martedì 4 ottobre 2011

Il brand manager e il formatore aziendale

Ti sei mai ritrovato in mezzo a un mare di post-it, pennarelli colorati, palline, scotch, caramelle e blocchetti di Didò diciamo dopo i 6 anni di età? Se la risposta è affermativa i casi sono due: o sei una maestra della scuola materna, o hai fatto un corso di formazione aziendale sul pensiero laterale.

"Signori, non possiamo aspettarci più niente dall'agenzia, e i consumatori non parlano neanche sotto tortura. Se vogliamo tirare fuori qualcosa di nuovo per far crescere le nostre marche dobbiamo rimboccarci noi le maniche e aguzzare l'ingegno. Alla fine della fiera noi siamo i veri creativi."

Discorsi come questo sono tanto balzani quanto comuni nelle multinazionali. Si accompagnano comunemente a un profluvio di termini abusati ed equivoci quali brainstorming, brief aperto, open minded, sinergia, atrecentosessantagradi, feedback e così via.

In fondo al brand manager piace illudersi per un momento che il suo lavoro non sia solo inseguire paraculi al telefono e colorare report su diapositiva al PC, e questo le risorse umane lo sanno bene. Perciò lo premiano e lo fomentano coi corsi di formazione sul pensiero laterale. Due matite colorate, una lavagnona e una sala riunioni in qualche albergo del centro: il gioco è fatto!


"Capite che l'azienda supporta questo tipo di attività perchè investe su di voi, vogliamo esplodere il vostro potenziale, farvi dare il vostro meglio".

E intanto vi ritrovate circondati da matite colorate e palline antistress con un losco figuro a metà fra Patch Adams e Steve Jobs che si aggira per la sala riunioni di un albergo brandendo un gigantesco martello in gommapiuma e sproloquiando qualche aneddoto trito e ritrito sulla creatività e sulle novità che hanno cambiato il mondo...

Ma il formatore aziendale è un archetipo del paraculo troppo prezioso per meritare di finire in uno spazio marginale alla fine di questo post, perciò gli dedicherò come minimo uno spazio intero prossimamente. Intanto mi raccomando non perdete l'entusiasmo: evvai con le chart! Stay angry, stay foolish!



7 commenti:

  1. Stay angry - di KPI. DI Ciarts. Di Buoni Pasto...

    Magari un giorno diventi MD, GM, ricco e il girono dopopuoi anche tu cominciare a non fare un c... ops, fare il formatore.... Per hobby...

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  2. BY THE WAY Brando - non ho capito se hai scritto Angry come lapsus freudiano sulla tua situazione al posto di Hungry, o lo intendevi ahahahahahah....

    Ma sono SICURO che quelli che son stati Hungry & Foolish si sono sorbiti km di excel analizzando la mitica WD Display delle Superettes di Bitonto, prima di rivoluzionare il mondo.
    O no?

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  3. per fare steve jobs bisogna prima fare le charts? può darsi... quello che è certo è che entro 10 anni tu farai il formatore nei corsi di motivazione, non so se hai presente... i peggiori! tu ti senti più hungry o angry?

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  4. Perdona, hai dimenticato la parola SIMBOLO, il nonplusultra della qualunquosità: PROATTIVITA'.

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  5. Mi sento più Angry - nella versione giocare ad Angry Birds, la cosa più utile che potrei fare oggi al lavoro. alternativamente, un paio di ciartine e di tabelle Cheipiai sulla vudidisplei.

    Temo che per fare Steve Jobs bisogna avere le idee.........

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  6. Formatori vil razza dannata.
    Ho litigato con tutti quelli che ho incontrato e quando l'ultimo abbandonò l'aula in preda ad una crisi di nervi hanno smesso d'investire nel mio potenziale lasciandomi in un angolo dell'open space ad esercitare la mia vis polemica con cliente e fornitori.
    In fondo mi paganavano per questo.

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  7. Chiaro: proattività a profusione, parola magica e panacea definitiva.

    LaCò, fai il bene della società a mettere in croce i formatori, ma non intendo l'azienda in cui lavori, intendo proprio la Società umana.

    p.s. Oh ragazzi forse non dovevamo parlare di steve jobs così a sproposito ieri, ha portato malissimo

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