domenica 3 luglio 2011

Il brand manager hawaiano

Tutti i lavoratori delle plurinazionali sono uniti da un comune sogno lontano migliaia di chilometri dai loro uffici: aprire un bar sulla spiaggia in Brasile. Lavorando da anni coi brand manager ho appreso che questa vera e propria ossessione per la ristorazione carioca, tanto diffusa quanto radicata nei cuori dei responsabili di marca delle multipaese di largo consumo, è solo apparentemente ingiustificata. Le cause, infatti, vanno ricercate nella sbronza collettiva determinata dall'abuso dell'esplosivo cocktail composto da due parti di insoddisfazione quotidiana per il lavoro che svolgono + una parte di ricordo de "Il barbiere di Rio" (http://www.youtube.com/watch?v=nxSAt32sxEI&feature=related)

Si beve per divertirsi o per non pensare. Poi quando passa la sbronza ci si ritrova come sempre in ufficio a rispondere a un calvario di mail del boss. Abbiamo troppe spese, troppi contributi pensionistici, troppe relazioni, troppe convenzioni e convinzioni per prendere seriamente in considerazione l'idea di mandare tutto all'aria. Siamo prigionieri in una costosa gabbia di paure che mensilmente ci tributa lo stipendio con cui paghiamo la sua stessa rata del mutuo.

Eppure c'è anche chi ha lasciato la gabbia. Da pochi giorni potete trovare online il nuovo blog "Da Milano alle Hawaii" (http://vivi-maui.blogspot.com/) di Alessandro del Forno. Dopo sette anni di esperienza nel marketing FMCG Alessandro ha deciso di prendersi un periodo di vacanza e di lasciare Milano alla volta delle Hawaii. Dopo quattro mesi sull'isola di Maui Alex ha iniziato a scrivere un blog dove racconta i suoi giorni sull'isola e le ragioni che lo hanno portato a prendere questa decisione spiazzante.

Alex, quattro mesi dopo la partenza i primi bilanci: avevi un posto in business class e hai deciso di saltare dal treno in corsa. Vuoi dire qualcosa a chi vorrebbe seguirti ma si sente vincolato al mutuo ogni mese per i prossimi 30 anni?
Fate un esercizio: scrivete su un foglio di carta quali sono le paure che vi bloccano (morire di fame, perdere tutti gli amici, non trovare mai più un lavoro interessante....etc..) e poi valutate con che percentuale di probabilità si possono verificare simili tragedie. Adesso scrivete invece che cosa vi portereste a casa da un esperienza del genere, in termini positivi (per esempio: autostima, controllo, cultura, flessibilità....). 
Siete ancora lì o avete già fatto la valigia?
Quando si fa la valigia si dimentica sempre qualcosa: cravatta, taglia-unghie, carica-cellulare, calcolatrice... cosa rimpiangi di aver lasciato a Milano?Al contrario rimpiango di aver portato 2 o 3 t-shirt a manica lunga! Mai usate!
Non trovi che Tom Selleck sul Ferrari sia la perfetta sintesi fra bauscismo e peace&love? Ma soprattutto, Higgins è vivo?Purtroppo qui non posso soddisfare la tua curiosità. Perchè, vedi, Tom e Higgins vivono sull'isola di Oahu, ma io non ho nessuna intenzione di andare da quelle parti. Molto meglio Maui!
Brand manager si nasce, la Ricerca non ha ancora trovato una cura. Cosa ti sei portato alle Hawaii del brand manager che lavorava a Milano?Non riesco a evitare di costruire dei modelli previsionali relativi all'altezza delle onde e la direzione del vento, basati sulle serie storiche. E' più forte di me...
Quando pensi di tornare in Italia sai già cosa fare? Vorresti rientrare nel marketing di una multinazionale del largo consumo o...?Non lo so. Quello che so è che amo il Marketing e continuerò ad occuparmi di Marketing, in qualche modo e da qualche parte. E so anche che questa esperienza mi aiuterà a definire meglio la mia ideale allocazione del tempo a disposizione: quanto destinare agli impegni professionali, quanto alle passioni, quanto alla famiglia...e così via.
Un marketing manager che lascia la carriera per andare alle hawaii o lo ami o lo odi, non esiste l'opzione indifferenza. Cosa ti senti di dire a quelli che ti invidiano?
Ho ricevuto un'inifinità di attestati di stima e apprezzamento per questa scelta. E questo da un lato mi ha felicemente sorpreso, dall'altro mi ha fatto riflettere sulla numerosità delle persone che amerebbero cambiare qualcosa nella propria vita.
Per quanto riguarda gli invidiosi, posso dire solo che quanti sognano un'esperienza del genere hanno 2 opzioni sotto il proprio diretto controllo:
1) Decidono e partono
2) Non partono e tacciono
Lamentarsi non cambia nè migliora le cose, piuttosto contribuisce a diffondere sfiducia e frustrazioni.
E a quelli che disapprovano?
Ognuno è libero di pensare quello che crede, per fortuna. Di solito coloro i quali disapprovano, amano soffermarsi sulla presunta '''scelta irresponsabile''. Su questo tema, invito a leggere il post sul mio blog ''Libertà e Responsabilità'' (http://vivi-maui.blogspot.com/2011/06/liberta-e-responsabilita.html)e mi limito a questa osservazione: quanto tempo pensate possa resistere in una situazione del genere una persona che non sia estremamente responsabile verso se stesso?
Qual'è l'obiettivo di business per il 2011?
L'obiettivo è surfare a Hookipa (http://www.youtube.com/watch?v=yLnL5QAD2yA), la località più famosa al mondo per il Windusurf, dove si affrontano onde spaventose! Hookipa a parte, l'altro grande obiettivo è vivere pienamente questa esperienza e aprire la mente a nuove opportunità, progetti, idee, che di solito tralasciamo o dimentichiamo, perchè troppo assuefatti alla routine quotidiana.
Quel che più conta, è vero che Maui è pieno di belle figliole con le collane di fiori?No no....non diffondiamo queste voci. Non vorrei ritrovarmi migliaia di turisti europei a contaminare questo meraviglioso arcipelago nel giro di pochi mesi. Qui non sono ancora arrivati, mandiamoli ai Caraibi o alle Maldive per favore!!

3 commenti:

  1. Grazie alessandro!
    ci dai stimoli straordinariamente utili ed estremamente fattuali!

    Complimenti...

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  2. stanno facendo tutti downshifting!!!
    http://27esimaora.corriere.it/articolo/ho-lasciato-il-lavoro-dei-miei-sognie-gustato-le-prime-gocce-di-liberta/

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  3. Mioddio! Vorrei farvi sentire la TC dove sono da un'ora! Voglio il mareeeeeeeee

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