma predere una seconda laurea è piuttosto inutile in Italia. Rischi di rimanere imbrigliata nel tuo lavoro attuale. Continua a cercare qualcosa nel largo consumo, qualcosa spunterá fuori. Se vuoi, posso darti una mano io (praticamente di secondo lavoro sono un palcement office per amici) :)
    Fammi sapere, troviamo il modo di metterci in contatto!
    Buona fortuna!!!

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  18. Anonimo, se aiuti Una studentessa a trovare uno stage/lavoro tramite il blog facciamo anche una cosa pregio... ragazzi, tenetemi informato che me lo metto a curriculum!

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  19. Pensa te!
    Brando se ti dico come sono capitata su questo blog poi c'è da ridere!

    Anonimo io al momento posso solo darti il mio indirizzo Linkedln ma tieni presente che devo aggiornarlo perchè devo modificare e aggiungere delle info ma almeno ti fai un'idea della mia tipologia di studi..e poi chissà!

    http://it.linkedin.com/pub/giulia-mollica/16/37a/a6a


    C R E P I!

    Una studentessa

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  20. come sei capitata sul blog? non dirmi che eri stata tu a cercare: "tempo medio impiegato sul water" e ti ha rimandato a http://brandomanago.blogspot.com/2011/02/il-brand-manager-e-la-svolta.html

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  21. Ehm il water c'entra, ma è tutta colpa di questa tecnologia wireless in tutta la casa...mi ha soppiantato anche il buon vecchio topolino!

    Sto scherzando...o forse no?Bah..però ti anticipo che nel mezzo c'è Fb da cui muoio dalla voglia di cancellarmi...ma non ci riesco...non riesco a non farmi i cavoli degli altri dall'alba fino a notte fonda...è più forte di me!!Ma ci sto lavorando, del resto da ex breve ma estrema tabagista incallita, Fb a confronto è una cavolata...o forse no?

    Una studentessa

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  22. No dai, non uscire da fb! Ormai è passata la fissa di uscire da fb. Qualcuno è anche rientrato dopo averlo abbandonato. Se devi essere sputtanato pubblicamente almeno è meglio essere presente :)
    Davvero hai smesso di fumare? Come cacchio hai fatto!? Vabè, stasera dedico un post agli ex-tabagisti, e anche a chi continua.

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  23. Brando, perchè non la prendi a lavorare con te? :)
    Se sei in Bolton (spero per te di no) o L'Orèal una laureata scieintifica con esperienze nel pharma sarebbe un vanto!!

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  24. Ma Claudio ti dirò... Una studentessa è chiaramente molto simpatica e molto sveglia. Ma direi che ci sono almeno tre buoni ordini di ragioni per non prenderla a lavorare con me, e spero che lei non me ne vorrà. Ma intanto, in questo momento non sto cercando junior. Poi penso che una laureata scientifica rischierebbe di fare sfigurare un ciarlatano come me :) Infine, quel che più conta, sarei irrimediabilmente costretto a rivelare la mia preziosa identità segreta, mettendo così fine a questo divertente giuoco...

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  25. Caro Brando devi sapere che sono una persona che mette continuamente alla prova le sue estreme capacità di determinazione e di self-control, quindi come riesco brillantemente a superare diete drastiche solo per il gusto di riuscire a dire "Io l'ho fatta senza abbandonare al secondo giorno, cacchio!!!" per poi tanto scofanare puntualmente dieci volte tanto il giorno, così con il fumo da un giorno all'altro ho spento l'ultima sigaretta (e ne fumavo in media un pacchetto e mezzo al giorno)! Ora di certo il mio primo periodo senza fumo è stato drammatico, del tipo che imploravo letteralmente gli amici di darmi una sigaretta che poi puntualmente dopo averla odorata rinnegavo, mi è anche capitato di riuscire ad accenderle senza aspirare pur di ripetere saltuariamente il gesto e trovare un pò di pace ma alla fine mi rendevo conto che so essere più forte del tabacco (soprattutto perchè sia che superi la dieta di sole proteine concentrata in due settimane sia dopo due ore di corsa e strapazzo in palestra per farsi passare la crisi isterica, fidati che non hai nemmeno la forza di cercare di impugnare l'accendino)!

    Ma stai tranquillo, ho promesso solennemente che a 60 anni ricomincio (e tieni conto che fino a 5 mesi fa dicevo che a 65 anni avrei ricominciato)!!

    PS:Ora che ci penso, sai che proprio oggi sono ben 13 mesi che non fumo!

    Una studentessa

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  26. ...Sarei irrimediabilmente costretto a rivelare la mia preziosa identità segreta, mettendo così fine a questo divertente giuoco...

    Sicuramente questo è il motivo principe!!

    Ti smaschererò Brando, fosse l'ultima cosa che faccio :)

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  27. Una studentessa, io invece sono un po' come Verdone: ".. non sono come quelli che quando decidono di smettere di fumare buttano il pacchetto di sigarette nella spazzatura... una volta l'ho fatto, ma nella notte mi sono alzato per andare a riprenderlo..."

    Claudio, scatenati! Il blog è cosparso di informazioni. A te valutare quali possono essere più o meno attendibili. Non so resistere al sapore della sfida ;)

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  28. Guarda, potrei avere una mezza idea...
    Ti viene in mente niente se dico HSC, BDC e SC? :D

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  29. Ma quindi in conclusione posso dire di essere riuscita a farmi un minimo di pubblicità sul blog di un brand manager??Ahah!


    Una studentessa

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  30. Ciao BrandoManago, scusami per la sincerità, so che probabilmente non te ne frega niente, ma se cerchi altro nelle persone imposta il colloquio in maniera diversa.. Negli anni di master la gente ci riempie la testa di cazzate e di grossi termini in inglese, di questioni di rigore e di "etichetta", perchè giurano e spergiurano che è proprio questo che cerca un'azienda.. In anni di colloqui ho raccontato più palle a gente che neanche conoscevo che a mia madre quando avevo 16anni! Eppure se anche una sola delle persone che avevo davanti mi avesse dato il la per un pò vera e sincera passionalità umana sarebbe uscito fuori sicuramente un altro personaggio, quello che siamo davvero!

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  31. Ciao Anonimo, ben venga la sincerità! Me ne frega molto invece. E fortunamente qualche colloquio riesce bene, anche perchè sennò io continuo a cercare...

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  32. Si, ma non era questo il punto, il punto è che se tu chiedi ad una persona di calcolarti il roi di un'attività o di spiegarti la forze di porter questo ce la mette tutta per dirtele, e dato che magari ha pure studiato ti risponde bene! Se però per te quelle sono cazzate, allora chiedigli altro, non di raccontarti le sue esperienze o altro, chiedigli qual'è stata la cosa più stupida che hanno fatto in vita loro o se si sono mai fatti una canna.. La gente viene per essere presa a lavorare, ovvio che prova ad essere quello che pensa voi vogliate che sia, tutto qui!

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  33. Caro anonimo, hai scoperto la mia identità segreta? Ti riferisci a me quando dici “se tu chiedi ad una persona di calcolarti il roi di un'attività o di spiegarti la forze di porter”?
    Perché se è così… temo che hai sbagliato persona. Nice try by the way…

    Se invece usi la seconda persona in senso generico, allora condivido che nei colloqui spesso gli intervistatori fanno domande bislacche. Ma è un bene che sia così. E’ una forma di difesa per il candidato. Serve per capire la statura del selezionatore che hai di fronte. La selezione non deve essere univoca (azienda che sceglie candidato), ma biunivoca (azienda e candidato che si scelgono a vicenza). Per cui non mi farei un problema se il selezionatore mi chiedesse di ripetergli il capitoletto sulle forze di Porter, piuttosto mi farei l’idea che non è una persona particolarmente stimolante con la quale mi piacerebbe lavorare.

    Io personalmente, in sede di colloquio, me ne sbatto se hai studiato porter, francamente preferisco che ascolti cole porter, ma anche questo in definitiva non è indispensabile. E personalmente non ritengo indispensabile neanche che ti sia fumato una canna nudo coi ray-ban di notte sul materassino nella piscina del vicino insieme suo al pitbull. Quello che è indispensabile è che ti diverta a capire le persone, che ti appassioni la comunicazione in tutte le sue forme, che dimostri un approccio pratico al numero (che nel marketing non serve steve hawkins, ma almeno le percentualine, quelle si…) e poco altro…

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  34. Capisco e concordo! Era esattamente quello il punto..

    Comunque non pensavo avessi un'identità segreta e comunque non l'ho scoperta.. Era un "tu" generico, assolutamente non riferito a te, non so quali siano le tue domande ad un'intervista.

    E poi erano proprio quelle le frasette in inglese a cui mi riferivo prima ancora.

    Cheers

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  35. Sono rimasta veramente impressionata da quello che hai pubblicato e mi sembra giusto tutto quello che hai scritto, ma vorrei farti notare che sono proprio le risorse umane quelle che cercano tutto ciò. Ti faccio presente che sono una laureata in Economia e Amministrazione delle imprese in una università statale di Milano e dopo un po di tempo che mando CV all'infinito non ricevo nemmeno una telefonata dai sig. delle risorse umane. I motivi?

    - Laurea conseguita in una università che nella società di oggi non conta nulla
    - Il mio voto di laurea è di 88/110.( questo per voi "risorse umane" è un motivo valido per considerare una persona deficiente.)
    - Sono straniera ( I siti delle aziende sono emersi di frasi siamo aperti alle diversità, vogliamo persone che abbiano una cultura aperta, ma la realtà non è cosi, non è vero???????????)

    Per quanto riguarda il mio voto di laurea vorrei aggiungere che adesso sono al secondo anno della laurea magistrale è ho una media molto buona, però comunque importante rimane il voto della laurea triennale, un motivo per liquidarti penso. I uffici di aziende importanti sono pieni di persone che occupano quelle posizioni grazie alle loro posizioni sociali, meglio dire delle posizioni che occupano i genitori. Si può essere sempre messi a parte solo perché non ti conosce nessuno, è se sono veramente brava, e dico se sono perché purtroppo nessuno non si fida delle mie capacità, come faccio ad andare avanti e non rimanere ferma e perdere anche la voglia e la passione per il lavoro. Ogni volta si sente che devi avere passione per lavorare e non si sa come mai vano a lavorare tutti quelli che non vedono l'ora che arrivi pausa pranzo. Molti di voi magari penseranno che scrivo tutto ciò perché non ho un lavoro e sono invidiosa, ma vi dico una cosa, si sono invidiosa perché valgo e anche se il mio tel continua a non suonare o a prendere solo delle fregature io il lavoro lo amo e saprò amarlo anche in silenzio. Perché le risorse umane dietro politiche aziendali ci fanno trasformare in quello che non siamo, incapace di dire la verità, di ammettere che vogliamo intraprendere uno stage perché non abbiamo altre alternative, perché ci servono soldi per comprare l'ultimo modello del telefonino o perché ci sentiamo inutili in un mondo in cui tutto gira intorno ai soldi, perché non possiamo dire questo ma ci dobbiamo nascondere dietro i nostri caratteri per non far vedere che siamo fragili e non cosi determinati come vogliano loro??????

    Siamo noi che rispondiamo alle offerte di lavoro a essere privi di personalità o siete voi delle risorse umane che cercate di assumere quello che voi stessi non siete mai stati!!!!!!!!!

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  36. Anzitutto grazie per alcuni spunti interessanti, ma non andare in sbatti! Almeno per il momento…
    Davvero pensi che le aziende non ti richiamano per i tre motivi che dici sopra? Le multinazionali sono piene di stranieri, e non tutti hanno fatto la Bocconi… certo il voto pesa nella valutazione di un neolaureato. Se prendi un voto più alto alla magistrale ti consiglio mettere solo quello in cv. E poi non demoralizzarti! Ho mandato cv a decine di aziende per dei mesi quando cercavo il primo stage. Prima di essere selezionato ho visto almeno dieci fra agenzie e aziende. Non sto esagerando, pensavo di avere un problema alla casella di posta elettronica! Se capisci che un’azienda ti piace, approfondiscine la conoscenza. Mandagli il cv, tutte le volte che serve. Accompagna una lettera di motivazione tua, non standard. Alla fine un lavoro si trova. E li iniziano i problemi seri…
    Riguardo all’essere sé stessi: si può benissimo essere determinati pur mostrando un lato umano, si può risultare arguti senza fare i secchioni. Non cambiare per piacere a un’azienda, piuttosto cambia azienda.
    E comunque non sono delle risorse umane, lavoro nel marketing!

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  37. Ciao Brando,
    ti scrivo perchè vorrei ringraziarti.. Mi hai fatto sorridere di me stessa.. Mi piaci e per questo vorrei un consiglio da te.. Tu lo accetteresti uno stage in mktg nel settore "etico" del Pharma?

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  38. ma... se è un primo stage e vedi la possibilità di assumere nuove competenze professionali e ti viene riconosciuto un equo rimborso (almeno 400/500€) perchè no?
    Magari se è un secondo o terzo stage meglio anche accertarsi che ci siano concrete possibilità di assunzione al termine.
    E comunque mai smettere di guardarsi intorno :)

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  39. purtroppo è il 2 dopo un anno in un'altra azienda farma.. non vorrei specializzarmi troppo..

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  40. Caro Brando, hai un acume fuori dal comune, i tuoi post sono taglienti, ma divertenti, sei molto preparato.. Una persona che lavora con te potrebbe imparare davvero tanto..
    Una Stagista

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  41. Carissimo Brando, vuoi un colloquio fuori dal comune? Bene. Mi viene da dire che mi fa piacere sapere che i laureati brillanti non hanno molte più chance di me che ho fatto una carriera stramba e la cosa che più mi caratterizza è la fantasia galoppante ... un pregio che mi farebbe fare scintille nel campo del marketing, ma non ho avuto modo di dirlo a nessuno dato che, laureata da un anno, ho ottenuto solo colloqui per call center, che penso diverrà il mio lavoro fisso, visto il nulla totale che mi circonda.
    Rivaluta la laureata brillante, ti prego. Fammi credere che sia colpa del mio voto di laurea se nessuno mi caga nemmeno di striscio! Almeno avrei qualcosa di cui incolparmi seriamente invece di lanciare insulti e bestemmie alla cieca, cercando di cogliere con le mie maledizioni il responsabile del perché mi alzo ogni giorno per dire "Buongiorno, la contatto dalla XXX, com'è organizzato al momento con la telefonia per la sua azienda?" ... con vaffanculo dell'interlocutore annesso.

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  42. Caro Brando,

    sei un genio, sia per l'idea di questo blog sia per come la stai sviluppando;
    Ma più ti leggo e più mi convinco che siamo colleghi XD

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  43. Caro collega,
    ti ringrazio. Ci vediamo dopo pausa pranzo :)

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  44. ahah grazie brando mi hai strappato un sorriso in un periodo di colloqui ;)

    Ma poi questa famigerata "diversity" esiste o no nelle navi del marketing?

    "Qua in -inserire nome di azienda figa a caso- il concetto di diversità è intrinsecamente legato al nostro core business.
    Infatti in -nome di azienda figa a caso- siamo convinti che siano le persone a fare la differenza e la diversità viene interpretata come ricchezza. Siamo fortemente impegnati al nostro interno per diffondere la policy della diversity.
    Infatti selezioniamo per la nostra nuova posizione un brillante neolaureato:
    laurea specialistica a pieni voti, in economia, fatta in 5 anni al massimo, magari in una delle 6 università con le quali abbiamo già contatti. Esperienza o erasmus all'estero, avete la certificazione di inglese, magari magari parlate bene pure il tedesco, e avete lavorato già mentre studiavate perchè siete dinamici e mentre facevate la tesi avete fatto uno stage. Excel, word, powerpoint come se non ci fosse un domani. Spss is a plus. Attività di volontariato(?) e extracurriculari(?). Proattivi. Problem Solving (ci mancherebbe!)."

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  45. lupetto,
    personalmente diffido dalla diversity nelle aziende. E' vero, se la vendono praticamente tutte, anche quelle in cui la rigidità dei processi e delle valutazioni richiede un certo livello di adeguamento ai modelli della cultura aziendale.

    Detto questo posso testimoniare che tutti i marketeer che conosco sono laureati, ma non tutti in Economia. Alcuni in Ingegneria, altri in facoltà umanistiche, altri addirittura in Legge o in Chimica. Da ciò si deduce che non provengono dalle solite 6 Università. Anzi, molti non hanno nemmeno studiato in Italia. Non perchè hanno fatto l'erasmus a Barcellona (niente di male peraltro) ma perchè sono tedeschi, svedesi, spagnoli, brasiliani, o sono nati da qualche altra parte. Questi come puoi immaginare non hanno alcuna certificazione d'inglese, ma neanch'io se è per questo. Il livello d'inglese si capisce da 3 scambi in un minuto, il mio è un livello praticamente lavorativo (non è molto). Excel, word e .ppt mi fanno spesso pensare che non esiste un domani, ma direi che fanno parte del kit basico per fare qualsiasi lavoro nel terziario oggi.

    In definitiva, per rispondere alla tua domanda, nelle multinazionali esiste, ed è voluto, un certo tipo di diversità (vedi sopra), ma non aspettarti troppo su questo fronte. Per come la vedo sono altri i punti di forza delle navi scuola.

    in bocca al lupo per la tua ricerca
    Brando

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  46. eheh si si ovviamente ho citato grossolanamente i punti che si ritrovano in ogni annuncio per stage nel marketing (e non solo).
    E' che mi fa sorridere il contrasto tra la rigidità di selezione e l'immagine un pò naif/friendly che gli employer vogliono darsi;
    non derido la rigidità in sé (ANZI, se puoi scegliere tra mille candidati, OVVIAMENTE cerchi di scegliere il migliore).

    Era per dire (per ricollegarmi al tuo post): non ti arriva mai un candidato che collezioni b-movies e scriva per rolling stones perchè probabilmente non rientra nei canoni degli annunci e non viene chiamato dalle HR agli assestment.

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  47. fortuna che ogni tanto il sistema evidenzia le sue falle...

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  48. Può rientrare nella "diversity" l'aver cantato durante un colloquio il jingle di una pubblicità convinto che fosse dell'azienda, per ricordarsi appena pochi secondi dopo che era invece quello del diretto competitor?
    La terra non mi ha inghiottito e il cielo non mi ha fulminato, nonostante le mie insistenti richieste espresse sommessamente appena mi resi conto dell'imbarazzante gaffe...e per fortuna anche, visto che poi mi hanno preso ;)

    5PortediForzer

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  49. Ciao Brando,
    Innanzitutto ti faccio i complimenti per il blog. È la migliore fonte di informazione per un neolaureato come me che vuole iniziare la propria carriera nel marketing. Consigli preziosi da una persona che si vede che ne sa e che conosce le dinamiche specifiche del mercato e naturalmente anche da tutte le persone che intervengono.
    Fai bene anche a tenere anonima la tua identità, anche se essendo alta la curiosità, grazie ad indizi sparsi nel blog ho ridotto il campo delle aziende di cui potresti far parte ad un paio.
    Personalmente sono uno di quei cosìdetti “fenomeni”che vengono descritti da te all’inizio. Essendo stato a contatto anche con molti altri di questi elementi, penso che comunque si possa distinguere la vera motivazione di un persona con un paio di domande sul perchè di certe esperienze. Ci sta veramente gente arrivista che con per un paio di euro sarebbero disposti a pugnalarti alle spalle (soprattutto da una università), e anche se è difficile capirlo in pochi minuti, con delle domande specifiche esce fuori. Sinceramente mi sento molto danneggiato da queste figure, perchè sono costretto a mandare segnali in direzione opposta.
    Ad ogni modo ci tengo a sottolineare che è comunque normale che magari un laureato brillante non esca fuori dale righe perchè comunque ha tutto da perdere (nonostante il curriculum costituisca solamente una base), mentre magari uno che ha dei requisiti di partenza un pò più bassi prova a ricercare strade diverse.
    Penso anche che colloqui di questo genere siano deprimenti per una persona: ma è possibile che le domande ai colloqui debbano essere tutte uguali?Come ci si può aspettare spontaneità da un candidato che sa già cosa gli verrà chiesto.

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  50. Ciao Luca,
    mi fa piacere che trovi utile il blog per la tua ricerca. Ti chiederei quali sono le due aziende a cui sei giunto con gli indizi qua e la', ma tanto poi non potrei confermare nè smentire. Quindi sarebbe inutile.

    Per il resto sono d'accordo con te: questi colloqui possono risultare deprimenti. Deprimenti perchè a volte ti mettono davanti ai tuoi limiti, deprimenti perchè altre volte ti mettono di fronte a interlocutori limitati (che tuttavia ti dovranno selezionare) e infine deprimenti perchè ti mettono di fronte ai limiti delle multinazionali (che non sempre sono come ti aspettavi).

    Tuttavia questo non significa che non bisogni essere sé stessi. Non confondere la spontaneità con l'improvvisazione. La spontaneità è un percorso di ricerca di sé stessi, delle proprie motivazioni e dei propri obiettivi che può richiedere mesi o anni. Il fatto che le domande siano sempre le stesse (vero) non significa niente. L'unica cosa che conta sono le risposte.

    Sul brillante cv di un laureato, infine, ti dico che quello fa solo la scrematura iniziale, poi la partita si gioca su altri campi.

    in bocca al lupo
    Brando

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  51. Ciao Brando,
    innanzitutto ci terrei a ringraziarti per il tuo blog, pieno di spunti e dritte spaziali, soprattutto per neolaureati appassionati di Marketing negli anni che corrono e nella situazione che corre.
    Anche io sono una neolaureata "fenomena" (cit.), lodi, erasmus, 4 lingue, 24 anni, tesi sperimentale post stage nel brand di un'azienda e blablabla ma ho deciso di rischiare con un po' di self-branding fuori dal coro per due motivi:
    ormai il neolaureato fenomeno è un commodity product e, last but not least, se Dio o chi per lui me lo permetterà, vorrei entrare in un'azienda che apprezzi un briciolo di personalità.
    Per questo evito di infagottarmi in tailleur che manco Margaret Thatcher (pace all'anima sua), preferisco un cv con un minimo di personalità e di colore e durante i colloqui parlo apertamente della mia passione per la musica rock e delle recensioni di dischi che ho scritto negli anni.
    Alcuni strabuzzeranno gli occhi, ma io ci provo.
    Grazie ancora Brando!
    Fenomena random

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  52. Perché una persona davvero umana e soprattutto creativa dovrebbe fare marketing? Considerato quello che fate è già tanto che vi arrivino manici di scopa perfettini.

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  53. Si chiama "portà a casa la pagnotta" stellina. Tutto qua. Altri suggerimenti?

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  54. Ti ho scoperto grazie alla mia compagna di università, lo sapevo che mi avrebbe dato soddisfazione quella ragazza! Ci siamo troppo divertite a leggere il tuo post, hai dato voce a tutti i nostri deliri post lavorativi, quando ci incontriamo e ci raccontiamo le nostre "appassionanti" giornate lavorative ;)Perchè c'è ancora chi lavora e ama quello che fa, noi che non abbiamo studiato da top manager ma abbiamo semplicemente seguito le nostre attitudini... Seguirò con piacere!

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  55. Veramente molto bello! Probabilemente potrò essere anch'io chiamato anch'io un "fenomeno" appena mi laureo (23 anni). Tuttavia al mio primo colloquio (di gruppo) alla presentazione ho detto esplicitamente "Non so niente, so che avete dei programmi di formazione per neostagisti, è quello a cui punto perchè per ora non penso di avere le competenze per affrontare il mondo del lavoro".

    Preso, ma dovevo partire per l'America.

    Ho fatto leggere il tuo articolo ad un mio amico, entrambi lo troviamo spettacolare, ma soprattutto scritto benissimo.

    Complimenti.

    D.

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  56. Questo articolo letto un'ora prima di andare a fare il colloquio in una multinazionale dove si parlerà di deodoranti è qualcosa di massacrante e di assolutamente falso, caro brando!!!! Ma cosa ti aspetti da candidati che fanno decine e decine di colloqui dove vengono trattati come dici tu come se dovessero risolvere realmente il conflitto arabo-israeliano, ma pensi realmente che chi ti sta di fronte non vorrebbe rispondere con estrema sincerità alle penose e penose domande che fate ripetutamente in questi stupidi colloqui???? e poi l'entusiasmo, la passione la voglia di mettersi in gioco passano sempre in secondo luogo quando non hai visto il sito dell'azienda, quando non rispondi in modo più tecnico, quando non dimostri di saper fare dei calcoli matematici...mi stupisce leggere le tue parole....ho fatto tantissimi colloqui e fortunatamente grazie ad alcuni ho fatto delle fantastiche esperienze lavorative in delle multinazionali che mi hanno dato tanto...ora sono nuovamente alla ricerca ed oggi ho il secondo step (come lo chiamate voi) e si perchè per andare a vendere 4 deodoranti presso gli ipermercati bisogna fare gli step e al colloquio bisogna fare giochi matematici, ma pensi sul serio che con tutta l'agitazione che hanno i candidati la decisione si possa basare su un calcolo di 4 cammelli o mattoni???!!! Sai anche a fa schifo sentirmi dire: come ti vedi tra 10 anni? perchè per laurearti ci hai messo un mese in pi? che lavoro fa tuo padre? pensi di sposarti? ecc ecc....ma che domande sono??? Ah per non parlare del fatto che se poi NON hai esperienza la domanda è: simulami una strategia di vendita!!!! Ma se non ho esperienza ti posso solo simulare quanto zero capisci leggendo il mio CV!!!!
    Non so perchè ma leggo poca sincerità nelle tue parole e sopratutto credo tu sia esattamente come tutti gli altri "esaminatori"!!!!

    Complimenti!

    Anonima incavolata che magari incontrerai a breve al colloquio!!!

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