lunedì 16 gennaio 2012

Le navi scuola del marketing: Procter & Gamble

In Procter & Gamble il marketing è una scienza. Con 79 miliardi di $ di fatturato nel 2010, definire P&G un gruppo industriale di primario rilievo a livello mondiale può suonare un eufemismo. Tutto comincia dalla commercializzazione delle candele e delle saponette di due europei immigrati negli USA nel 1837, fino ad arrivare oggi ad una multinazionale presente in 180 paesi con un portafoglio di oltre 50 marche suddivise in 3 principali aree di prodotto: cura della casa, cura della persona, salute e benessere.

In Italia P&G è uno dei primi investitori pubblicitari del largo consumo (123 milioni di € nel 2011 in Italia) con marchi che hanno fatto la storia della nostra comunicazione commerciale come Dash, Mastro Lindo, Ace, Gillette, Duracell, Vicks, AZ, Oral-B, Braun, Pantene, solo per citarne alcuni.


La gestione delle risorse umane all'interno di P&G si basa sul principio "promote from within", il che significa che non si assume se non allo stadio iniziale della carriera. Dopo di chè Procter promuove la crescita dei talenti all'interno della compagnia, senza reclutare manager dall'esterno. Va da sè che la cura dedicata al processo di selezione iniziale rappresenta un importante investimento a lungo termine, ed è volta alla ricerca dei migliori potenziali in circolazione: "Non ci importa quanto avete preso all'esame di marketing, non ci importa il vostro livello di inglese. Noi possiamo insegnarvi il miglior marketing e il miglior inglese."


Dicono di sè: "Vogliamo essere e venire riconosciuti come i migliori produttori al mondo di beni di largo consumo e servizi", "Semplifichiamo, standardizziamo e ottimizziamo il nostro lavoro ogni volta che ciò è possibile", "Ogni giorno i nostri prodotti vengono utilizzati da miliardi di individui in tutto il mondo, e le persone P&G lavorano affinchè quei prodotti mantengano la promessa di migliorare il più possibile la vita quotidiana. Touching lives, improving life".


E ora passo la parola ai lettori, vi chiedo di aiutarmi a rispondere alle seguenti domande:
1)  Perché dovrei scegliere P&G per avviare la mia carriera nel marketing?
2)  Come si accede e come si struttura lo stage in P&G (progetto tipo, rimborso, possibilità di assunzione al termine dello stage, percentuale assunti...)? Esistono altri canali per essere assunti in P&G diversi dallo stage? 
3)  Quali sono i tempi, i passaggie le competenze necessari per diventare brand manager in P&G?

Enjoy sharing
Brando

39 commenti:

  1. Se riesci a entrare P&G probabilmente è la migliore scuola di marketing. anche il rimborso stage è elevato, mi pare 700€ + alloggio, l’unico contro è che sta a Roma… ci si può candidare sul sito di P&G carriere, inserendo i dati personali e compilando un test psico attitudinale on line. Se si viene selezionati a questo test poi c’è un test d’intelligenza piuttosto impegnativo (con tante domande) direttamente nella loro sede, per chi sta al nord anche a Milano. In caso di esito positivo si incontra un manager della funzione per cui ci si è candidati per un’intervista individuale in cui si approfondisce la conoscenza del candidato (carattere, motivazione…). Io mi ero fermato li’. Dopo poco mi hanno avvisato ce il colloquio non aveva avuto un esito positivo con una mail standard in inglese che… lasciamo perdere!

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  2. ma già tanto che ti rispondono! Sai quanti non ti fanno nemmeno avere un riscontro!? Ti fanno fare processi di selezione incredibili, ti fanno andare li un mare di volte e poi non hanno nemmeno il buon gusto di farti sapere come è andata anche in caso di riscontro negativo. Comunque a me non attira per niente, sarà che lavoro in altro ambito, ma non capisco cosa ci sia di stimolante nelle marche dei prodotti del supermercato. Poi faranno anche un sacco di comunicazione, ma sono sempre detersivi e pannolini.
    Twigga

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    1. Caro Twigga,
      purtroppo le "marche del supermercato" sono il brand management. Forse si, vendere carta da c__, pannolini o sapone, non è la cosa più cool...
      Purtroppo però, molti dei lettori di Brando su un sito che si chiama brandomanago, fanno e vendono proprio questo... Fanno i brand manager ;)...
      Però forse è il bello di questo lavoro.

      Hai mai riflettuto sul perchè la Ferrari non faccia marketing?
      Tantomeno brand management...
      Fra

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  3. Cerco di rispondere volutamente conciso sperando di alimentare il dibattito.
    Da insider di lunga data qualcosa la posso dire.
    Intervengo volentieri su altri post, se può servire.

    1.
    Senza dubbio, la migliore scuola. L'attenzione alla formazione è maniacale, in aula in certi periodi almeno una volta la settimana, cultura del coaching e del feedback che in altre aziende pare persino "stravagante".
    Il rischio? Ti formatti un po'il cervello, arrivi a pensare che il mareting P&G sia "tutto e solo" e arrivi a considerare "sbagliato" tutto il resto

    2.
    Gli stagisti sono ben valutati, retribuiti per me un filo sotto media (altri FMCG pagano meglio), le prospettive di assunzione sono decenti. Per scelta, si promuove dall'interno (nel bene e nel male, crei a volte tanti "cloni" come da punto 1), quindi nessuna chance di entrarci da senior (>2/3 anni, e cmq anche se ti prendono parti da zero).
    Questa è Roma.
    Negli headquarter (dove consiglio di "guardare" per i più volenterosi, veloci e disposti a viaggiare e farsi il mazzo) il concetto di Stage Marketing non esiste. Entri full time, dopo una selezione... adeguata. E meno "schizzinosi" su CV precedenti o sull'unversità che hai fatto.

    3.
    L'ambiente è ipercompetitivo. Locally e globally. Va detto che un Brand Manager P&G NON è un BM altrove. La "gerarchia" è spostata rispetto allo standard. L'ABM, o "junior" in altre aziende, qui è Project Leader, fa il lavoro di un BM con una seniority decente altrove.
    Quindi, data l'equivalenzaa ABM P&G = BM , ci diventi diretto dopo lo stage, senza però che il tuo lavoro cambi granchè. Da stagista sei cmq ben responsabilizzato.
    Per diventare "BM" P&G, servono 4/5 anni (di media) da ABM, e TOP rating consistenti (basta un anno o o due negativi, che, ammesso che tu riesca a rimanere in azienda, ciò ti ritarda la promozione di 1/2 anni). Netto, la carriera, come tutto il resto, è un "processo" ben definito e standard. Può ricordare le "Poste" :), come schema, ma dove il merito (e la relazione coi boss che ti valutano) ha un peso vero.
    Fra

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  4. 1) Application on line oppure seminari vari
    2) Test Online (Psicoattitudinale e di logica)
    3) Test scritto (40 domande, ragionamento numerico, verbale e logico)
    4) 3/4 colloqui con manager tendenzialmente del dipartimento per cui ci si è candidati (domande del tipo "Dimmi una volta in cui hai guidato 1 gruppo" ecc oppure atte a indagare abilità logiche "Quanti ascensori ci sono in Italia" ecc)
    5) 750€ netto/mese + alloggio in residence/750€ rimborso casa

    Stage di durata variabile, 3/6 mesi (rarissimamente di più). Altissime probabilità di essere assunti (la scrematura avviene nel processo di selezione). Come dicevo, dipende da capo/posizioni aperte. Migliore azienda in cui si possa iniziare a lavorare; (per quanto rigurda CPG) altissima rivendibilità e probabilità di assignment all'estero (Ginevra soprattutto).
    Il career path, nel caso di eccellenti performance:
    - Junior ABM 2 anni
    - Senior ABM 2 anni
    - BM ...

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  5. Ti devo correggere brando, p&g non è la scienza del marketing. p&g è s&s: struttura & standardizzazione. Dopo anni di lavoro come agenzia, adesso non più, saprei riconoscere un brief - o un debrief- p&g a occhi chiusi. Credo abbiano un bigino con le risposte.

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    1. confermo quanto detto sopra sul processo di selezione.
      da p&ger vi confermo che la cultura P&G è molto forte e strutturata, ma è la migliore azienda possibile nel campo FMCG, almeno nella fase iniziale della carriera, per ampiezza di responsabilità, possibilità di crescita e job rotation, flessibilità e possibilità di arricchire la propria vita. ci vuole autodisciplina, questo sì, ma è possibile! E' un'azienda che rispetta le diversità molto piu' di tutte le altre di cui ho notizia (e ho parecchi insidr in altre cosiddette navi scuola). io non andrei da nessuna altra parte, almeno in questa fase.
      confermo anche il fatto che in P&G non si fa marketing, ma si fa Brand Management, poichè ogni brand o categoria di brand ha una propria autonomia gestionale e di conto economico.
      il BM in P&G non è il BM di altre aziende, ma nel 99% dei casi è un Category Manager o, gerarchicamente parlando, un Marketing Manager. Questo comporta una strada molto piu' in salita: non si diventa BM dopo 2 anni, ma solo dopo una consolidata performance di 5 anni e potenziale indiscutibilmente superiore ai propri pari.
      infine una postilla sulla standardizzazione: è vero, in P&G il linguaggio e l'uniformità di cultura sono fondamentali, così come i processi, ma sono l'unica via d'uscita ad una complessità imparagonabile a quella di altre aziende globali dello stesso settore. Solo P&G, infatti, ha uno scope così grande, operando con tale ampiezza sia nel Fabric & Home Care come nel Beauty, nel WellBeing, nel Baby e Fem Care.
      ciao
      BEN

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    2. Caro collega BEN, preferisco non svelarmi per ovvie ragioni ma qui, seppur tra colleghi, siamo oggettivi ;), tanto siamo in incognito....
      non esageriamo dai........
      Ti contraddico su due punti: il BM è vero che diventa BM per merito, ma c'è (e lo sai BENE) MOOOOLTA politica nella promozione. Molti "trenini", in altri contesti si direbbero "raccomandazioni" che pilotano l'oggettiva "calibration". Poi non lo so cosa fa un marketing manager fuori, ma c'è gente Merketing Manager di 40 anni. I nostri BM ne han massimo 35..

      Diversity.... Ti invito a rifletterci per bene, e non come ci spiegano nei training. C'è un'attenzione maniacale alle persone, vero, ma oltre un certo livello si discrimina eccome... (nazionalità, gusti, stili)

      Standardizzazione: ho sentimenti misti a confronto... Non so se serve davero o se è una barriera. Alla fine le GBU sono distinte, ognuno in principio potrebbe fare ciò che vuole dei propri brand senza che passi nel grottesco SIMPL...

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  6. Caro collega,la differenza di punti di vista è lecita e va in Oni caso contestualizzata.
    Nelle promozioni, c'è l'esperienza del manager e la capacità della persona di dare visibilità ai propri progetti, ma parlare di raccomandazioni è a dir poco fuori luogo. Poi esperienze personali negative possono influire più che proporzionalmente. I marketing manager non vengono definiti dall'età anagrafica, ma dalla job restringono per cui vale la mia affermazione di cui sopra.
    Sulla diversivi forse abbiamo concezioni diverse:la tua è forse derivativa e basata sui training,la mia è umana.
    Non mi sono mai sentito discriminato per le mie preferenze sessui, anche se devo ammettere che in Italia c'è ancora molta strada da fare....ma credo sia più un vincolo culturale italiano che un problema di P&G.
    E questo porta a anche all'ultima affermazione:i processi servono... Anche su quello le cose vanno affrontate come un viaggio. E genericamente con ottimismo. come la maggior parte della vita, d'altronde.
    Cmq resta una discussione per neo laureati, per cui non divagherei con dispue interne, in ogni caso lecite ;)
    A presto
    BEN

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  7. Io non potrei mai lavorare in procter, sono contrario alla monogamia :)

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  8. Ragazzi, ma davvero credete che queste aziende cerchino talenti? Fuoriclasse? Parliamoci chiaramente: quanti maradona pensate che servano in una squadra? A queste aziende non servono fuoriclasse, servono tutt'al più comunissimi primi della classe. Queste multinazionali hanno bisogno di soldatini determinati che guardano tutti nella stessa direzione. La standardizzazione del modo di pensare è la cosa peggiore per l'individuo, una gabbia, mentre fa molto comodo all'organizzazione che così li controlla. Ma se uno è un talento, non dovrebbe fare qualcosa di più importante e signifivativo che aumentare i profitti di azionisti già ricchi sfondati?

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  9. occhi aperti,
    ma guarda che ce tocca fà pe' portà a casa la pagnotta...
    Sono sicuro che tu sarai stato più bravo a sceglierti il mestiere, occhi ben aperti.

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    1. Caro eyeswideopen,
      mi riallaccio a Brando.

      Forse hai ragione, in queste aziende (e forse ancor più in P&G) non servono talenti. Devi essere un ottimo soldato. Ma i soldati, gli eserciti , non Rambo, vincono le guerre caro mio...

      Se però ti senti più Rambo, nulla ti vieta di esprimere il tuo talento da solo, come freelance.
      Sicuramente sono più vecchio di te, quindi ti lascio 2 spunti:

      - Se sei un talento, provalo. Convinci le persone di esserlo, dimostralo e non avrai problemi a farti un sacco di soldi
      - Anche ai talenti (Maradona, Rambo) hanno "insegnato", a calciare, a sparare... Se pensi che quello che hai imparato all'università e guardando i break pubblicitari durante Dragonball, sia sufficiente, sei fuori strada. Altrimenti serve che tu impari, e P&G (non solo ma credo soprattutto) è la scuola per farlo. Ti da gli "strumeti" per esprimere il Rambo che c'è in te, dopo sta a te combattere nell'esercito P&G o combattere la tua guerra ;)
      FRa

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  10. Fra,
    gli eserciti vincono le guerre, ma le guerre di chi?
    Io non sarò un talento, ma di quelli ne conosco forse due o tre. Io sono uno di quelli che si danno da fare, ma almeno non mi racconto troppe storie.

    Sicuramente sono più giovane di te, quindi ti lascio 2 spunti:
    1) davvero alla tua età pensi che il punto sia fare un sacco di soldi?
    2) davvero pensi che un'azienda mi voglia dare gli strumenti per esprimermi, o mi darà piuttosto gli strumenti per esprimere i suoi profitti?
    adesso vado che inizia dragon ball.

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  11. eyes,
    raccolgo la tua provocazione.
    Le aziende vogliono fare profitti, alcune lo fanno meglio di altre, ma per farlo hanno bisogno di persone motivate e capaci. Far fare profitti alle aziende non sarà una grande obiettivo nella vita di una persona, ma ti suggerisco di guardarla da un’altra prospettiva: cosa può fare un’azienda per te? Potrai rifarti questa domanda tante volte nel corso del tuo percorso professionale. Cosa puoi imparare? Come può arricchire il tuo network? Come può aiutarti a pagare il mutuo? Si, perché c’è anche quello.

    Se ti va di vederla così, quelle che possiamo chiamare “navi scuola” sono organizzazioni che hanno molto da dare a un neo-laureato o a un giovane professionista, per quanto poi chiedano molto in cambio. Non sono “scuole” in senso stretto, ma è un modo di vederle che può fare il tuo gioco. Poi c’è scuola e scuola, l’obiettivo di quest’iniziativa è proprio quello di farle conoscere per potersi orientare in una direzione piuttosto che in un’altra, e non “sparare nel mucchio”. Perché per come la vedo io le aziende sono come le persone, ci si può andare d’accordo o meno, perchè hanno un carattere e una cultura, come spero stia emergendo da questi primi due ritratti.

    Detto questo il lavoro non è malaccio, si tratta di legare la comprensione delle persone al raggiungimento di obiettivi.
    Credimi, oltre che utile certi giorni può anche essere divertente.

    Un saluto
    Brando

    p.s. comunque se trovi di meglio fammi sapere

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  12. Io vorrei sapere gentilmente se in Procter a Roma e a Milano, dove mi hanno detto che si trova Gillette, si fa anche sviluppo di nuovi prodotti e comunicazione o solo adattamento dall'headquarter.

    grazie!

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    1. Allora, con ordine.
      Gillette non è più a Milano, tutto è centralizzato a Roma, la cosiddetta MDO = Market Development Organization.
      La tendenza è, per i brand principali e per le iniziative globali, ad avere toolkit da riadattare, ma credimi non è un riadattamento becero.
      Poi hai anche flessibilità, se sei fortunato, per qualche innovazione e per comunicazione (vedi Dash)

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  13. Credo solo comunicazione e adattamento. Procteriani, confermate? :)

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  14. I commercials con fabio de luigi e giorgia surina immangino proprio siano sviluppati da Italia, ma bisogna vedere se non devono rifarsi a indicazioni dell’headquarter.

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  15. 80% del lavoro di comunicazione è adattamento di toolkit, ma ci sono interessanti possibilità di amplificazione locale.
    Fatto è che la comunicazione è solo una parte del lavoro del BM in P&G che è molto più spostato verso il business management a 360°

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  16. C'è un toolkit anche per il business management a 360°?

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    1. Te lo garantisco, ASSOLUTAMENTE.

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  17. sento puzza di volpe&l'uva...

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  18. io non sento puzza, sarà che sono raffreddato in questi giorni... comunque mi pare che anche per Procter emerga un quadro chiaro e utile del tipo di opportunità professionale. E quel che più conta credo che i preziosi interventi abbiano portato alla luce alcuni degli aspetti chiave della cultura aziendale.

    grazie a tutti i contributi, Fra e Ben in particolare
    Brando

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  19. P&G è una ottima scuola di marketing si, ma nel campo dei prodotti industriali di massa. Per capirci quei prodotti che troviamo nella grande distribuzione e ultimamente anche nei discount (vedi Pantene ProV venduto al Lidl) in cui ha un forte peso l'uso strategico dei mezzi di comunicazione al fine di differenziarli dagli altri (e pressochè identici prodotti) e venderli N volte di più.
    Inoltre un Brand Manager formato in P&G è uno che coordina i lavori pubblicitari dati in esterno. Cioè grafiche, siti, spot, eventi, ecc... non li sa realizzare, ma li fa realizzare. Di solito si avvale delle migliori agenzie (hanno budget elevati). Mettete questi brand manager in una PMI dove il budget a disposizione è poco e molto materiale deve realizzarlo da se: pensate ne sia capace?

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  20. BM (non P&G)18 maggio 2012 18:16

    Scusa, ma tu quanti brand conosci di PMI? No, perchè il brand manager gestisce brand, e di solito lo fa in aziende grandi o molto grandi come le multinazionali.

    Detto questo potrei farti diversi esempi, ma puoi trovare nomi e cognomi su linkedin, di ex brand manager P&G che poi si sono affermati come manager in altre realtà anche distanti dai prodotti industriali di massa.

    Prima ancora del marketing in P&G (o Henkel, o Barilla, o Kraft...) impari la gestione dei processi, dei progetti e delle persone, che poi è quello che dovrebbe saper fare un manager.

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  21. Scusate la domanda, ma voi che siete già dentro magari potreste darmi un consiglio. Ne ho veramente bisogno.
    Quante probabilità si hanno di essere assunti per lo stage se non si è laureati?

    Io ho lasciato l'università (lingue e culture orientali) per andare a vivere in Giappone (dove sono stato per 2 anni), li ho sviluppato una certa passione per il marketing e ho iniziato a divorare libri. Tornato in Italia ho trovato lavoro in un azienda che fa comunicazione (o almeno dice di farla), ma devo ammettere che non mi sento per niente soddisfatto di quello che sto facendo (praticamente non mi stanno insegnando nulla), anche perché i loro lavori li prendono grazie alle moltissime conoscenze.
    Quello che so lo sto imparando studiando per conto mio. Mi sono anche iscritto alla facoltà di economia di un università online.

    Che dite se provo a mandare il curriculum alla P&G ho delle chance?

    Grazie mille

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  22. Solitamente si tendono a privilegiare laureati giovanissimi alla prima esperienza professionale. Ma giovanissimi e prima esperienza professionale non sono requisiti imprescindibili, la laurea invece si.

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  23. Ciao a tutti.

    Ho effettuato i tre colloqui con i manager di funzione, e mi hanno detto che i risultati mi sarebbero stati comunicati la settimana successiva.

    La settimana è passata e non ho ricevuto alcuna comunicazione.

    Qualcuno di voi ha esperienza delle tempistiche P&G? Ormai sono passate due settimane dai colloqui, credete che ciò significhi esito negativo?

    Grazie

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    1. Ciao Elisa e ciao followers,

      2 domande, please:

      1) Per la posizione di ABM, P&G chiama a colloquio SOLO neo laureati senza alcuna experience?
      I laureandi a 6 mesi dal titolo, aventi già in saccoccia 6 mesi di exp nella comunicazione e 3 nelle vendite di una multinazionale di un settore non FMCG, le fan schifo? ;)

      2) Avreste mica idea di quanto tempo intercorra tra il recruitment on-line nel sito P&G con i test di logica e psicoattitudinali, e la successiva chiamata/e-mail in cui comunicano l’esito, positivo o negativo che sia?


      Io ho fatto l’assessment on-line giovedì scorso, ma non ho ancora ricevuto alcuna notizia…
      Il punto è che ho un probabile inizio di stage in ballo in un’altra FMCG -non una nave scuola come P&G, ma direi in coda alle top 5- per cui prevedo di dover dare il mio ok entro un paio di settimane o poco più -e visti i tempi vigenti, guai a dir loro “mi spiace, abbiamo scherzato”! Non vorrei però precludermi a priori la chance Procter: della serie, giusto un esempio, oggi firmo per Pepsi, ma domani Coca Cola mi chiama e mi dice “congratulations, you’re in!”.

      Un caro saluto,
      Rob.

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    2. ciao Rob,
      1) l'esperienza previa non fa schifo. Ma ciò non toglie che si riparte dallo stage, almeno in Italia. Se poi vuoi andare in Svizzera è un altro conto.
      2) in caso di esito negativo ricevi una mail entro una settimana. Se così non succede è un segnale positivo. Dovresti essere passato alla fase successiva.
      Per il resto ti consiglio di prendere tutto quello che arriva. Il contratto di stage è estremamente flessibile e non contempla preavviso. Significa che può essere scisso da ambo le parti (lavoratore o azienda) da un giorno all'altro. Per cui, intanto firma, e poi si vedrà. E' un mondo duro.

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    3. Ciao Fé,
      grazie per la tua risposta!

      Son già passate circa 2 settimane dalla mia candidatura nel sito P&G, ma di e-mail nemmeno l'ombra: a questo punto, presumo di essere passato!
      Adesso, da quanto ho letto qui, mi pare di capire che dovrà arrivare una chiamata volta a fissare il primo di 3 colloqui... ma essendo ormai a fine mese, temo che verrà tutto spostato a Settembre; eppure credevo volessero portarsi avanti facendo almeno un primo step entro il break agostino!
      Vedremo....

      Ciao e grazie!
      Rob

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  24. Ciao Elisa,
    dovrebbe essere un segnale positivo. Se non passi i colloqui vieni avvisata tempestivamente tramite e-mail. Se invece stanno perdendo tempo dovrebbe voler dire che stanno già pensando a una posizione... in bocca al lupo!

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  25. Grazie mille per la tua risposta. Mi rincuora molto! Crepi il lupo!

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  26. Qualcuno sa quando riaprono le assunzioni?

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    1. Ciao Maria,

      a giudicare dall'ultimo annuncio pubblicato da P&G, chi invia adesso i cv per mktg, sales o fin e supera man mano i vari assessment via pc e face to face, potrà concorrere per un posto in azienda che si libererà non prima del MAGGIO 2013(!).

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  27. Ciao ! Qualcuno S a se per gli stage è previsto anche un rimborso alloggio a Roma ? Grazie

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    1. Ciao Anonimo,

      da qualche parte ho letto che P&G dovrebbe disporre di un residence/foresteria (se non di veri e proprio alloggi nella città eterna), non so però quali siano i criteri per accedervi; comunque, dovrebbe pure poter essere possibile scegliere di percepire una somma forfetteria, in sostituizione del posto letto.

      In definitiva: o scegli di essere retribuito con 750 euro + alloggio, oppure scegli di essere retribuito con 750 euro + una somma grosso modo dello stesso valore da usare per cercare una sistemazione.

      Questo è quanto, ma bada che non sono un insider, quindi prendi le mie parole con le dovute cautele! ;)

      Ciao,
      Rob

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