venerdì 13 maggio 2011

Chi è Brando Manago?

Ho deciso di calare la maschera. Se in questi mesi hai avanzato ipotesi personali sulla vera identità di Brando Manago, sospettando di un tuo collega, capo o subalterno, ecco svelato l'arcano in questo post.
Ho deciso di  rivelarti la mia identità.

Comincerò dal dirti la cosa più importante per capire una persona: ti dico cosa voglio. 
Punto a soldi, potere e successo. Tutto il resto è strumentale. 
Sono un grigio individuo privo di talento, nato fra la fine degli anni '70 e i primi anni '80. 
Penso solo a me stesso, al denaro, alla carriera e alle mie opportunità. 
Sono fin troppo sicuro di me, ma allo stesso tempo sono indeciso su quale strada intraprendere. 
Sono benestante e laureato a pieni voti. Non mi interesso di politica e ho il pallino per il viaggio.
Vivo nel comfort. 

Il Marketing per me non è semplicemente un reparto aziendale. 
E' la legge suprema che governa ogni ambito della società e dell'esperienza umana, e io ne padroneggio arte e scienza. 
So dove andrò domani. Dove ci sarà un'opportunità. 
Sono destinato a salire, come hanno fatto quelli prima di me. 
Sono destinato a raggiungerli e seminarli, perchè la mia ambizione supera di gran lunga il mio talento, e anche il loro.

Ma come non mi riconosci? 
Lavoro sulla tua scrivania! Ci vediamo ogni giorno. 
Poi la sera scrivo le cose che succedono nel nostro ufficio e che ci raccontiamo in pausa caffè. 
Possibile che non hai ancora capito chi sono!? 

Io sono te.


8 commenti:

  1. Leggendo il post ho pensato che se è vero quel che dici, se quello sono io, non mi assomiglio tantissimo, ma qualche lineamento in comune con me stesso lo ho.

    Punto a soddisfare una passione per il bello e l'utile, che conseguentemente spesso portano soldi, talvolta potere e successo, tutte cose che non mi fanno schifo per nulla, ma che ottenute in altra maniera,... non saprei.

    Sono grigio, si, spesso. Penso di avere talento, ma vorrei averne molto di più, penso solo a me stesso, al denaro, alla carriera e alle mie opportunità, poi però torno a casa e mi chiedo "e che cazzo me ne farei una volta che li avessi ottenuti più di quanto ne ho già?".

    Sono benestante e laureato a pieni voti. Non mi interesso di politica e ho il pallino per il viaggio. Vivo nel comfort. Di tutto questo godo come un pazzo in effetti, ma solo quando non è un weekend lavorativo per qualche cliente che si è scordato di mandarci il materiale in tempo oppure perchè i miei ragazzi sono al lavoro e di sicuro io non mancherò di seguirli.

    Lavoro sulla mia scrivania e mi vedo ogni giorno, ma sto ancora imparando a riconoscermi, ci vuole una vita.

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  2. Ti ho incontrato, abbiamo preso anche un caffè insieme! siamo andati a pranzo varie volte!
    Ma non sei me :-)

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  3. tu non sei il solito brando manago, dove lo hai messo? :)

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  4. mi piace molto il commento di "anonimo" che sottoscrivo.

    Anche io ti conosco da 15 anni..
    a volte ti sei rivelato simpatico, spesso no.

    A volte sei stato anche quasi un buon amico, vivendo gomito a gomito le ambasce e le mestizie delle grandi organizzazioni umane. Ma la tua amicizia scade come uno yougurt, e come tale e' un bene di consumo e ha un prezzo.

    Spesso non lo sei stato xke' la tua idea di "amicizia" coincide al massimo con un pareggio di bilancio, ma non sei disposto a perderci nulla, e nel momento del bisogno il tuo silenzio e' stato assordante.

    Sei instancabilmente avvinto da una defatigante guerra di trincea per apparire un passo avanti. Ma il tuo "avanti" e' battaglia di retroguardia: sei "terra terra come i missili cui assomigliano" diceva frankie Hi-NRG, che ti conosceva prima e meglio di me.

    Invidi e diffidi del talento, apprezzi e persegui la furbizia.

    Ricambio la tua essenziale diffidenza.

    Ti conosco da 15 anni, facciamo lo stesso lavoro, ma non mi somigli affatto.

    PS x Brando: trovo un riferimento a "sad but true" dei metallica.. sbaglio?
    "il sangue di Giuda" degli Afterhours e' invece l'ideale soundtrack del mio post.

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  5. E' vero, forse in questo post non c’è il solito Brando Manago. Ma c’è comunque un Brando.
    Magari questa volta Brando ha un “lato oscuro” più pronunciato del solito, ma questo non vuol dire che sia meno vero.
    Quello che è vero è che sta meno simpatico del solito, è un Brando da cui si prende la distanza.

    Chi fa il mestiere del marketing fa di tutto ogni giorno per vendere un pezzo in più.
    Sappiamo che questo non migliorerà la vita di nessuno (già, neanche la nostra), ma siamo pagati per farlo credere.

    Mentiamo. In definitiva una storia è una bugia, e io amo le storie. Perciò continuo a raccontarle, in TV, in riunione, allo specchio.
    Eppure qualche volta in quello specchio ci vedo qualcosa che prorio non mi piace, ed è l’immagine che ho voluto restituirvi in questo post.

    Resterà lì fotografata, così che la possa rivedere ogni volta che mi serve.

    Carlinhos,
    è proprio così: sad but true.

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  6. Leggere il nostro lato intimista ci lascia spaesati

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  7. allora almeno lo sapete che siete i peggiori
    http://www.youtube.com/watch?v=uZub-7ulikc

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  8. Ancora quella vecchia storia dei persuasori occulti e del target che subisce il messaggio passivamente?
    Dai... mi spiace deluderti, ma non controlliamo proprio nessuno.

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