lunedì 11 aprile 2011

Il brand manager e il lunedì mattina

Ascolto sempre la radio in dormiveglia. Mi aiuta a rendere più umano e graduale il penoso rito quotidiano del risveglio. Ogni mattina sento di essere sottoposto a una violenza crudele e inesorabile. Un innegabile sopruso. E’ come se all’inizio di ogni giornata lavorativa venissi strappato al morbido tepore del ventre materno per essere impietosamente gettato in sacrificio al baccano della città. Solo dopo ripetuti richiami della sveglia riesco, con non poche difficoltà, ad aprire gli occhi cisposi. Così quando il display luminoso della sveglia non si mostra più disponibile ad accordare ulteriori proroghe, maturo la rassegnata decisione di abbandonare il piumone.

Balzo in piedi spettinato sbattendo un mignolino nel letto, inciampando nelle ciabatte, imbattendomi nello stipite della porta più o meno come farebbe Charlot. Con qualche affanno barcollo fino alla camera di decenza. Qui mi accovaccio sul water in posa riflessiva, disperato. I gomiti sulle ginocchia. La testa fra le mani. Comincio a pensare a cosa mi aspetta oggi in ufficio. Voglio sparire anch'io nello sciacquone del cesso. E' lunedì mattina.

Sembra ieri venerdì, quando mi lasciavo alle spalle tutte le rogne dell'ufficio: scadenze, ritardi, errori, approfondimenti, inseguimenti, analisi, presentazioni, fatturati, quote in calo, la fabbrica, il computer che s'incarta, troppa carta sulla scrivania, non c'è mai la carta nella stampante... è finita la carta igienica.

Il traffico al lunedì mattina è un concetto più amaro del solito. Bisogna ri-abituarsi, ad attraversarlo, certo, ma anche a dargli un senso nelle nostre vite. Perchè io-noi qui stamattina? Dove andiamo? Cosa facciamo tutti? Esistono momenti bui nella vita di un uomo in cui ci si fanno due domande, il lunedì mattina è uno di quelli.

Il venerdì sera è un momento magico. E' un po' come quei film dove qualcuno è dotato di poteri straordinari e riesce a fermare il tempo proprio prima che si verifichi una catastrofe. Tutto è immobile. Ma poi l'effetto esaurisce, il movimento riprende e la tragedia si compie. 
Questo è il lunedì mattina, una tragedia da scontare a rate preceduta dall'inganno del week end.

1 commento: