domenica 2 dicembre 2012

Bersani vs Renzi: tu chi compri?

Il mercato è un luogo democratico. Nel mercato non importa chi compra i tuoi prodotti, l'importante è solo venderne di più. Chi vende di più è il leader di mercato. Così è anche la democrazia: in democrazia ogni voto è uguale ad un altro. La democrazia non fa differenze di sesso, razza, età o religione. In democrazia valgono i voti di gentaglia come xenofobi, stupragalline e marchettari. Alle urne ognuno vale uno.

Io lavoro sul mercato. Quando vendi prodotti sugli scaffali del supermercato la cosa più importante è fornire, con la tua marca, una proposta che interpreti il sentire, e intercetti le necessità, di un gruppo di persone rispetto ad un determinato ambito di bisogni. Chi meglio interpreta un sentire comune al maggior numero di persone e riesce a formulare una proposta capace di rispondere efficacemente alle necessità, latenti o manifeste, del maggior numero di persone molto facilmente sarà il leader. Così come avviene anche in politica.
Ma la domanda che tutti si fanno in queste ore è: chi sarà in grado di intercettare il target più ampio all'interno dell'elettorato del centro sinistra e di dar voce al suo sentire? E la risposta probabilmente è: Maurizio Crozza.

domenica 25 novembre 2012

Con agenzia/senza agenzia: trova le differenze

Oggi vi propongo un giuoco. Qui sotto trovate due pubblicità trasmesse in questi giorni dalla TV. Una delle due è stata realizzata nella maniera tradizionale, ossia un'azienda ha contattato un'agenzia e le ha chiesto un film che comunicasse un messaggio chiave attraverso un'idea, mentre l'altra pubblicità è stata realizzata dall'azienda senza l'intervento dell'agenzia di pubblicità. 


Partecipare è semplice, basta scrivere nel vostro commento:
1) quale dei due spot è stato realizzato SENZA agenzia?
2) quali sono le 3 differenze fra i due spot?
Il vincitore si aggiudicherà 5 minuti di gloria oltre ad una cospicua dose della mia stima.

Ecco a voi i due film:
Fineco - Semplice come respirare

Ferrarelle - Bevi, digerisci e gusta
Grazie a LaCò per il suggerimento.

domenica 18 novembre 2012

Nella vita puoi rinunciare a tante cose, ma non...

A proposito di formaggio, avete mai pensato ad una cosa alla quale non potreste mai rinunciare nella vita? Che c'entra il formaggio dite? Ma è chiaro! "Nella vita puoi rinunciare a tante cose, ma non al tuo Philadelphia". O almeno così recita l'ultimo film del noto formaggio spalmabile di casa Kraft.


Ora,  a mio modo di vedere il film è piacevolmente confezionato. Quello che mi lascia perplesso, piuttosto, è proprio il contenuto (non quello caseario). Punto primo: quale sarebbe la strategia di marketing? Mantenere la penetrazione sulle famiglie attuali comunicandogli che Philadelphia è una scelta irrinunciabile nel loro carrello (anche in un momento in cui di rinunce se ne stanno facendo parecchie. Strizzatina d'occhio sulla crisi...)? 
Punto secondo: quale benefit viene offerto alla consumatice per convincerla che può risparmiare su tante cose, ma non sul noto formaggio spalmabile? Nessuno. Le viene detto semplicemente che nella vita può rinunciare a tante cose, ma non al suo Philadelphia. E perchè mai? Solo perchè me lo dite voi?  Per restare in tema, sembra di vedere uno di quei fidanzati disperati che, al momento di essere lasciati dalla rispettiva, le urlano dietro "tu non puoi  vivere senza di me!" mentre lei incurante se ne va. Ma se i due si lasciano, un motivo ci sarà... la crisi? Forse. Ma la verità è che lei può fare benissimo a meno di lui, e semmai è lui che senza di lei è perso. Perciò deve trovare un motivo valido per trattenerla.

Flashback:
Eppure nel 2010 Kraft aveva intrapreso una strada che trovo molto più interessante su Philly. Si trattava della campagna che proponeva una varietà di ricette e di modi di impiegare Philadelphia: mischialo, aggiungilo, saltalo, arrotolalo.
         
Qui la strategia di marketing, sempre a mio modo di vedere, era più chiara e brillante nella sua semplicità: da un lato aumentare il consumo presso le famiglie attuali mostrando loro nuovi usi del prodotto, e dall'altro attirare nuove consumatrici stimolando l'aspetto creativo e partecipativo. Personalmente trovo l'insight (aspetto ludico e creativo dell'attività culinaria) più rilevante e più stimolante rispetto all'attuale per costruire la strategia di comunicazione, anche perchè si presta facilmente alla reciproca interazione con la comunità della marca.

Insomma Philly, torna giù dal piedistallo (sulla torta del tuo soggetto stampa), prima eri meno presuntuosa e più simpatica.

domenica 11 novembre 2012

Choosy or cheesy, è questo il problema?

Non se ne può più di ragazzini arrogantelli e viziati che pretendono di trovare il lavoro dei loro sogni solo perchè hanno studiato cinque anni all'università. Ma lo volete capire o no che dei vostri problemi di collocamento non importa niente a nessuno?

Se non trovate lavoro nel marketing significa che non fa per voi, provate da qualche altra parte. Che ne so: Esselunga cerca allievi capo reparto per i suoi punti vendita, o vi fa troppo schifo svegliarvi alle 6 della mattina per aspettare il camion dei formaggi?

Il punto è semplicemente che le università hanno sfornato troppi dottori in qualcosa e adesso non sappiamo davvero che farcene. Abituatevi all'idea che non farete il lavoro per cui avete studiato. Toglietevelo dalla testa, tanto non sarebbe stato comunque un granchè.

E' questo il problema?


"Ciao Brando,

ti scrivo da Londra, giusto per mettere in chiaro da subito che le cattive abitudini riguardo al lavoro non esistono solo nello Stivale.

Il problema è che, in questa cella senza nemmeno finestre dove stiamo io e il mio collega, non stiamo facendo fotocopie, e nemmeno il loro equivalente digitale. Stiamo infatti portando avanti in tutto e per tutto l'attività online di una startup, partendo dal sito web che regolarmente aggiorniamo, alla cura delle piattaforme FB e Twitter, l'attività di vendita su Amazon e E-bay, più CRM con i (pochi) consumatori che abbiamo e conseguentemente la gestione di scartoffie varie, fatture ecc. 
Di recente abbiamo anche creato e spedito questionari personalizzati per ottenere dei feedback, raccolto i risultati e stiamo cominciando a muoverci per trovare dei distributori per un prodotto appartenente al settore food&beverages.

Per quanto mi renda conto che non possa essere considerata una vera e propria attività lavorativa, non trovo assolutamente giusto che si debba essere costretti a farlo a gratis, in virtù del fatto che sei appena laureato (nonostante la sottoscritta sia ormai a quota 4 in quanto a stages, in quanto ne ho svolti anche mentre studiavo, e portandomi anche a casa il lavoro a volte) e che la scusa è sempre la stessa: non hai sufficiente esperienza per accedere ad un "lavoro vero". 

Ora, perchè accetto, ti chiederai.
Perchè, nonostante per sostenermi in quella che è a tutti gli effetti la città più cara d'Europa sia costretta a lavorare anche il sabato e la domenica, non riesco a trovare altro sempre a causa del problema dell'esperienza (so bene di non essere una sciocca, nè una lavativa e ho una laurea in marketing a pieni voti).

Quindi, da brava economista, ho ritenuto opportuno fare un bilancio dal quale è emerso che questa melma è meglio del non far niente. E che in più sto comunque praticando l'inglese sul posto di lavoro e ne sto approfittando per passare del tempo a cercare di capire come funzionano le dinamiche del web, informandomi e cercando di fare paragoni con quello che ho materialmente davanti.

Specifico che ho conosciuto altri ragazzi nella mia condizione qui, quindi non credo di potermi ritenere un caso isolato.

Accarezzo l'idea di tornare in Italia in questi giorni...ma so che la situazione sarebbe uguale, se non peggiore e almeno qui sto imparando bene l'inglese.

saluti
Federica"

domenica 4 novembre 2012

Gli stipendi digitali sono tutti uguali?

Abbiamo detto che lo stipendio da solo non basta a dare la felicità, ma di certo non fa neanche male.  E siccome abbiamo già approfondito il tema degli stipendi analogici (quelli dei brand manager), quest'oggi invece vogliamo restituire una panoramica sugli stipendi digitali. Digital marketing manager, Social media specialist, Community manager, On-line project manager & Co... chi sono questi loschi, variopinti e multi-provenienti profili dall'occhiale in celluloide che vanno occupando le scrivanie di aziende ed agenzie per trascorrere le giornate fra blog di cucina e pagine facebook?

Visto che alcuni si occupano di "new media" (sigh) da oltre dieci anni, mentre molte posizioni stanno nascendo proprio in questi mesi vorrei chiedere il vostro aiuto per restituire un quadro di riferimento il più possibile reale (non come questo) sulla provenienza, gli stipendi e le opportunità di chi lavora nell'ampio e variegato ambito digitale.

Chiedo dunque ai lettori digitali di partecipare numerosi, in forma rigorosamente anonima, riportando sotto le seguenti informazioni:

Al posto del nick name che usate di solito scrivete la posizione che ricoprite. 
Es. DIGITAL MARKETING MANAGER, DIGITAL PROJECT MANAGER, SOCIAL MEDIA CREATIVE, COMMUNITY MANAGER, CRM MANAGER, SEO SPECIALIST...
Nel testo del commento compilate i seguenti campi.
Datore di lavoro: (Es. Azienda, Agenzia, Indipendente, Pubblico...).
Anni d’esperienza: (Es. 3 in agenzia, 4 in azienda, 5 da indipendente...)
Tipologia di contratto: (stage, progetto, indeterminato…)
Retribuzione annua lorda: (es. 25.000€)
Benefits: (Ticket restaurant, auto, variabile...).


domenica 28 ottobre 2012

2.000€ al mese

C'è una curiosità morbosa dietro la domanda "Quanto guadagni?", che tuttavia prima ancora di essere una domanda indiscreta, è un quesito incompleto. 1.000€, 2.000€, 4.000€ al mese. Che significa? Questo è il compenso previsto a fronte di una prestazione. Perchè a nessuno interessa la prestazione? Quello che interessa è più che altro il numero. 1.450€: è tanto, poco? 

La risposta è che dipende. Se ti proponessero un compenso di 5.000€ al mese per organizzare delle truffe ai danni di anziani e invalidi avresti dei problemi ad accettare? E se ti offrissero 1.000€ per fare il controllo qualità di un tour operator e viaggiare tutto l'anno in giro per il mondo con vitto e alloggio pagati, penseresti che è poco? Ognuno avrà le sue risposte, siamo tutti diversi.

Ma il punto è che il mero numero 2.860€ dice molto poco sulla persona che hai di fronte. E' tanto, poco? Cosa pensa questa persona quando suona la sveglia la mattina? Benedice o maledice la giornata di 14 ore in ufficio che sta per cominciare? E quando si guarda nello specchietto retrovisore dell'auto in mezzo al traffico della mattina gli piace la faccia che vede? Avrà il tempo per giocare a calcetto con gli amici? Oppure "(anche) stasera passo ragazzi, mi spiace"? Trascorrerà abbastanza tempo con la sua famiglia o lavorerà spesso anche nei week end? Come la mettiamo col calo della libido infra-settimanale? E poi, come si sente l'avvocato quando deve difendere un imputato che sa colpevole di violenza su di una ragazzina? Come si sente il medico quando sa che ha peccato di presunzione e non avrà la possibilità di rimediare? Come si sente il marketer quando ha a magazzino tonnellate di alimenti scaduti per bambini e chiama il reparto Export per liberarsene?

"Unammerda!" Diranno alcuni. "Fa parte del lavoro" diranno altri. Siamo tutti diversi, tutti abbiamo un prezzo diverso. Non c'è da stupirsi se anche i nostri stipendi sono diversi. Quello che mi stupisce invece è come siamo interessati alla cifra che ci danno le aziende una volta al mese, senza dare tanto valore a quello che ci chiedono in cambio ogni giorno della nostra vita.

domenica 21 ottobre 2012

Parahkoolow: l'antica saggezza del brand manager

Quello del brand manager è un mestiere tecnicamente semplice. Le maggiori difficoltà risiedono nell'utilizzo della funzione "cercaverticale" di Excel e nell'aggiunta delle animazioni alle diapositive colorate di Power Point. La parte molto meno semplice è tuttavia quella che riguarda le cosìddette "soft skill". Si tratta di capacità di gestione manageriale non codificate, in parte innate e in parte da apprendere con l'esperienza, come ad esempio l'abilità di rispondere ai superiori su temi dei quali si è del tutto ignari, oppure saper far sentire un incompetente chi ci muove un'obiezione legittima e corretta.

Queste "soft skill" sono quelle che fanno la differenza soprattutto man mano che si fa carriera, pertanto i direttori di funzione devono essere skillatissimi, per non parlare dei direttori generali, praticamente dei veri e propri shogun capaci di rimbalzare palle di cannone sparate da un metro per rispedirle in bocca al mittente.

Ma per arrivare tanto in alto la via del brand manager è lunga e irta di presentazioni e lanci di nuovi prodotti dei quali l'umanità non sente assolutamente il bisogno. Sono anni duri quelli nei quali il brand manager impara sulla propria pelle cosa vuol dire ritardare di una settimana il lancio di un nuovo dentifricio o vedersi negare l'approvazione del taglio 30" dal direttore proprio la sera della scadenza per l'invio dei materiali alle emittenti.

Sono momenti spiacevoli, nei quali s'imparano le lezioni dure ma indispensabili del Parahkoolow:
1 - "Verga volant, scripta paraculant": meglio avere conferma scritta di un impegno preso da altri a voce.
2 - "Verba volant, scripta inculant": mai lasciare traccia scritta di un impegno che altri ti hanno affibiato a voce.
3 - "Business is business": un minuto fa era tuo amico, ora è pronto a sbranarti vivo. Non dare confidenza.
4 - "Perfect is the worst enemy of good enough": fai le cose a cazzo di cane. Tu non lo sai, ma è apprezzato.
5 - Work-life balance: mai dire "sono scarico" a lavoro. Abbi sempre un impegno per la sera, anche inventato.
6 - "Mors tua, vita mea": se le Vendite non distribuiscono e non fanno le promo, mica è colpa del Marketing.
7 - "Il capo non dice mai minchiate": a limite puoi far emergere sfortunate insormontabili complicazioni tecniche.
8 - "Non fare oggi quello che puoi fare domani": tutti hanno fretta, ma molte scadenze sono frutto di fantasia.
9 - "Potere": il potere di un uomo è inversamente legato al numero di carte sulla sua scrivania. Pensaci bene.
10 - "Relazioni": mantenere le relazioni costa meno che crearle. Per questo non bisogna mai lasciarsi male.


mercoledì 17 ottobre 2012

domenica 14 ottobre 2012

Brando, ma cambio. Brand Jobs N°2

Ed eccoci alla seconda puntata di Brand Jobs, l'appuntamento con le opportunità professionali legate al caleidoscopico mondo delle marche. Qualcuno lavora in azienda, qualcun'altro in agenzia... ma c'è una cosa che li accomuna: sono lettori di brandomanago (e lavorano coi brand...).
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Ferrero Spa, Pino Torinese
Ferrero Logo azienda
Ferrero SpA, società del Gruppo Ferrero, leader mondiale nel settore dolciario, ricerca per la sua funzione di marketing Sperimentazioni uno Junior Brand Manager.
Esperienze professionali maturate: esperienza di 2 anni in ambito marketing preferibilmente in aziende di Largo Consumo. Conoscenze specialistiche: dimestichezza con i dati di mercato e buona conoscenza delle leve del marketing mix, del Brand Positioning e delle tecniche di comunicazione.
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Lego, Lainate
Il candidato ideale è un laureato in discipline economiche che abbia maturato un solido background quantitativo di carattere economico-finanziarioÈ richiesta un’esperienza professionale di almeno 4/5 anni nel ruolo, all’interno di un Dipartimento Marketing di una realtà multinazionale e modernamente organizzata, operante preferibilmente nel settore del Largo Consumo.
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Granarolo Spa, Bologna

Granarolo Logo azienda
Ci rivolgiamo a candidati con esperienza di almeno 5 anni nel Marketing di importanti aziende del Largo Consumo Alimentare. Nella valutazione delle candidature pervenute costituiranno titolo preferenziale aver lavorato nel settore dei formaggi duri e/o semiduri e aver avuto un’esperienza di vendita.
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Figmenta, Milano
Figmenta is a full-service digital agency based in Milan and London with a fast growing team of digital mktg specialists dealing with clients like P&G, Oral-B, WELLA professional, OLAY, Braun, Paul&Shark.

If you want to move a step forward in your career for reaching out certain goals,
if you have specific customer-focused skills,
if you are not looking for a big company focused only on numbers...
We may have a great position for you.
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Se doveste venire a conoscenza di altre interessanti opportunità professionali legate al mondo delle marche, potete contattarmi al mio consueto indirizzo mail: stivenup@gmail.com


un saluto
Brando

domenica 7 ottobre 2012

Il manager deficiente

"The Apprentice" è solo un programma televisivo e la televisione non è la realtà. Ma la televisione racconta delle storie, e le storie possono essere uno strumento potente per influenzare la realtà. Per questo è importante raccontare le storie giuste, quelle che possono favorire un cambiamento auspicabile, e non deleterio. E quando qualcuno racconta una storia sbagliata, non c'è miglior risposta se non un'altra storia...



The Ficientis: perchè il capo, non ha sempre ragione.


LE REGOLE DEL BOSS:
1- Mastica il filo spinato
2- Non devi arrenderti
3- Devi avere fame
4- Tu sei il coach del team
5- Il lavoro è una cosa seria
6- Il successo è la migliore vendetta
7- Il business non dorme mai
8- Non devi sottovalutarmi mai
9- Niente scuse, mai.
10- Il boss ha sempre ragione


LE REGOLE DEL COLLABORATORE:
1- Non masticare la chewing gum mentre io mastico il filo spinato.
2- Non chiedermi di combattere battaglie a cui tu hai già rinunciato.
3- "Devo avere fame" non è un buon motivo per non darmi un aumento.
4- Tu non sei Dio.
5- Il lavoro è una cosa così seria, farmi perdere tempo è una stronzata.
6- Il successo è fare ciò che voglio della mia vita, non quello che vuoi tu.
7- Il business non dorme mai, ma io rendo meglio se dormo 7 ore a notte minimo.
8- Io non sono insostituibile, ma tu non sei l'unico datore di lavoro del mondo.
9- Niente scuse, mai. Ricordalo la prossima volta che ti chiedo un aumento.
10- Se mi paghi per eseguire in silenzio, poi non mi vendere le cazzate sulle abilità manageriali.


domenica 30 settembre 2012

Il manager in televisione

Prima ancora di essere un mestiere, il management oggi è il racconto di un mito. La definizione di manager come "persona che prende decisioni sull'impiego delle risorse a sua disposizione in funzione del raggiungimento degli obiettivi e aziendali" è fredda come la fronte di un cadavere in giacca e cravatta sul lettino dell'obitorio. Il manager non è un semplice analista che calcola l'allocazione efficiente del budget e delle persone nei diversi progetti. Che ci sarebbe di rilevante nel coordinare un gruppo di persone che collaborano per commercializzare confezioni di cibo surgelato o abiti di scarsa qualità?

Eppure i grandi manager hanno prestigio, denaro e potere. Ma allora cosa rende il manager così speciale, anche agli occhi di chi ignora del tutto il contenuto della sua attività? Tipo: Flavio Briatore è un manager di successo, ricco e popolare. Tutti lo conoscono, ma chi sa come sia arrivato ad essere "Flavio Briatore"?  E se ci pensi è strano, perchè Briatore probabilmente non ha salvato vite umane, non si è battuto per difendere i diritti degli oppressi, non si è fatto promotore di alcun negoziato di pace in nessun dove, ma non importa. Quello che importa è che sia un manager, questo gli conferisce prestigio.

Negli anni la figura del manager è stata mitizzata dalla stampa, dalla televisione, dalle aziende stesse e dal cinema. Chi non ricorda la scalata del rampante Michael J.Fox ne "Il segreto del mio successo" o il maestro di business e di vita Gordon Gekko in "Wall street"? 

Il manager ha una visione di gioco superiore, comprende prima e meglio degli altri l'obiettivo, ha le idee chiare su come raggiungerlo. Sa avvalersi della collaborazione delle persone che lo circondano, perchè conosce i loro obiettivi e sa farli convergere verso il risultato. Sa prendere decisioni misurando i rischi. Conosce il sapore del successo, ma si sa assumere le sue responsabilità in caso di fallimento. Le persone intorno a lui gli riconoscono queste doti e per questo si fidano di lui. 

Così, nella società del Capitale, il manager  è quanto di più vicino si possa immaginare ad un comandante d'altri tempi. Un condottiero astuto e coraggioso, o un Ulisse dal multiforme ingegno, ma comunque una figura eroica. Quanto di questo sia romanzo e quanto sia vero all'interno delle aziende è tutto un'altro discorso, ma le storie non sono belle perchè sono vere. Le storie sono belle perchè contengono termini come "arrendersi", "fame", "vendetta", "squadra" e altre parole magiche che ci sanno smuovere qualcosa nella pancia.

The Apprentice Italia è il nuovo talent show sul mondo del business in onda su Cielo, canale 26 del digitale terrestre ogni martedì sera alle 21 dal 18 di settembre. 

LE REGOLE DEL BOSS:
1- Mastica il filo spinato
2- Non devi arrenderti
3- Devi avere fame
4- Tu sei il coach del team
5- Il lavoro è una cosa seria
6- Il successo è la migliore vendetta
7- Il business non dorme mai
8- Non devi sottovalutarmi mai
9- Niente scuse, mai.
10- Il boss ha sempre ragione


Grazie ad Alekuei per il suggerimento.

domenica 23 settembre 2012

Brando, ma cambio. Brand Jobs N°1

Cari amici,
diamo il benvenuto ad un nuovo appuntamento su brandomanago: Brand Jobs. Non si tratta di una rubrica rivolta ai fanatici della Apple, quanto piuttosto di un appuntamento a scadenza irregolare con le opportunità professionali legate al mondo delle marche.

L'idea si sviluppa in continuità col fallimento del progetto Navi Scuola. Pare infatti che, non solo Navi Scuola non sia riuscito a dissuadere i neolaureati dal candidarsi per posizioni di stage nelle multinazionali di largo consumo, ma che addirittura alcuni di questi siano stati reclutati e assunti dopo lo stage dalle suddette aziende multipaese. Naturalmente questi poveri sventurati, non appena realizzato dove sono capitati, mi hanno scritto per lamentarsi. Così ho pensato di offrire loro una via di fuga. Ecco di seguito alcune delle offerte più interessanti attualmente in circolazione nell'ambito dei brand, secondo me. Se v'interessa cliccate sulla posizione per andare alla descrizione:
                                  ===================================
Barilla Group, Parma
You will support the Branding and the Marketing Units in projecting and implementing new campaigns and new loyalties programmes on the web. Supported by a team of 2 people, you will keep monitored the contents of the Barilla Bakery brands' web sites, will be responsible of updating the social network’s pages and all the digital applications.
                                  ===================================
Bitmama, Milano
Per gestire e sviluppare i progetti digitali della nostra unit Telco&Media ricerchiamo per Milano un responsabile per il team creativo dedicato con una buona competenza verticale sviluppata in almeno 3 anni di esperienza lavorativa nel settore specifico, o contiguo, delle Utilities e/o dei Financial Services.
                                  ===================================
Project Manager
LBI, Milano
Current Company Logo
Il Project Manager, pur mantenendo costante la visione d’insieme del progetto, ha capacità di delega, spiccata capacità di analisi e sensibilità sui costi, predisposizione alla progettazione e all’implementazione di progetti, forti doti di teamworking e leadership, tutti elementi indispensabili per il percorso di crescita di questa figura e per il consolidamento del business dell’azienda.
                                  ===================================

Group Product Manager
Azienda Alimentare marchi storici, Milano Sud
Il candidato ideale possiede una laurea preferibilmente in materie economiche ed ha maturato un’esperienza complessiva di 6/7 anni all’interno di realtà multinazionali operanti nel settore Consumer Goods di cui almeno 2 anni come Group product manager o responsabile di categoria.
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Se doveste venire a conoscenza di altre interessanti opportunità professionali legate al mondo delle marche, potete contattarmi al mio consueto indirizzo mail: stivenup@gmail.com

un saluto
Brando

domenica 16 settembre 2012

Le navi scuola del marketing: Reckitt Benckiser

Reckitt Benckiser è i suoi risultati: con un fatturato mondiale di quasi 12 miliardi di euro nel 2011 (+13% rispetto all'anno precedente) in crescita per il dodicesimo anno consecutivo, e un profitto superiore a 3 miliardi di euro. La missione della company è quella di offrire alle persone soluzioni innovative per una vita più sana e una casa più felice.


Per fare questo RB opera in oltre 180 paesi con una moltitudine di marche di fama mondiale suddivise in 3 principali categorie: Health (Durex, Scholl, Nurofen, Strepsils, Mucinex...), Hygene (Finish, Cillit Bang, Dettol, Clearasil...), Home (Vanish, Calgon, Air Wick...). 


Nei primi 4 mesi del 2012, in un contesto di drastica contrazione della spesa, RB Italia ha continuato a supportare i suoi brand con un investimento Media di quasi 17 milioni di euro, in aumento del 30% rispetto al periodo analogo dell'anno precedente. 

Dicono di sé: "Achievement makes us who we are. We don’t just aim high, we aim to outperform. We recognise our people in this. We support them to outperform wherever they focus, be it products, profits or Corporate Responsibility.”, “We encourage bold thinking, initiative and commercial drive. We allow daring ideas to thrive. We value the passion that people bring internationally in turning ideas into great execution. We take calculated risks, balancing needs of the business with needs of people.”

La parola ai lettori:
1)  Perché dovrei scegliere RB per avviare la mia carriera nel marketing?
2)  Come si accede e come si struttura lo stage in RB (progetto tipo, rimborso, possibilità di assunzione al termine dello stage, percentuale assunti...)? Esistono altri canali per essere assunti in RB diversi dallo stage?
3)  Quali sono i tempi, i passaggie le competenze necessari per diventare brand manager in RB?

All the best
Brando

domenica 9 settembre 2012

Le navi scuola del marketing: Kraft

Kraft vuole rendere ogni giorno delizioso. Delizioso non solo per i consumatori che ogni giorno acquistano le sue marche in 170 paesi, ma anche per i suoi 98.000 dipendenti.Con oltre 54 miliardi di dollari di fatturato e un utile netto in crescita di 3,5 miliardi (2011), la multinazionale americana è il secondo gruppo alimentare al mondo dopo Nestlè.
Brand Kraft
Kraft Italia, coi suoi 1500 dipendenti, distributi fra la sede di Milano e gli stabilimenti produttivi, sviluppa un fatturato superiore al miliardo di euro. La filiale italiana opera in 4 categorie di prodotto - Cheese and Grocery, Biscuits, Coffee e Chocolate - con marche come Philadelphia, Sottilette, Oro Saiwa, Simmenthal, Milka, Hag, Tuc, Fonzies, Splendid, Ritz, Cipster Fattorie Osella, per citare le principali.  Nei primi 4 mesi del 2012 Kraft Italia ha sostenuto le sue marche con un investimento media di 15 milioni di Euro, in crescita rispetto all'anno precedente, collocandosi così fra i primi dieci investitori italiani. 
Make today delicious è anche la missione del team Human Resources che, attraverso una serie di iniziative, contribuisce a rendere l’azienda un luogo piacevole in cui lavorare e crescere.
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Ecco i programmi più importanti realizzati presso la sede milanese per accrescere il benessere sul luogo di lavoro e favorire la conciliazione tra lavoro e vita privata (work-life balance):
  • Flessibilità di orario: i dipendenti timbrano una sola volta al giorno, al mattino. Non essendo richiesta nessun’ altra timbratura la persona, insieme con il manager, è responsabile della gestione del proprio orario di lavoro.
  • Servizi di time saving: mensa, bar, take away, posta, farmacia, parcheggio, riparazione auto, lavanderia, vendita interna e spesa on line di prodotti a chilometro zero con possibilità di consegna gratuita in azienda.
  • Salute e sicurezza: vaccinazione antinfluenzale gratuita, check up per dipendenti over 40 pagati al 60% dall’azienda.
  • Wellness: giardino; break area dotate di uno spazio per la lettura dei principali quotidiani e schermi al plasma utilizzati per comunicazioni istituzionali e non; sale riunioni dotate di connessioni wireless; massaggi cervicali; centro fitness aperto anche il week end.
  • Sconti e convenzioni: tra le più importanti segnaliamo la convenzione con l’asilo nido e con l’azienda dei trasporti pubblici di Milano.
  • Programma per le neomamme (e neopapà): all’interno del programma segnaliamo la  possibilità di richiedere un anticipo TFR per coprire al 100% la maternità facoltativa e l’estensione alle 10,30 dell’ orario di ingresso in azienda per i primi sei mesi dopo il rientro dalla maternità.
Le mamme e i papà, inoltre, festeggiano da ormai 8 anni consecutivi la Festa della mamma (e del papà) che lavora, portando i loro i bambini a trascorrere una giornata in azienda, tra giochi e divertimenti.

Community: l’azienda favorisce e finanzia le attività che i dipendenti propongono al fine di trascorrere il tempo insieme e condividere le stesse passioni. Tra le community segnaliamo: il team di runners, tennisti, calcetto, sciatori, golfisti e la band aziendale.

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Dicono di sé: "Uno degli aspetti distintivi di Kraft Foods è il rispetto della meritocrazia. Spesso, amici che lavorano in altre aziende mi riferiscono una serie di difficoltà nel vedere riconosciuto il proprio valore, a causa di dinamiche interne che tendono a ostacolare la crescita dei più giovani. In Kraft Foods avviene esattamente l’opposto: l’obiettivo comune è farti crescere, perché c’è la consapevolezza che i giovani di oggi saranno i leader di domani."

Come di consueto, la parola ai lettori: 
1) Perché dovrei scegliere Kraft per avviare la mia carriera nel marketing? 
2) Come si accede e come si struttura lo stage in Kraft (progetto tipo, rimborso, possibilità di assunzione al termine dello stage, percentuale assunti...)? Esistono altri canali per essere assunti in Kraft diversi dallo stage? 
3) Quali sono i tempi, i passaggi e le competenze necessari per diventare brand manager in Kraft?

Deliziatevi
Brando

lunedì 3 settembre 2012

Il brand manager e i nuovi pirla

Back to reality. Quest'anno basta poco per dimenticare le spiagge assolate e le serate in riva al mare. E' sufficiente cliccare su quest'articolo e leggere le parole di Jan Zijderveld, capo del business europeo di Unilever, in un’intervista al Financial Times Deutschland della scorsa settimana. 

"La povertà sta tornando”, ha dichiarato Zijderveld"e il fenomeno è destinato a modificare le politiche di vendita dell’azienda". E prosegue, "se uno spagnolo non spende in media piu' di 17 euro quando va a fare la spesa non andro' a proporgli un detersivo che costa la meta' del suo budget". 

E se sul mercato spagnolo Unilever sta sperimentando la vendita di pacchetti di detersivo da 5 lavaggi, e in Grecia ha scelto di vendere olio d’oliva e tè con marchi locali e prezzi ridotti, chissà cosa vedremo presto sugli scaffali dei nostri supermercati in Italia. Confezioni di shampoo da 100ml? Dentifrici monodose da 50 centesimi? 

Mi chiedo cosa possa esserci di più triste della costatazione "la povertà sta tornando", e probabilmente la risposta è "sarete anche travolti da un attacco di pirleria fulminante". Davvero è possibile che la gente (mia nonna, tua madre, ma mettiamoci dentro anche noi due) non capisca la differenza fra PREZZO BASSO e RISPARMIO? Io non ci credo. Forse saremo "i nuovi poveri", ma non "i nuovi pirla".

Non credo che in un momento di ristrettezze economiche preferiremo acquistare il piccolo e prezioso flaconcino da 0,99€ con un euro/litro esorbitante ( margini migliorativi per Unilever senza ombra di dubbio) rispetto al FORMATO CONVENIENZA 3x2. Ho troppa stima di mia mia nonna, di tua mamma e anche di te per pensare che ci cascherai. Ma soprattutto, se siamo arrivati a fare la guerra di prezzo alle private label, allora i brand versano davvero in pessime acque.


venerdì 27 luglio 2012

Il brand manager in ferie

Cara/o ospite,
fortunatamente sono in ferie per tutto agosto. La normale (si fa per dire) attività di brandomanago riprenderà a settembre con la seconda attesa flotta delle Navi Scuola del Marketing.

 In questo periodo di riposo così lungo, e breve al tempo stesso, mi dedicherò principalmente al recupero della funzione cognitiva, seriamente compromessa dagli ultimi 11 mesi di lavoro, e alla raccolta di nuovi stimoli. Nel frattempo non esitare a lasciare commenti sul tuo stato d'animo durante le soste all'Autogrill.  Perchè, diciamocelo, i prezzi saranno pure esorbitanti, ma non resisto a quel sapore nazional popolare di bermuda e canotta che mi fa sentire in vacanza.

Se poi sentirai particolarmente la mia mancanza, e vorrai mandarmi una cartolina, potrai trovarmi ai consueti recapiti: Facebook, Twitter, Pinterest, Linkedin, stivenup@gmail.com. Ti risponderò al mio riento.

Buone ferie e arrivederci a settembre
Brando


domenica 22 luglio 2012

Il brand manager e la mascotte

Immagina per un momento di essere lo sventurato responsabile di una marca in una categoria merceologica meramente funzionale. In pratica i tuoi prodotti non presentano alcuna differenziazione rispetto alla concorrenza e parlare di " zero coinvolgimento emotivo" può suonare come un eufemismo. Più che altro la tua pregevole mercanzia viene acquistata solo perchè proprio nella vita non se ne può fare a meno (o almeno così sei riuscito a far credere).

Ma tu, sciagurato brand manager delle batterie alcaline, non puoi certo stare lì fermo a guardare mentre i tuoi prezzi calano, le tue quote si erodono e i tuoi margini vanno a farsi benedire solo perchè hai un prodotto uguale a quello del competitor. Certo, perchè questo determinerebbe la poco auspicabile estinzione della tua marca e, con essa, anche del tuo allettante impiego. Ed è proprio per evitare questo spiacevole inconveniente che ti tocca chiamare l'agenzia di pubblicità.

Brando: <<Artù, il problema è molto semplice: noi offriamo lo stesso prodotto del concorrente, ma vogliamo che i consumatori comprino il nostro al 20% di prezzo in più.>>
Artù: << Capisco Brando, e mi pare anche tutto sommato una buona idea. Quello che ci vuole per te è un bella mascotte: una virtuosa sintesi creativa. Uniamo la simpatia del pupazzetto al key benefit del prodotto. Ci vuole qualcosa di memorabile e immediatamente riconoscibile a scaffale. Ma fungerà anche da amuleto in realtà... un po' come un porta fortuna. Dammi tre settimane.>>
Brando: << Artù, sono disperato. Vada per il pupazzo. Ma almeno 2 key benefit, per non sbagliare, e non più di dieci giorni.>>

Nascono così alcuni dei più celebri protagonisti delle pubblicità, come ad esempio il cane della scottex, Pippo l'ippopotamo Pampers, l'orsetto di Coccolino e il coniglietto rosa della Duracell. Ma cosa succede se il tuo principale e sostanzialmente unico concorrente rilevante ti copia la mascotte?




Succede che ti trovi punto e a capo... ma con le batterie adatte puoi comunque andare avanti per più di vent'anni! Non ci credi? Prova a dare un occhio qui e qui.

Grazie Stefano per la segnalazione.

domenica 15 luglio 2012

Il brand manager e il misterioso caso del brand sequestrato

Brando: <<Prodo, non puoi capire cosa mi è successo: mi hanno sequestrato il brand.>>
Prodo: <<Ah si certo… e ti hanno mandato un pezzo di footprint per chiedere il riscatto?>>
Brando: <<Prodo non sto scherzando. Mi hanno rapito il brand, dico sul serio. Hanno cominciato creando una pagina Facebook del mio Skrokkia-Krek due mesi fa, poi un profilo Twitter e stamattina mi hanno aperto l’account di Pinterest!>>
Prodo: <<Cosa vuoi che ti dica Brando? Complimenti, hai un’agenzia che lavora…>>
Brando: <<Ma quale agenzia Prodo!? Io qua non ho brieffato nessuna agenzia! Qualcuno che non conosco sta gestendo la mia marca sui social senza autorizzazione. La pagina Facebook la scorsa settimana ha toccato 200mila fan e il profilo Twitter cinguetta ogni giorno a più non posso. Hanno anche messo in circolazione questa specie di virale che ha fatto 500mila visualizzazioni su Youtube e ora ci mancavano solo le bacheche di Pinterest…>>
Prodo: <<Beh, 200mila fan su Facebook, 500mila visualizzazioni su Youtube, vari profili attivi… mi pare che dovresti essere solo che contento dei risultati della tua marca on-line.>>
Brando: <<Ma quale contento Prodo!? Poco fa il direttore è venuto a congratularsi molto per la pagina Facebook che gli era stata segnalata dal figlio, e mi ha chiesto un paio di modifiche sulla linea editoriale.>>
Prodo: <<E ti lamenti?>>
Brando: <<E certo che mi lamento! Che cacchio di modifiche devo fare, se non so neanche chi la cura la pagina del mio brand!? Guarda qua. Mi hanno mandato questa lettera anonima con un indirizzo mail.>>
Prodo: <<Beh, e che aspetti? C’è l’indirizzo... contattali no? Anzi, lo sai che ti dico? Che se non li contatti te, una mail gliela mando io a questi.>>

giovedì 12 luglio 2012

Il brand manager su Ninja Marketing


Al primo posto fra i blog italiani di marketing (fonte Wikio), Ninja Marketing  viene visitato giornalmente da influencer, trend setter, early adopters, in particolare imprenditori, manager di agenzie e aziende, pr, giornalisti, geek e appassionati del Web 2.0. Un punto di riferimento per l’innovazione nel marketing e nella comunicazione in Italia. Per chi non li conoscesse già, vi rinvio ai 10 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA “SACRA SCUOLA DEL MARKETING NON-CONVENZIONALE”.

Buon combattimento
Brando


lunedì 9 luglio 2012

Il brand manager ed il Piccolo Omino del Potere

Il Piccolo Omino del Potere non è necessariamente un uomo di potere, a dire il vero non è neanche necessario che sia un uomo. Il Piccolo Omino del Potere non è giovane né vecchio, non è povero né ricco, non è colto né ignorante, non è stupido né intelligente. L'unica caratteristica che lo contraddistingue in modo netto ed inequivocabile è sua la profonda solitudine.

Piccolo Omino del Potere si nasce, secondo alcuni, o secondo altri lo si diventa. Ma quel che importa è che il POP (lo chiameremo così per brevità d'ora in avanti) muta pelle nel tempo fino a rendersi irriconoscibile. Sin dal primo giorno di lavoro il POP è alimentato da una straordinaria determinazione e voglia di mettersi in mostra. Muove i primi passi in azienda con tenacia e faccia tosta e prende davvero tanti schiaffi. Il POP ha un profondo bisogno di riscatto. Il potere per lui non è uno strumento per realizzare qualcosa, quanto piuttosto un fine per realizzare una persona, l'unica che conti qualcosa, chiaramente sé stesso.

La ricerca e la successiva ostentazione del potere orientano tutte le scelte della vita pubblica e privata del POP, dalla culla al feretro. Le vessazioni dei primi tempi di vita aziendale mettono a dura prova la sua resistenza, ma la struttura gerarchica di una grande organizzazione rappresenta una tentazione troppo forte per il POP. Infatti, ancorchè insignificante, l'omino in stage s'immagina già seduto nello spazioso ufficio dell'ultimo piano a impartire ordini e lezioni circondato da rare specie di piante tropicali. Per questo le angherie subite quotidianamente non fanno altro, in realtà, che alimentare la sua voglia di riscatto. Presto il POP impara che la popolazione aziendale si articola in tre generi di persone: 1) quelle innocue, da vessare pubblicamente per darsi un tono; 2) quelle utili, da trattare col bastone e la carota; 3) quelle indispensabili, da venerare e assecondare.

Seguendo questa semplice classificazione, con un minimo di testa ed un'invidiabile determinazione, il POP realizza il suo sogno di scalare la piramide aziendale. E' servile coi potenti e circondato da una schiera di schiavi terrorizzati presso i quali il POP non perde occasione di affermare il suo diritto di possesso, sia in privato che pubblicamente. Così la sua via via sempre più folta e allegra combriccola si articola in due formazioni: da una parte i cortigiani che lo assecondano perchè lo temono (ma che in realtà lo disprezzano), e dall'altra i fedeli servitori disposti a tutto perchè in realtà sono essi stessi a loro volta dei POP. Questi ultimi sono velenosi come vipere, pronti a tradirlo non appena riterranno di poterne ricavare un vantaggio.

Ed è così che procede la carriera del POP. Fra un oltraggio inferto al più debole e una sapiente leccata al culo del più forte. Fra un bacio di Giuda dato e uno inaspettatamente ricevuto. Fra una cena in compagnia con un gruppo di perfetti sconosciuti ipocriti ed opportunisti, ed un pranzo da solo a pensare a quanto in fondo sia solo un povero stronzo.



lunedì 25 giugno 2012

Unconventional Marketing N°2: Innovazione

La vera innovazione non è un cambio etichetta. La vera innovazione dovrebbe comportare vantaggi per l’azienda, il retailer, i consumatori e l’ambiente. Ad esempio, perchè i produttori di detersivi ci vendono flaconi pieni per l'80% di acqua?

continua su HeadforBrand...
http://www.headforbrand.com/2012/06/quando-linnovazione-e-rivoluzione/



lunedì 18 giugno 2012

Marketing Basics N°7: l'Endorsement

Direttore Marketing: “Brando, inventati qualcosa di differenziante per la marca, ma non fra un anno… il mercato è qui adesso, i nostri competitors sono qui adesso! IO su questa poltrona sono QUI E ADESSO! E ci voglio restare.”
Brando: “Ci stiamo lavorando boss… settimana prossima arrivano le proiezioni Bases sui due nuovi concetti ‘schiaccia & vai’ e ‘sempre fresca con te’ per la piattaforma di innovazione del 2013.”
DM: “Cos’è sta roba?”
Brando: “Sono i concetti che avevi approvato per il nuovo formato di acqua portatile da borsetta da 25ml non più di un mese fa...”
DM: “Si, si, ok… ma questo è un progetto 2013. Manca un’eternità al 2013. Cosa facciamo a settembre per differenziarci? Perché non partecipiamo al Prodotto dell’anno?”

Parte la sigla...
Anche quest’anno, come ogni anno, è arrivato il momento dell'immancabile invito telefonico al "Prodotto dell’anno". Non ho mai capito esattamente cosa spinga brand manager, marketing manager e direttori marketing a voler far rientrare i propri lanci fra le due dozzine di "eletti prodotti dell’anno". Ad oggi  tuttavia ho formulato alcune ipotesi plausibili. Possiamo dunque dire che vale la pena di partecipare a "Eletto Prodotto dell'Anno" perchè...

1- puoi rilasciare un’intervista da far vedere agli amici e alla moglie su youtube
2- puoi posizionare il premio sullo scaffale in ufficio accanto al piazzamento nella coppa Cobram
3- hai l'opportunità di fare un po’ di networking all’ambita serata di premiazione (tenersi aggiornati)
4- puoi gratificare i tuoi brand manager con un piccolo premio motivazionale di cui bulleggiarsi (nel cv...?!)
5- puoi esaurire eventuali sacche di budget per dimostrare che investi, pur in una qualsivoglia attività
6- puoi giocarti una chart di power point in più da rivendere nelle presentazioni interne e col retailer
...

per il momento non mi viene in mente altro, ma se doveste avere altre idee, per favore aiutatemi a capire cosa possa spingere un marketer a iscrivere un suo prodotto a "Eletto Prodotto dell'anno".

Ve ne sarò grato
cari saluti
Brando

"L'81% dei consumatori si fida di più di una pubblicità con il Logo Eletto Prodotto dell'Anno, conferito da più di 12.000 consumatori italiani, che della pubblicità in generale."
Fonte TNS Italia settembre 2011