venerdì 27 maggio 2011

Il brand manager e il grande fratello

La donna comune è in trappola, l'uomo qualunque non ne parliamo. Anche in questo preciso istante siamo nudi. Nudi e indifesi come mosche in un barattolo di vetro capovolto. Di fronte c'è un omuncolo occhialuto, tipo nerd, ma con più forfora e meno capelli.Sta seduto su di una sedia girevole del reparto marketing di google, microsoft, facebook o giù di lì, e ci osserva curioso. Lui sa cosa vogliamo, e lo sfrutterà per aumentare i suoi profitti. Sa cosa cerchiamo in rete, dunque sa cosa ci interessa. Ma non è tutto. Anzi, è appena l'inizio.

Lui non è solo. Ci sono tanti altri come lui.  C'è un'altro ad esempio che ci studia quando guardiamo la tv, e un altro ancora quando riempiamo il carrello al supermercato. Un altro addirittura chiude le persone nelle stanze con una parete di vetro, per ore, per estorcergli informazioni. Anzi, forse è successo anche a noi, ma non vogliamo ammetterlo o lo abbiamo rimosso.

Insomma, per chiosare un noto comico, le multinazionali sanno tutto di noi e noi non sappiamo nulla delle multinazionali. Questo fornisce loro un vantaggio che potremmo tranquillamente definire "mica da ridere". Avete idea di quante azioni quotidiane riteniamo frutto del nostro libero arbitrio e sono invece il risultato prevedibile di un diabolico modello progettato per controllarci? 

Naturalmente si parla di business, dunque dopo saluti e convenevoli si suppone che arrivi il momento di fare cassa: l'acquisto. Questo è il momento chiave. Ed è proprio qui che si concentra tutto il genio diabolico delle multinazionali di largo consumo nel controllo della povera gente comune. Le multinazionali sanno tutto sui nostri acquisti e hanno il potere di controllare l'atto d'acquisto con una precisione sorprendente. 

Si pensi allo scaffale del supermercato. Ogni particolare è curato nei minimi dettagli. La posizione dello shelf all'interno del punto vendita, le categorie merceologiche adiacenti, lo spazio dedicato, l'intera lettura dello scaffale da sinistra a destra e dall'alto in basso. Tutti questi aspetti sono frutto di ricerche di altissima portata scientifica. Gli headquarter delle multinazionali sparsi in tutto il mondo arruolano brillanti Shelf Manager che conoscono per filo e per segno i comportamenti d'acquisto dei loro target e gli obiettivi dei retailer. Questi scrigni di strategia del punto vendita e profeti del rendimento del metro lineare, insieme all'aiuto dei merchandiser (e nonostante l'intervento dei capi reparto della Grande Distruzione ) sono in grado allestire scaffali che sono vere e proprie irresistibili trappole per topi. Come non cascarci?

7 commenti:

  1. Quando mi spiegarano il "posizionamento in gondola" al master rimasi affascinata e d'allora inseguo le trappole per farmi prendere al laccio.

    Però nonostante questo mio masochismo consapevole ci sono ancora marchi che mi suscitano un'antipatia così forte che non posso fare a meno di avere un moto di orgoglio e di razionalità.

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  2. Io sono molto guidato dall'impulso e poco fedele alla marca. Penso che il 70% del mio carrello provenga fuori dallo scaffale, in seconda esposione. Tu chiamale se vuoi promozioni...

    p.s. Il posizionamento in gondola sembra anche una cosa romantica e un po' lagunare.

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  3. Che vuoi Brando, ai tempi ero più giovane e meno cinica per cui cercavo ancora d'indorarmi la pillola. E poi a Venezia ho passato così tante vacanze che mi è rimasta nel cuore.

    Il mio carrello è al 70% golosità e 30% necessità, chiamalo, se vuoi, edonismo reganiano.

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  4. Sono sempre affascinato dalla zona "Gillero", quella zona piena di "amenità-e-cazzatine-varie" vicino alla cassa: roba Ferrero, roba Gillete e roba Perfetti. Lì si annida il vero demonio: passi, vedi il pacchetto di cicche che sicuramente ti sei dimenticato di aver già messo nel carrello e a casa scopri di avere una scorta di gomme per 4 mesi...ci casco ogni maledetta domenica ( o sabato). Credo anche che ne studino il posizionamento cromatico in modo che sia SCIENTIFICAMENTE impossibile non allungare almento una mano.....

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  5. @jajo84....mmmmm....posizionamento cromatico? (Kinder è tutta bianco e rossa)....guarda bene prezzo e target....

    ciao

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  6. ciao, scusate l'ignoranza, ma cos'è il "posizionamento in gondola"?

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  7. è la doppia esposizione dei prodotti nel punto vendita non solo nel loro scaffale standard, ma anche sulla testata dello scaffale (gondola) che è vantaggiosa dal punto di vista della visibilità.

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