mercoledì 23 marzo 2011

Il brand manager e i viaggi di lavoro

"Come avrà letto nella job description, per quest'incarico è essenziale la disponibilità a frequenti trasferte in Italia e all’estero. Lei ama viaggiare?"
"Se amo viaggiare!? Ma certo, è uno dei motivi principali per cui mi sono candidato a questa posizione!"
"Bene, e la sua attuale occupazione le consente di viaggiare spesso?"
"Ma, si può dire che lavoro più all'estero che nel mio ufficio. Io amo svegliarmi nel cuore della notte e lasciare la mia donna a letto quando fuori è ancora buio e fa un freddo siberiano. Amo raggiungere gli aereoporti in taxi a orari improbabili, e attendere che dopo il decollo gli "appositi segnali" siano spenti per poter accendere il laptop e rivedere la presentazione. Amo raggiungere le più sperdute filiali commerciali della mia ditta internazionale di mercanzia varia ed essere accolto da colleghi locali ostili come gli indigeni cannibali di un'isola selvaggia che nella migliore delle ipotesi mi disprezzano, altrimenti direttamente mi odiano per fare prima. Amo presentare iniziative che saranno osteggiate a oltranza per principio, e un po' anche per sadico divertimento. Amo cercare di organizzare noiose ma necessarie cene in cui parlare tutta la sera di lavoro, e amo che vengano regolarmente disertate con ogni sorta di giustificazione immaginabile. Amo trovarmi a disagio a cena con un esiguo manipolo di malcapitati a parlare delle opportunità dei mercati emergenti e della crisi dei mercati maturi. Ma più di tutto: lo sa cosa amo?"
"..."
"No dico: lo sa cosa amo sopra ogni cosa?"
"No... mi dica."
"Più di ogni cosa amo rientrare in una camera di albergo, tanto design quanto impersonale, per rispondere alle mail arretrate alle 11 di sera e andare a dormire da solo nel lettone dopo aver detto alla mia donna al telefono quanto mi manca. Non trova entusiasmanti i viaggi di lavoro?"

Già, che fortuna lavorare per le grandi aziende che danno la possibilità di viaggiare! Certo, a patto che si parlino due paroline di bisiness inglish maccheronico con cui descrivere l'andamento delle curve di vendita: growth, decrease, turnover, share, pronti, via!

5 commenti:

  1. Guarda non hai esagerato neanche un po, anzi direi che nella descrizione hai tenuto un profilo basso ;-)
    Aggiungerei solo:
    1) anche se ti fai doccia e scrub alle 4 della mattina prima di uscire di casa, tra taxi, aereo, macchina, caldo e freddo, umido e secco, aria condizionata e open air...arrivi in ufficio che già ti senti appiccicoso e questa fantastica sensazione te la porterai addosso per tutto il giorno;
    2)se è organizzata la noiosissima cena di lavoro, nonostante sia tutto schedulato, i ritardi accumulati nelle varie riunioni non ti permetteranno mai di andare in albergo a farti una doccia e cambiarti come era previsto. Mentre tutti si annoieranno con discussioni te penserai solo a quando potrai toglierti le scarpe (eh si, per quanto care le hai pagate, queste maledette "scarpe da prima comunione" con il passare delle ore sembrano rimpicciolirsi e stringere progressivamente i tuoi poveri piedi) inoltre penserai seriamente ti voler impiccare l' inventore della cravatta con la sua stessa invenzione;
    3)Per la serie al peggio non c'è mai fine. Quando ormai la cena sta per finire, il tuo cervello è ormai spento, stai abbassando le difese e l' ultimo ricordo di contatto umano piacevole che hai è quello di quando dormivi abbracciato alla tua donna prima che la sveglia suonasse alle 4. Ecco che il big sales man di turno inizia a parlare di calcio. Se per educazione, seppur svogliatamente, gli dai un minimo di attenzione, passerà al tema "figa" per testare se è il caso di portarti in quel localino dove circolano signorine allegre e disponibili. D'altronde il suo compito è farti divertire e fare comunella: vuole imbonirti per i controlli che effettuerai sui risultati del suo team l' indomani;
    4) se viaggi spesso la mattina potrà capitarti il fenomeno "Lost", ovvero quando suonerà la sveglia e i tuoi occhi si apriranno, avrai un sussulto interiore chiedendoti "dove cXXX sono?", una sensazione di smarrimento che dura una frazione di secondo ma è assai inquietante. Dopo aver preso coscienza e essersi convinti di essere finiti li per lavoro e non per un abduction aliena, la giornata proseguirà...
    5) se utilizzi spessissimo gli alberghi per le trasferte lavorative, quando vorrai prenotare una vacanza avrai la crisi di rigetto. Entrare in una stanza di albergo ti farà sembrare di stare ancora al lavoro. Durante la mia vita itinerante ho prenotato solo case al mare (no alberghi, no città).

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  2. io ho cominciato a farlo a 22 anni ... Forse quella donna da lsciare a letto se continuo così non la troverò mai ;-)

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  3. ... Ma volete mettere il sorrisino accondiscendente e un po' "quanto sono figo" che accompagna il pischello marchettaro 22 enne che si sente importantissimo mentre svogliatamente beve un caffè alle 5.40 del mattino al terminal 2 di Malpensa? (Eh si, la crisi costringe a volare Easy Jet - mentre si sentono narrazioni di "Vèci" che raccontano di mirabolanti convention D'Antan a Bahia, in 1°classe).
    E il suddetto ex bocconiano, abituato a pane e cipolle fino al giorno prima all'università, metterà a nota spese il caffè, con malcelato orgoglio, e proseguirà dandosi un tono ad ogni pubblica occasione in cui c'è cibo, lamentandosi della qualità e guardando con sufficienza e cameratismo altri sfigati come lui (noi)

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  4. mi sembra molto promettente per un ulteriore sviluppo il tema, gia' ben accennato della "cena" da trasferta, mirabolante esempio pratico di "teoria dei giochi" applicata al nostro lavoro:
    Una sottile partita a scacchi tra l'ospite, che ha la seguente agenda:
    1) son stanco morto e vorrei mangiarmi un panino in camera e guardarmi la tv fino al crollo
    2) pero' magari se viene qualche signorina avvenente, la cosa puo' diventare interessante.. non chiudiamoci le porte all'avventurazza..
    3) non sia mi che ai miei capi passano il messaggio che non ho interagito bene col management locale... almeno il proforma lo devo dare.. sai non si cresce senza la politica..

    ..e la struttura locale che gioca la seguente partita:
    1) viene quello dall'HQ.. pure se non conta nulla poi quello parla coi suoi capi, che parleranno coi MIEI capi... meglio intortarselo...
    2) pero' non ci ho nulla da dirgli, e poi domani ho la presentazione.. meglio riposare che andare a mangiare con uno sconosciuto e dover fare pure il simpatico
    3) quello ormai si e' reso disponibile, pare brutto se lo molliamo cosi...
    ...segue un meraviglioso uno-due in cui
    a) il piu alto in grado si da disponibile e soprattutto fa pressione sul team perche sia presente (per "far figura").
    b) ottenuto l'assenso del team.. egli all'ultimo si defilera', millantando improvvise riunioni, trasferte, impegni, mogli malate etc
    c) si scatena un effetto domino in cui, saltando il controllo gerarchico a monte, tutta la catena di riporti a cascata cerchera' di defilarsi.

    Morale, la scena e' la seguente:
    - Notte
    - di solito: un freddo bestia
    - ristorante pretenzioso da cena aziendale
    - uno sfigato dell'headquarter stanco morto
    - 2 junior, un assistant, un trade mktg junior e uno di R&D in cerca di pasto gratis. Nessuna avvenente BM..
    - penosa conversazione su usi, costumi, calcio, ferie, e se la platea e tutta maschile, si scivola presto su argomenti femminili
    - la lingua inglese si rotola in una pozza di sangue, mentre piu' il vino scende, piu' il linguaggio viene sostituito da una gestualita' da primati (non il guinness, le scimmie)
    - al rientro: alka seltzer e puntamento sveglia alle 6.20 dal concierge..

    PS: se malauguratamente partecipa qualcuno senior del mercato, tra un gossip salace e rivendicazioni varie su quali siano le femmine piu' performanti, egli sapientemente infilera' qualche istanza di business, soprattutto richieste da finanziare.
    Al mattino, lo sventurato ospite leggera' dal blackberry una cosa tipo: "as agreed yesterday...." di cui dovra' dare conto ai suoi stupefatti manager..

    ma... il chiringuito?

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  5. ma... diciamo che anche il brasile può comportare i suoi rischi: http://www.youtube.com/watch?v=invBjPmY8iE

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