domenica 19 giugno 2011

Il brand manager e il brand killer

Il brand killing è l'ultima frontiera del marketing.

Il brand killer è uno di noi. Non è difficile riconoscerlo, è impossibile. Il brand killer veste come noi: giacca, cravatta, camicia bianca o azzurrina. Parla come noi: issue, chart, kpi. Scherza addirittura come noi: "oh, l'hai vista oggi l'ultima di Dilbert?". 

September 13, 2007

Ma dietro le lenti antiriflesso dei suoi occhiali squadrati si cela lo sguardo di un assassino.

Il brand killer è un brand manager convertito che ha messo la sua esperienza al servizio del KGB (Killing Great Brands). Il KGB recluta i suoi membri attraverso canali segreti, dei quali solo i membri stessi sono a conoscenza. Alcuni esperti sostengono che dietro al KGB si nascondano organizzazioni anti-capitaliste con l'obiettivo di sabotare l'industria di marca, altri pensano che i veri burattinai del KGB siano addirittura le stesse multinazionali del largo consumo che combattono la concorrenza da posizioni occulte. Di fatto nessuno è in grado di provare la verità, tanto più che la stessa esistenza dell'organizzazione viene tutt'oggi smentita dalle fonti ufficiali (Mark up, Largo Consumo, Il Kotler).

Eppure fonti alternative hanno portato alla luce i documenti segreti  coi quali il KGB recluta i suoi uomini. Il target del KGB è composto dai brand manager delle multinazionali di largo consumo sui trent'anni, con esperienza di marketing sufficiente a sabotare una marca, un vuoto di stipendio dovuto al fatto che non sono ancora marketing manager e un minimo di senso di colpa per gli anni di lavoro trascorsi nel marketing.

Il KGB sa quanto guadagni. Per un progetto di sabotaggio di due anni su una marca leader è disposto a pagare fino al triplo della tua RAL, il variabile può sistemarti tranquillamente per dieci anni. In cambio dovrai garantire il raggiungimento di determinati obiettivi di business, come ad esempio:
- Taglio del budget media della marca del 30-40%
- Spostamento del budget residuo su attività chiamate in codice "Zero-ROI" (sampling di prodotto, giornate hostess nei punti vendita, concorsi con centri benessere in premio, costose sponsorizzazioni di improbabili eventi sportivi, cartellonistica all'aereoporto di Olbia...)
- Realizzazione di una pagina Facebook della marca (qualunque essa sia) senza moderatore.
- Taglio costi su packaging, ingredienti e possibilmente anche sui gift.

Vuoi mandare il curriculum? Traditore della marca! E comunque non puoi trovare il KGB.
E' il KGB che viene a trovarti.



7 commenti:

  1. Visto da qui sembra un impiego molto stimolante! ;)
    Edo

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  2. Ragazzi, vi ringrazio, ma forse c'è un equivoco. Io non sono un brand killer.

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  3. .....io lavoro su un brand...lato trade marketing....constantemente "Killizzato"...... Roi positico? marginalità del prodotto?...prodotto impresa?.....tutti concetti che sembrano essere stati dimenticati....
    sampling di prodotto, giornate hostess nei punti vendita, concorsi a premio, costose sponsorizzazioni di improbabili eventi sportivi, cartellonistica all'aereoporto di Olbia no..ma in altrettanti posti improbabili .... gift su operazioni in promozioni...... aiutoooooooo!!!!




    Gianluca

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  4. Un po' brand killer lo sei, come lo siamo, oramai, un po' tutti.
    Ma non tutti siamo siamo così lucidi e consapevoli.

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  5. Spero che qs KGB mi venga a trovare molto presto... avrei da togliermi qualche sassolino dalla scarpa ;-)

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