lunedì 24 ottobre 2011

Brando, ma nego

<<Cazzo Brando! Ma non avevi detto che eravamo i primi a lanciare i cereali per il latte col Fico mediterraneo?>>
<<Certo Namo, è una variante della madonna! Si può praticamente dire che andiamo ad aprire il nuovo grande segmento dei cereali per il latte al gusto di frutti mediterranei!>>
<<Ma che cazzo dici Brando!?! A parte che non ti puoi inventare un segmento ogni volta che lanci una scorreggia... ma soprattutto il Buyer mi ha detto che  ha il 375g di cereali al fico di Kellogg's a scaffale da due anni.>>
<<Dunque Namo, attenzione... abbiamo detto che siamo i primi a lanciare i cereali COL fico, non AL fico. Ti rendi conto che che è completamente diverso! Una cosa è avere il sapore di fico, un'altra è contenere il fico! O no!?>>
<< Cioè Brando, i nostri cereali contengono il fico?>>
<< Certo... 0,06% di fico autentico.>>
<< Cazzo, ma che novità è 0,06% di fico Brando!?>>
<< Ma guarda Namo, forse per te non è una grande novità, ma il concetto è stato testato con ottimi risultati sui consumatori. L'86% degli intervistati, infatti, ha dichiarato...>>
<< Figa Brando, ma almeno cambialo ogni tanto sto 86%! Fai il 79 o l'88, sennò non è credibile!>>
<< Vabbè Namo dai, abbiamo a budget un botto di listing, vediamo di inserirlo sto cazzo di fico a scaffale, eh...>>

lunedì 17 ottobre 2011

Il brand manager e le bugie

Tecnicamente non si tratta di vere e proprie bugie. 
E' che per far accadere le cose, a volte ci vuole un po' di fantasia...

martedì 11 ottobre 2011

Il brand manager e il censimento ISTAT

A partire dal 9 ottobre 2011 il cittadino (ma anche il provinciale) è chiamato a compilare il 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni. A cosa serve questo antico strumento? Nessuno lo sa esattamente, ma certamente il censimento si è evoluto nel corso della storia.

Una volta serviva per contare gli abitanti della Galilea e non era residenziale, ma in base alla città d'origine, mentre oggi si può compilare con l'I-Pad e anche in compagnia dell'operatore del numero verde (se vi sentite soli durante la compilazione del modulo chiamatelo pure, tanto è gratis).

La compilazione può sembrare noiosa, e infatti lo è. Salvo brevi parentesi deliziose come:

5. ISTRUZIONE
5.1 Qual è il titolo di studio più elevato che ha conseguito tra quelli elencati?
- 01. Nessun titolo di studio e non so leggere o scrivere
...

Ma compilare il censimento è un dovere del cittadino. Si pensi poi a quante interessanti tesi si potranno validare coi dati del Super Ricercone Nazionale. Ad esempio potremo scoprire se è vero che le donne laureate e masterate sono più zitelle delle diplomate alla scuola superiore, se ci sono più coppie conviventi al nord o al sud, o se a Milano esistono anche appartamenti sopra i 50 metri quadri.

Perciò, prova anche tu il nuovo censimento generale: potresti essere il fortunato estratto che vincerà 500.000 euro in banconote del Monopoli! Censimento generale, è facile, è gratis, e a tratti ridicolo!

martedì 4 ottobre 2011

Il brand manager e il formatore aziendale

Ti sei mai ritrovato in mezzo a un mare di post-it, pennarelli colorati, palline, scotch, caramelle e blocchetti di Didò diciamo dopo i 6 anni di età? Se la risposta è affermativa i casi sono due: o sei una maestra della scuola materna, o hai fatto un corso di formazione aziendale sul pensiero laterale.

"Signori, non possiamo aspettarci più niente dall'agenzia, e i consumatori non parlano neanche sotto tortura. Se vogliamo tirare fuori qualcosa di nuovo per far crescere le nostre marche dobbiamo rimboccarci noi le maniche e aguzzare l'ingegno. Alla fine della fiera noi siamo i veri creativi."

Discorsi come questo sono tanto balzani quanto comuni nelle multinazionali. Si accompagnano comunemente a un profluvio di termini abusati ed equivoci quali brainstorming, brief aperto, open minded, sinergia, atrecentosessantagradi, feedback e così via.

In fondo al brand manager piace illudersi per un momento che il suo lavoro non sia solo inseguire paraculi al telefono e colorare report su diapositiva al PC, e questo le risorse umane lo sanno bene. Perciò lo premiano e lo fomentano coi corsi di formazione sul pensiero laterale. Due matite colorate, una lavagnona e una sala riunioni in qualche albergo del centro: il gioco è fatto!


"Capite che l'azienda supporta questo tipo di attività perchè investe su di voi, vogliamo esplodere il vostro potenziale, farvi dare il vostro meglio".

E intanto vi ritrovate circondati da matite colorate e palline antistress con un losco figuro a metà fra Patch Adams e Steve Jobs che si aggira per la sala riunioni di un albergo brandendo un gigantesco martello in gommapiuma e sproloquiando qualche aneddoto trito e ritrito sulla creatività e sulle novità che hanno cambiato il mondo...

Ma il formatore aziendale è un archetipo del paraculo troppo prezioso per meritare di finire in uno spazio marginale alla fine di questo post, perciò gli dedicherò come minimo uno spazio intero prossimamente. Intanto mi raccomando non perdete l'entusiasmo: evvai con le chart! Stay angry, stay foolish!



sabato 1 ottobre 2011

Il brand manager in guerra

Marketing è guerra. Pianifichiamo strategie per colpire target e conquistare quote di potere sempre maggiori. Attuiamo campagne per rendere memorabili i nostri brand. Il brand stesso è un concetto violento. Vogliamo che la nostra marca si stampi nelle teste della gente come il marchio a fuoco che viene impresso sulla pelle del bestiame. Per sempre.

Il marketing non contempla le persone, ci sono solo consumatori e questi esistono in quanto acquistano e consumano i prodotti, producendo rifiuti. Chi non consuma è inutile. Chi frena il consumo è dannoso, dunque va messo nella condizione di non nuocere.

La struttura organizzativa delle multinazionali funziona come la gerarchia dell'esercito. Si entra dal basso, si fanno le campagne, si guadagna esperienza, si conquistano i gradi, si diventa responsabili di altri soldati, poi con potere sempre crescente si punta a diventare Generali (Managers).

Alcuni discutono sull'opportunità di rivedere la terminologia militaresca del marketing a favore di una più politicamente corretta, ad esempio mutuata dal linguaggio sportivo. Cazzate. Il marketing non è politicamente corretto. Il marketing crea valore per aumentare i profitti, e non c'è niente di più profondamente e intimamente legato alla guerra del profitto.