domenica 13 novembre 2011

Il brand manager hawaiano e l'intervista doppia

Che fine ha fatto il Marketing Manager Hawaiano?
Per chi si fosse perso la prima puntata  Alex è il marketing manager di 31 anni che all’inizio del 2011 ha lasciato Milano, il suo posto di lavoro e la sua auto sportiva per trasferirsi a vivere a Maui, Hawaiian Island! Il caso di Alex ha fatto parlare il web (diversi link dal suo blog: http://vivi-maui.blogspot.com/) e ha suscitato ammirazione e invidia in quanti sognano d’intraprendere una scelta come la sua ma per i più vari motivi non si sentono liberi di farlo. A quattro mesi dalla sua comparsa su brandomanago.blogspot.com, ho il piacere di ospitare ancora una volta Alex con un’intervista doppia che fa pensare. Enjoy...








Ciao, come ti chiami?
Alessandro
Quanti anni hai?
32
Dove vivi?
A Milano, in Italia
Sull’isola di Maui, alle Hawaii
Che lavoro fai?
Sono un Marketing Manager
Ci sto riflettendo
Che macchina hai?
Una coupè 2 posti super-accessoriata, inclusi navigatore satellitare, comandi vocali e cruise control
Un pick up truck del 1997, perfetto per trasportare l’attrezzatura da windsurf
Hai una ragazza?
No, non ho tempo
Si, vive anche lei a Maui
Raccontaci la tua giornata tipo
Mi sveglio alle 7,30, prendo un caffè e vado in ufficio. Lavoro tutto il giorno, almeno fino alle 20, poi palestra. Alle 22 sono a casa, mangio qualcosa e mi rilasso navigando in internet. Un paio di volte alla settimana ceno fuori con gli amici
Mi sveglio quando voglio. Faccio colazione con uno smoothie ai frutti tropicali oppure un pancake. Se c’è vento, vado a fare windsurf. Altrimenti gioco a tennis o faccio esercizi sulla spiaggia. Al pomeriggio curo il mio blog e leggo, oppure sono in giro con la mia ragazza.
No, parlo dei giorni feriali!
Si, lo so!
Qual è il tuo abbigliamento tipo?
Giacca e cravatta, sia d’estate che d’inverno
Costume, t-shirt, infradito, sia d’estate che d’inverno
E la tua cena tipica?
Pan carrè con prosciutto e formaggio, insalata già lavata, birra in bottiglia
Cucino sempre qualcosa di diverso ogni giorno. Soprattutto ricette di pasta, ma anche barbeque, pesce al forno o insalate con verdure fresche locali.
Dicci qualcosa che rende la tua giornata speciale
+ 2 P.ti di quota di mercato nell’ultimo trimestre
Un forward loop con il windsurf
Una cosa che ti terrorizza?
La zona a traffico limitato nella cerchia dei Bastioni. Non si capisce mai se le macchine Euro 4 possono entrare oppure no
I turisti europei con il pallone in spiaggia
La tua vacanza ideale?
Alle Hawaii
Alle Hawaii
Dicono di te:
Proattivo e strutturato
Abbronzato e rilassato
Una cosa che proprio non sopporti
Gli open space
Il vento di terra. E’ sempre difficile rientrare con il windsurf
Guadagni bene?
Molto bene
Niente
Niente?? E come ti mantieni??
Con i soldi che questo qui ha guadagnato negli ultimi 7 anni in Italia!

28 commenti:

  1. Brando, amico surfista... Rispetto la scelta radicale, la ammiro per una Domenica o due al mese. Ma.... Sarò troppo Brand Manager, chiuso, indottrinato, ma mi tengo il mio open space, la mia due porte sportiva, e la mia insalata pre-lavata... Non riesco a pensare "quando i soldi finiscono", cioè non riesco a vivere l'evasione... §Mi hanno insegnato che tutto ha un costo...
    Aloha

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  2. ciao anonimo, hai ragione tutto ha un costo e tutto ha un beneficio anche. operiamo costantemente delle scelte soppesando i costi e i benefici connessi alle stesse, sulla base dei nostri personali criteri di valutazione. la mia vuole essere una scelta personale che apprezzo su me stesso e che non intendo vestire su altri, quanto piuttosto condividere con altri.
    Aloha a te

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  3. Sono d'accordo con Anonimo, ma certamente non ho niente da obiettare sulla scelta di Alex. Ci mancherebbe e ciascuno è libero di fare della propria vita ciò che vuole.
    Una riflessione a latere, forse dettata dall'invidia per un posto che potrei permettermi di scegliere solo come meta del viaggio di nozze e al massimo per due settimane. Ma ora che Berlusconi si è dimesso, quelli che dicevano di essere andati via per colpa sua, torneranno? Per rifare l'Italia ci vogliono gli italiani, se ci sono anche i loro "cervelli" è meglio! Buona giornata a tutti!

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  4. Io ho provato a farmi l'intervista e mi sono trovata più vicina al surfista che al brand manager, pur vivendo a Roma e lavorando 5 giorni a settimana. Ciò mi rincuora perché non amo né la spiaggia, né il sole, né il mare per cui mi sarebbe stato oltremodo faticoso andare a vivere alla Hawai.

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  5. In pochi "credo" riuscirebbero a seguire le orme di Alex, primo motivo il "coraggio", secondo motivo per il fatto che veramente pochi riescano (sopratutto in italia) ad avere così tanto successo nel lavoro in età ancora giovanile, tanto da potersi permettere di vivere di rendita.

    E' anche vero che con un po' di ingegno (visto che alle Hawaii non credo la vita sia costosissima) uno può crearsi un'attività online (blog, portale, etc) che gli permetta di vivere dignitosamente nel suo posto da sogno.

    Insomma, il sogno credo sia possibile per tutti... basta soltanto saperlo adattare alla propria situazione.

    Personalmente non posso partire e vivere di rendita... ma non è detto che non possa riuscirci.

    Volere è potere, no? :)

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  6. La scelta richiede coraggio. Ma volere non e' sempre potere. Per esempio, come e' possibile ottenere un visto per gli USA pur non lavorando?

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  7. Io non credo che per recuperare serenità sia necessario dovere per forza vivere di rendita alle Hawai.
    Forse basta continuare a lavorare decidendo che la propria soddisfazione personale non si misura in avanzamenti di carriera, bonus e macchine sportive full optional.
    Non è una predica moralistica è solo la constatazione che si può essere felici a Roma lavorando 45 ore a settimana ma tenendo ben separate vita privata e vita professionale e rinunciare alla presunzione egotica di essere sempre e solo fondamentali.

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  8. Io ammiro molto quelli che dicono "non aspettare le vacanze, fai che ogni giorno sia vacanza". Il fatto è che purtroppo non mi riesce. Sarà il clima di Milano, saranno i ritmi del lavoro che faccio, o forse saro' io che non la prendo come si deve...

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  9. ciao a tutti, leggo con interesse i vostri commenti, che condivido.
    la serenità o l'equilibrio sono 'stati' relativi, non esiste un posto dove vivere o un lavoro da fare che 'assolutamente' rende sereni. filosofeggiando un pò, potremmo dire che quel che conta non è tanto la realtà, quanto la nostra personale interpretazione della realtà.
    poi, certo, alcune scelte richiedono più coraggio di altre, ma anche in questo caso dipende da cosa intendiamo per coraggio (una forma di coraggio è partire per le hawaii, ma coraggio è anche perseguire le proprie ambizioni di carriera senza mai fermarsi).
    inseguire comunque i propri sogni e le propre inclinazioni è obbligatorio.
    personalmente ho deciso di partire per vivere un esperienza 'diversa' e comunque limitata nel tempo, per divertirmi, per crescere. non ho mollato (l'Italia, berlusconi o il lavoro), non combatto contro il sistema, semplicemente avevo qualche soldo da parte (lungi dal vivere di rendita, se non per poco, intendiamoci...), alcuni sogni che mi pungolavano e ho deciso di correre il rischio, imbarcandovi in un'avventura che mi affascinava, poichè non so se in un altra vita rinascerò hawaiano!
    aloha

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  10. TARA, LA MIA TERRA!14 novembre 2011 18:33

    Io alle Hawaii ci sono stata un mese, lo scorso anno. Sono partita controvoglia, ma spinta dagli amici che ci andavano. E me ne sono innamorata perdutamente.... Non lo so, il ritmo, o il valore delle cose, la calma delle persone, mai rabbiose, mai stressate, sempre gentili e piene di rispetto... lì c'è qualcosa di diverso.
    Il problema è che 22 ore dall'Italia sono troppe per una vera romana come me, quindi ho optato per Londra, e per la carriera.
    Vade retro Satana!!!! Ho capito che era Roma che volevo e a Roma sono tornata.
    Questo per dire che ci sono fasi che vanno vissute e sogni che vanno inseguiti con coraggio, e che il coraggio serve anche per tornare in questo paese.
    E che le scelte non sono definitive, il bello è proprio questo! Felicità a te, Alex, nelle isole che mi hanno incantato.

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  11. grazie Tara, si, è tutto come descrivi.
    un saluto a te
    alessandro

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  12. Bella intervista ma la domanda mi sorge spontanea in un USA blindata sul fatto dell'immigrazione. Come hai fatto a ottenere un permesso permanente per startene senza income e lavoro alle Hawaii forever?
    Curiositá a mille!
    Grazie :)

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  13. ciao koala, non ho un permesso permanente, ma sono entrato con una 'student visa'. non esistono permessi permanenti diversi dalla green card, ottenibile solo se sposi un cittadino usa, se hai parenti stretti statunitensi o se trovi una company disposta a fornirti uno sponsor (in questo caso di solito vieni assunto prima su una 'worker visa' e poi, se ti trattieni un certo numero di anni, è possibile che la company sponsorizzi per la GC)

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  14. Premetto che quanto segue non vuole essere un giudizio in merito all'operato di Alex e/o di quanto hanno già scritto, ma semplicemente un mio modo di pensare...

    Secondo me, nella vita ed in tutte le cose, basta essere equilibrati. Quindi per rilassarsi, godersi la vita, dedicare del tempo per cucinare piatti di pasta elaborati o altro, non si deve necessariamente mollare tutto ed andare alle Hawaii... Si può anche rimanere in città, lavorando...

    Avete capito bene!

    Nessuno ci costringe a rimanere in ufficio fino a sera inoltrata.. Chi ci rimane, lo fa per dimostrare non si sa cosa e non si sa a chi.. Vedo gente impazzita con i loro blackberry accesi 24 ore su 24, nemmeno dalla loro risposta alle email derivassero i destini del mondo... Gli stessi che però perdono tempo dalla mattina alla sera e godono nel fare la parte dei grandi (?) manager...

    Sotto questo punto di vista, proprio coloro che lavorano nel marketing sono i peggiori!!! Passatemi il termine: talvolta ridicoli... Parlare, piazzando ogni 3 parole in italiano, un termine in inglese solo per darsi un tono..(Non mi rispondete che ci sono concetti che in italiano non si possono esprimere..)
    Vi propongo un gioco: prendete una mail di un vostro collega (meglio se del marketing) e leggete quanti termini in inglese inserisce nella sua mail (che, nella maggior parte delle volte, è lunga e priva di reale utilità...)!

    Concludo per non annoiarvi: lavorate, INTENSAMENTE e SENZA PERDITE DI TEMPO, per le 8/9 ore al giorno e poi uscite, godetevi il pomeriggio, una passeggiata, lo shopping, una cena con amici/partner....

    RICORDATE: fare carriera, per guadagnare tantissimi soldi, non ha senso se quei soldi li potete spendere solo il sabato e la domenica, dimenandovi tra le telefonate di lavoro e la lettura delle mail dal vostro Blackberry...

    ALOHA!

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  15. TARA, la mia terra!16 novembre 2011 09:39

    Anonimo, hai perfettamente ragione, su tutta la linea!
    Però ognuno ha il suo modo di reagire, andare via non significa solo scappare, ma a volte è seguire il momento del proprio stato d'animo, ed è una cosa bellissima.
    Magari uno va via per ritrovarsi e tornare più sereno, perché nel nostro ambiente è facile farsi prendere dal lavoro senza accorgersene, correre senza sapere dove andare e ad un certo punto chiedersi il perché.
    Personalmente ormai ho dato, e tornare a Roma è stata la scelta migliore per me, ma capisco Alex che dice che alle Hawaii si respira veramente un'aria diversa...la percepisci subito appena arrivi, credimi, e magari era proprio quell'aria di cui aveva bisogno. Momentaneamente, o per sempre. Credo cmq che ci voglia coraggio per ogni scelta che si fa, perché ogni scelta implica anche una rinuncia.
    ciao!

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  16. Grazie Alex quindi prima ti sei trovato una scuola alle Hawaii cosí hai potuto ottenere una student visa valida per la durata del corso no?Interessante!

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  17. Io ritengo, probabilmente scoprendo l'acqua calda, che non importa cosa si fa, come lo si fa o quando, ma importa che ciò che facciamo sia il prodotto delle decisioni che prendiamo consapevolmente con l'obiettivo di assumere il controllo della nostra vita, nel rispetto degli altri e nella massima onestà.
    Ok, parlo quasi per frasi fatte, ma non è questa la mia intenzione.
    Voglio solo dire che non dobbiamo seguire la corrente, ma dobbiamo generarla.
    Quando ero in azienda, ho sempre rifiutato i pacchetti di carriera preconfezionati. Facevo marketing prima di tutto di me stesso, o almeno cercavo di farlo. Con i nostri datori di lavoro c'è uno scambio equo, io produco e tu mi ripaghi, meglio se lo facciamo in armonia e in un ambiente confortevole. Se mi accorgo che do più di quello che ricevo e che posso fare qualcosa di più e di meglio per me, allora mi dispiace ma io sono sul mercato, esattamente come i brand che gestisco. Ho scelto di vivere un'esperienza alle Hawaii perchè ne avevo il desiderio e la mia decisione mi rende orgoglioso del fatto che ho potuto intraprendere una strada senza condizionamenti o adeguamenti alle aspettative di altri. Ho naturalmente ponderato i rischi e calcolato il budget, non sono partito come un Kamikaze.
    Il concetto di ''mollare'' non è corretto, mi piace di più il concetto di ''cercare''. ''Mollare'' ha una connotazione negativa.
    Aloha!

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  18. Ciao Alex penso che sia una tappa obbligata a un certo punto della vita fare il punto della situazione,e sono perfettamente daccordo con te se tra carriera e vita libera scegliere la seconda mi trovo anche io tipo te ho 39 anni e ho lasciato roma da un annetto per andare in asia a singapore dove sto crcando faticosamente di aprire una attività ,e quando non ho impegni vado a fare immersioni e relax in thailandia a un ora di aereo da singapore, la vita va vissuta intensamente e quindi basta paure e domande...do it!!

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  19. Salve a tutti, ciao Alex.
    Anche io ho pensato alle Hawaii, ma non ci sono mai stato. A volte la vita è strana, voglio dire che abitare in mezzo alle montagne e voler imparare il surf da onda (non windsurf) non è cosi normale. Ma questo sarebbe il mio sogno, vivere vicino alla spiaggia e correre a fare surf quando ne ho voglia. E non ditemi trasferisciti a Jesolo, con tutto il rispetto per i suoi abitanti. Se devo cambiare ne deve valere la pena, anche l'occhio vuole la sua parte, per questo ho pensato alle Hawaai... In qualche commento precedente si parlava di coraggio nel cambiare. A volte non è quello che manca, ma siamo incatenati da quello che abbiamo. Faccio l'esempio della casa. Se ho un mutuo da pagare, come faccio ad andarmene. Che faccio scappo e lascio che la banca cerchi i miei genitori per le restanti rate del mutuo? Come dice Ben Harper in una delle sue canzoni: chi più ha, più ha da perdere. Ma questa è anche la nostra società. Ci rendono schiavi col debito. Se non avessi nulla ovviamente sarebbe tutto più facile... Comunque bravo Alex. Poi facci sapere se la tua sarà una cosa provvisoria o se troverai il modo di fermarti li e con quali mezzi di sostentamento.
    Max da Merano (BZ)

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  20. ciao l.d.s, complimenti per la scelta di singapore.
    Max, sono d'accordo, ci sono situazioni in cui cambiare radicalmente stile di vita è più difficile. Ma credo che queste siano più che altro le situazioni ''familiari''. Se ho moglie e 2 bambini, non è che posso mollare gli ormeggi.
    Ma per mutui, lavori e altri aspetti meno legati al mondo degli affetti e delle emozioni, credo che dipende molto da cosa una persona vuole realmente fare. non credo che lasciare il lavoro per me sia stato meno difficile di quanto possa esserlo lasciare un mutuo: semplicisticmente, basta vendere la casa e acquistarne un altra nel posto dove si vuole andare! certo, non è proprio cosi...ma la casa non deve nemmeno diventare un alibi. siamo noi che abbiamo deciso di comprare una casa, non è la casa che si è fatta comprare..
    saluti e in bocca al lupo

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  21. Alex hai fatto bene. anche noi abitavamo a Milano.. ci siamo trasferiti da due anni a SD (san diego) . credimi senza nessun rimpianto. anzi !!! per cui I agree with You ;)

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  22. I love SD! Ci sono stato l'anno scorso....you guys enjoy!

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  23. Ciao Alex, che lavoro facevi prima che magari ti rimpiazzo e fra 7 anni ti raggiungo?
    ;)

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  24. Ciao Brando,

    premetto che sono un new comer nel tuo blog e pertanto sto leggendo il tutto in ordine cronologico, dal 2010 ad oggi -ottima lettura, specialmente in un uggioso weekend milanese! ;)

    La tua risposta "sono un marketing manager" alla domanda circa il lavoro svolto, sottointende un avanzamento di carriera rispetto agli albori del blog in cui eri "solo" BM, oppure é riferita in senso lato al tuo lavoro nello sbrilluccicante mondo markettaro?

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  25. ciao Rob,
    va che l'intervista è di Alex del Forno, è lui il marketing manager :)

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  26. Ciao Brando,
    ottimo, grazie per la precisazione!

    Ho riletto l'incipit e le prime battute, effettivamente si tratta sempre di Alex.

    In un primo momento ho invece creduto fosse un'intervista doppia Brando vs Alex: da quel poco che sappiamo di te, tutto sommato le sue risposte ante hawaii potrebbero verosimilmente combaciare con le tue (a parte la roba del lavoro, di cui sopra)... no? ;)

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  27. diciamo che potrebbero esserci diverse somiglianze (tranne l'auto...)

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