domenica 17 luglio 2011

Il brand manager e il potere

Il potere, chi ce l'ha e chi lo brama. Le multinazionali si prestano come poche altre organizzazioni umane all'esercizio del potere. Una moltitudine di individui casualmente incasellati come piccole api operose in un alveare sufficientemente ampio e dispersivo da lasciare che il buon senso ceda facilmente il passo alla gerarchia.

Ecco allora che mesti figuri alle prese con le loro primordiali insicurezze tentano di riscattarsi imponendo la loro volontà, indipendentemente da qualsiasi norma di sensatezza, nel nome di un principio di autorità minore secondo il quale "se io sono il capo, ci sarà pure un motivo."

Difficile capire a prima vista chi sia al capo. Spesso questi non ha più ingegno, arguzia, senso di responsabilità, carisma, e neppure molti più capelli bianchi dei suoi subordinati. Perciò ci si affida a dei segnali di riconoscimento universali.

Alcuni ad esempio spendono più denaro. "Se sono il capo ho più denaro, dunque spendo di più" (non meglio n.d.r.). Abiti costosi, cravatte improbabili, montature degli occhiali da veri montati, gote lampadate 365 giorni all'anno. Ma anche l'ambiente parla di noi, pertanto la dotazione può comprendere imponenti piante amazzoniche da ufficio, acquari tropicali e poltrone girevoli in pelle fuori serie.

Altri segnalano la loro posizione relazionandosi da veri boss. Il boss non parla con tutti, ma urla con alcuni, sempre e comunque quelli che non contano una fava. Alcuni simulano addirittura delle cazziate pazzesche al telefono, cosicchè tutti passando dal loro ufficio possano capire che loro sono importanti. Intanto la cornetta da' occupato.

Molteplici sono gli stratagemmi adottati dall'inetto e dal mediocre per darsi uno spessore, ma diffidate. Nelle multinazionali un solo principio distingue inequivocabilmente il potente dal poveraccio: il potere di un uomo è inversamente legato al numero di carte sulla sua scrivania.

5 commenti:

  1. Quoto tutto al 100% e aggiungo solo che se il numero di carte sulla scrivania è inversamente proporzionale al grado di potere raggiunto, lo spessore/preparazione di un capo è invece inversamente proporzionale a quante volte deve usare il suo potere per convincerti che lui ha ragione.

    RispondiElimina
  2. sante parole! 'ok, ma fallo comunque' è troppo demotivante... ti fa sentire una scimmietta

    RispondiElimina
  3. A volte chi sta sotto si dimentica che il capo ha un suo capo che ha un suo capo... e non sempre si fa quello che si vuole

    RispondiElimina
  4. La psicologia del capo.
    Co: "Ehi hai un minuto per vedere la proposta dell'agenzia? Ho già controllato e c'è tutto. Se per te va bene approviamo visto che la consegna era 3 gg fa."

    Capo: "Certo...uh....c'è tutto....perfetto...fagli fare un'altra prova e digli di rivedere la chiusura della body copy".

    Co: "Scusa me se è perfetto e c'è tutto non possiamo solo approvare e basta?! Tanto, come dici tu le body copy non le legge nessuno".

    Capo: "No Co se approviamo alla prima botta significa che l'agenzia sa lavorare ed allora che ci sto a fare io?"

    Co: "Mentre se loro ed io facciamo la notte la tua presenza ha un senso."

    RispondiElimina
  5. La psicologia del capo ( reverse)

    IO: "Ehi bos...hai un minuto?"
    Bos: " In realtà no. Sarebbero le 18 e devo andare."
    Io: " E' che il cliente ha richiesto un'altra prova ..eppure mi sembrava si fossero decisi ..."
    Bos: "E che cazzo!!! Sempre così!! Va bene, va bene. trovatene altre 3 e mandategliele entro stasera"
    IO: "Ah...ok...ci metteremo un pò...ma tu non le guardi poi...?"
    Bos: "Non ti ho già detto che sono le 18? Mi fido del vostro lavoro. Solo non fate cazzate. A domani"
    Io: "ok...a domani..."

    RispondiElimina