domenica 5 febbraio 2012

Le navi scuola del marketing: Beiersdorf

Beiersdorf è passione. Passione e innovazione al servizio della bellezza. Fondato ad Amburgo nel 1882, Beiersdorf ha acquisito una collocazione di rilievo nel mercato mondiale dei prodotti per la cosmesi e la cura della persona, forte di un fatturato che nel 2010 è stato di circa 5,6 miliardi di Euro. Beiersdorf si distingue per il suo approccio orientato al cliente e al mercato, unito alla capacità di innovare, di essere costantemente all'avanguardia nella messa a punto di prodotti che si distinguono per tollerabilità cutanea ed efficacia. Presente in tutto il mondo con circa 150 consociate e 18.000 dipendenti, ha una filiale italiana con sede a Milano che conta circa 200 addetti. Oltre alla business unit Pharmacy, i settori operativi in Italia sono Sales, Marketing, Human Resources/Legal/Corporate Affairs, Finance & Controlling, Supply Chain.

4 i brand internazionali appartenenti alla “famiglia” Beiersdorf. Nivea, che ha da poco celebrato “100 anni di amore per la pelle”,  è la “mamma” di tutte le creme moderne e il brand più forte del mondo per la cura del corpo e della bellezza. Eucerin è lo storico marchio dermocosmetico Beiersdorf orientato alla cura della pelle, che garantisce l'innovazione dermocosmetica con i più alti standard qualitativi. Labello è sinonimo di protezione e cura delle labbra in numerosi Paesi. Hansaplast rappresenta la massima espressione dell'evoluzione tecnologica del tradizionale cerotto per ''vivere la vita in tutta libertà''.
Dicono di sé: “Da sempre, il nostro principio è accompagnare i nostri consumatori, con brand e prodotti studiati per ogni momento della loro vita, per ogni età e per ogni esigenza. Valorizzare le persone, quotidianamente, è il modo di fare impresa di Beiersdorf. Per questo, l’Azienda deve conoscere le persone, capirne a fondo bisogni e desideri al fine di ideare e offrire loro esperienze sempre nuove di benessere e bellezza. Poniamo l’individuo al centro, rispettando ed esaltandone la personalità e lasciandolo libero di scegliere”.“La strategia del nostro Gruppo si fonda sull’applicazione costante di un principio semplice e inequivocabile: massima vicinanza e attenzione ai desideri dei clienti”.


La parola ai lettori:
1)  Perché dovrei scegliere BDF per avviare la mia carriera nel marketing?
2)  Come si accede e come si struttura lo stage in BDF (progetto tipo, rimborso, possibilità di assunzione al termine dello stage, percentuale assunti...)? Esistono altri canali per essere assunti in BDF diversi dallo stage?
3)  Quali sono i tempi, i passaggie le competenze necessari per diventare brand manager in BDF?

Take care
Brando

28 commenti:

  1. ora... che beiersdorf sia una nave scuola di marketing mi sembra proprio una grossa ....

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  2. Dai, non rosicare. Dimmi in che azienda sei che magari la facciamo la prossima settimana. Intanto vediamo un po' se i BDF ci raccontano qualcosa di interessante...

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  3. no in realtà non rosico proprio. mi sembra che ce ne siano molte altre più formative e di rilievo vedi:
    - kraft foods
    - unilever
    - danone
    - kellogg's

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    1. Danone proprio, te la raccomando...!
      Un'attenzione alla persona che lascia davvero desiderare.

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  4. kellogs?!? ma caccia fuori unilever piuttosto! p.s. brando, niente niente che 6 nel marketing beiersdorf? è giá da un po' che avevo questo dubbio...

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  5. brando, dovunque tu sia, batti un colpo...
    sono sicuro che abbiamo appena un grado di separazione ;)
    BEN

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  6. Ben, se ti capita di passare a breve davanti alla mia scrivania dovresti riconoscere facilmente sulle pareti le tracce del merdone che è appena esploso. Sono sicuro che abbiamo almeno un grado di disperazione.

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  7. Per riportare la conversazione su Biersdorf, questo è il mio racconto da insider:
    BDF mi ha dato la disponibilità/supporto per la mia tesi di laurea. Ho collaborato con HR/POS Manager per una survey sul visual merchanding e analizzato i dati e gli effetti sulla brand image dell’azienda.
    Finita l’università, ho fatto richiesta per una posizione nel Trade Marketing, e dopo 2 colloqui (gruppo+individuale) ho iniziato uno stage di 6 mesi in azienda, al termine del quale l’azienda mi ha proposto un contratto a progetto con finalità di assunzione.

    Il mio consiglio per chi volesse entrare nel “mondo” Beiersdorf è essere orientati all’obiettivo: BDF premia i risultati individuali solo se ottenuti all’interno di un ambiente collaborativo di team. Pensare/pianificare/realizzare progetti che escano dai canoni: per quella che è la mia esperienza personale, se l’idea e il piano proposto sono validi e portano risultati tangibili, BDF fornisce le risorse per realizzarli.

    Perché Beiersdorf può essere definita una “nave scuola”? Perché a differenze di molte altre aziende (dove i giovani fanno gavetta con “molte ore” lavorative e l’ambiente di lavoro giovanile a volte è destrutturato) in BDF hai la possibilità di lavorare con persone Senior provenienti anche da contesti multinazionali e con un’expertise che fa la differenza. BDF premia la qualità del lavoro e degli obiettivi raggiunti, in un’ottica di crescita a 360° gradi e stimolando l’autonomia decisionale. La crescita personale/professionale avviene sempre con il supporto di un team che ti aiuta a prendere coscienza delle capacità specifiche, sviluppando le tue doti e colmando i gap professionali derivanti dall'inesperienza.

    Quanto a me, posso dire di aver avuto la fortuna di entrare nel reparto di Trade Marketing, acquisendo così skills nel Category Management – uno degli ambiti più strategici e innovativi di oggi. Grazie all'esperienza acquisita nella gestione indiretta dei clienti, mi è stata offerta l’opportunità di proseguire il mio percorso di crescita con un’esperienza (da me richiesta) nelle Vendite.
    BDF è la mia prima azienda, ma considerando le esperienze e i racconti di ex-colleghi e compagni dell'università…… direi che sono stata fortunata!

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  8. Posso sottoscrivere che sicuramente per chi inizia a lavorare e vuole apprendere le basi, l'opportunità di confrontarsi con profili più senior con un consistente bagaglio di esperienza è una risorsa di cui tener conto. Peraltro si evitano anche le rivalità fra capo e junior che a volte hanno uno o due anni di differenza.

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  9. tutto molto interessante ma... esiste un rimborso per lo stage?

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  10. Per rispondere subito alla domanda di vale88: si, esiste un rimborso per lo stage che corrisponde a 820€ lordi mensili, più l’accesso gratuito alla mensa aziendale..
    In Beiersdorf, la convinzione è che le siano le persone a portare impulso e idee utili alla crescita e al business: è per questo motivo che vengono incoraggiati periodi di stage e l’ingresso in azienda di nuovi talenti.
    Per neolaureati e giovani senza esperienza, il percorso di carriera in Beiersdorf ha inizio con uno stage retribuito della durata di 6 mesi. Durante il periodo di internship, i giovani talenti prendono parte attiva nel lavoro quotidiano e nello sviluppo delle diverse funzioni: dal Marketing, alle Sales, dalle Human Resources, dal Finance al Controlling o alla Supply Chain.
    Ma lo stage non è l’unico modo per entrare in azienda: esistono anche programmi di sviluppo volti a incoraggiare e valorizzare i talenti. Inolte, esiste anche un programma di international training chiamato “Beyond Borders Program” della durata di 18 mesi, con 6 mesi da trascorrere all’estero.

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  11. Maria Gabriella8 febbraio 2012 18:50

    Sono "approdata" in Beiersdorf da laureanda, per uno stage nel controllo di gestione.
    L'iter è stato quello classico: colloquio di gruppo e poi colloquio individuale; un punto a favore di BDF è sicuramente la velocità del processo per cui non passano interminabili giorni di attesa prima di avere una risposta.
    La cosa che mi ha piacevolmente impressionata è che fin dai primi giorni non si viene relegati a fare il "mozzo" sulla stiva ma si lavora e si impara tantissimo. Per chi si avvicina al mondo del lavoro è importante avere la possibilità di assumersi a poco a poco le proprie responsabilità e di venire coinvolti nei processi aziendali.

    Bisogna tenere presente però che BDF non è un traghetto che tutti i giorni percorre lo stesso percorso ma è un aliscafo che corre veloce per poter arrivare prima della concorrenza.
    Per questo qualità fondamentali sono determinazione, passione e capacità di sostenere un viaggio a tutta velocità.

    Anche il mio percorso è stato così, rapido ed appassionante dal momento che ho avuto modo di vedere ambiti diversi del controllo di gestione che mi hanno aiutato e mi aiutano a comprendere il business e la rotta da seguire.
    Credo di avere e di aver avuto la fortuna di lavorare con persone con esperienze diverse ma tutte ugualmente importanti: chi più tecnico che mi ha insegnato ad usare gli strumenti del mestiere, chi più "visionario" che mi ha aiutato a capire come sfruttarli nel modo migliore.
    Come prima esperienza di viaggio è sicuramente positiva!

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  12. Anche io sono un “Insider”, come Brando ci ha battezzati, ma non mi sento di parte.

    Ogni “markettaro”che si rispetti, sia esso professionista, wannabe o simpatizzante della domenica, una volta memorizzate tutte e 976 le pagine del Kotler, ha avuto come sicuro vademecum il libro “Effetto Lovemarks. Vincere nella rivoluzione dei consumi”, di Kevin Roberts, CEO WorldWide Saatchi&Saatchi.
    Secondo Roberts “creare Lovemarks è capire i sogni dei consumatori, sapere cosa vogliono e quando lo vogliono, creare grandi esperienze che rendano il brand una parte amata della loro vita. I grandi lovemarks vengono da una grande passione: un impegno a creare legami affettivi con i consumatori”.
    E’ un sillogismo aristotelico: NIVEA è un lovebrand.

    Il motivo per cui mi sono avvicinata a Beiersdorf, per un progetto di tesi prima e per un’esperienza di stage poi, è stato proprio questo: indubbiamente NIVEA ha la fortuna di nascere Lovebrand, grazie ai suoi cento anni di storia e alla presenza dei suoi prodotti nella vita di tutti noi, ma il fatto è che Lovebrand non solo si nasce, ma si diventa e soprattutto ci si deve mantenere, continuando ad alimentare il rapporto con le persone e creando forme di comunicazione ed eventi dalla matrice esperienziale, che non soltanto coinvolgano il consumatore nei racconti di marca, ma che permettano alla marca di entrare nei racconti del consumatore (a volte, anche troppo, non so se qualcuno di voi ha memoria della citazione di Fabio Volo in uno dei suoi libri, in merito alla NIVEA Creme :)
    Per questo Beiersdorf investe moltissimo sull’Equity dei propri brand, continuando a foraggiare un amore (passatemi la parola) marca – consumatore, che non ha mai accennato a diminuire. In azienda è addirittura prevista una figura, il Brand Activation Manager, che ha proprio il compito di rafforzare questo legame (basta pensare al Temporary Shop, il Moving Shop durante il Salone del Mobile, il NIVEA Taxi, la mostra sensoriale al Metropole di Milano, il Pop Up Shop, la spiaggia a PortoCervo e molto altro ancora!).

    Credo che per chi voglia intraprendere un percorso di stage nel marketing, essere inseriti in una realtà che investe così tanto in tutti i suoi brand, sia una grande opportunità per imparare e toccare con mano quello che si è studiato all’università.
    Un altro punto a favore di Beiersdorf, come “nave scuola” è la sua peculiarità organizzativa: essere una grande, ma piccola (rispetto a tanti suoi competitor) multinazionale. Questo da un lato garantisce “open-mindness” e dall’altro, alimenta lo spirito di squadra tra le persone. Da qui, l’importanza dei rapporti umani, ma anche il peso che ognuno di noi ha nell’implementazione delle strategie aziendali: il lavoro di ognuno è importante e fondamentale e anche gli stagisti partecipano attivamente alla vita aziendale in tutti i suoi aspetti, ritrovandosi coinvolti in lavori e progetti in grado di arricchire le loro competenze. Insomma, per dirla in modo semplice: in Beiersdorf gli stagisti non fanno fotocopie, ma sono attivamente seguiti dai loro capi, generalmente Brand Manager Senior e partecipano a riunioni sia operative che strategiche, imparando a gestire un brand a 360gradi.

    Per rispondere all’annosa, ma comprendo interessante, questione, sì, lo stage in Beiersdorf è retribuito con 820€ lordi, inclusa mensa aziendale. Personalmente sono entrata in contatto con l’azienda durante la stesura del mio progetto di tesi (ho scritto una tesi dal titolo “Lo Shopping ha i minuti Contati: evoluzione del punto vendita nel contesto postmoderno. Il NIVEA POP-UP SHOP”) e ho inviato candidatura spontanea appena laureata. Dopo tre colloqui (uno di gruppo, e due individuali) ero un insider!

    Sono Francesca, sono un “insider Beiersdorf” da un anno e mezzo in totale e mi sento di consigliarvi un percorso simile al mio, sperando possa essere altrettanto fortunato e felice.

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    1. ciao Francesca, dall'universita' non conoscevo la figura del brand activation manager, sembra molto interessante. Volevo sapere se in beiersdorf si fa innovazione e sviluppo di tv advertising anche in italia perche' mi piacerebbe fare esperienza in questi due ambiti che mi interessano in particolar modo. mi sto informando in giro ma non e' che si trovi molto su milano...

      grazie
      Fra'

      p.s. molto bello anche lovemarks!

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    2. Ciao anche a te e grazie per l’interesse.
      Oltre a quanto scritto da Francesca, in Beiersdorf la figura del Brand Activation Manager ha il compito di proporre e condividere con il management le azioni di comunicazione, sia di tipo tradizionale sia below the line, per il brand ombrello Nivea. Si occupa di valutare le attività di sponsorship, di co-marketing e di tutte le altre attività che riguardano il mondo Beiersdorf. Inoltre ha rapporti costanti con le scuole di design e i network locali di creativi per progetti sperimentali.

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  13. Vi racconto anche io la mia.

    Sono entrata in BDF con uno stage di 6 mesi nelle Risorse Umane (HR) nel 2007, dopo la laurea specialistica in Economia e gestione delle risorse umane e dopo uno stage in una banca d’affari, sempre nella Direzione Risorse Umane.
    Durante lo stage ho affiancato la responsabile Selezione, Formazione e Sviluppo e insieme a lei ho fatto una grande esperienza, in termini di contenuti e di relazioni con i colleghi, perché ho collaborato a tanti progetti interessanti, ho potuto esprimere le mie opinioni, proporre le mie idee e pian piano ho avuto le mie prime responsabilità…non succede in tutti gli stage ed in tutte le aziende!
    Dopo lo stage ho avuto un contratto di inserimento di 18 mesi e successivamente un contratto a tempo indeterminato; un paio di anni fa ho fatto la mia prima job rotation, passando ad un’altra area nella direzione HR che si chiama Compensation & Benefit e anche questo lavoro mi piace molto.

    Per me BDF è stata una nave scuola per le politiche di gestione del personale, con tanta correttezza, tanta serietà e organizzazione.
    Durante l’università non ho fatto esperienze di studio all’estero, ma fortunatamente in azienda c’è un respiro internazionale e collaboro molto con la casamadre tedesca e con i colleghi di Beiersdorf Spagna, Grecia e Portogallo; magari un domani ci sarà l’opportunità di fare un’esperienza di lavoro all’estero nel Gruppo.

    A chi vuole entrare in BDF consiglio di mostrare tutte le proprie qualità e di farsi conoscere sul campo, partendo dal primo colloquio che di solito è un assessment center per posizioni junior. BDF è un’azienda ben strutturata e nella quale c’è sicuramente tanta esperienza e tanta passione per quello che si fa, in qualsiasi funzione aziendale ed è davvero difficile trovarsi male.

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  14. Io sono arrivata in Beiersdorf tramite Bocconi&Jobs e, a un mese e mezzo dalla laurea, ho iniziato a lavorare. Avevo fatto un'esperienza di studio di 3 anni in USA, ma nessuna esperienza pregressa di lavoro (nè stage, nè altro).

    Il mio consiglio a chi vuole approcciare il “mondo” Beiersdorf è appassionarsi e credere nell'azienda e nel marchio. Ed è proprio per la forza dei suoi marchi, soprattutto Nivea, che BDF può essere definita una “nave scuola”: guardare al futuro senza dimenticare il proprio passato. Un marchio leader di categoria, forte e radicato, che consente di comprendere a fondo le dinamiche di miglioramento continuo e godere di un'esperienza a tutto tondo. Specialmente se si devono cominciare a muovere i primi passi nel mondo del lavoro.

    Inoltre, il fatto di essere un'azienda multinazionale, offre la possibilità di "imparare" ancora di più dal confronto quotidiano delle best-practices tra Paesi. Le "ridotte" dimensioni locali dell'azienda, infine, danno dimostrazione e consentono di apprezzare appieno l'importanza del lavoro di squadra e della collaborazione intrafunzionale e interfunzionale nella gestione quotidiana in ottica di miglioramento continuo.

    Qual è l’expertise che posso dire di aver acquisito? La modalità di valorizzazione ulteriore dei prodotti e del marchio tramite strumenti innovativi e qualitativamente superiori alla media.

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  15. I’d like to join the conversation too, sharing my experience at Beiersdorf.

    Coming to my work at BDF, I wanted to work in something with a human touch, where I could relate my work with people daily life. I also wanted to work for an international company with a global mindset and a challenging. BDF, as a world leader in skin care, met both these criteria.

    I obtained my bachelor in Industrial Engineering in Mexico and then worked for a year in a local pharmaceutical company. After that, I moved to Germany for grad-school. During this time I did an internship at Unilever (Pisa Farmaceutica Mexicana) and then joined BDF also as an intern. After graduation I joined BDFs trainee program, Beyond Borders.

    In comparison to my experience abroad, working for a FMCG company in Italy presents some very particular opportunities and also concrete challenges. Italians are very loyal to the brands they love but start a shift towards private labels. The retail market is very fragmented, reducing the dependency to particular customers, but increasing the complexity in portfolio management. I believe that Italians are creative and flexible, while remaining performance oriented. This represents a great strength and allows the development of creative solutions to satisfy our consumers and customers.

    BDF offers great opportunities for development, in diverse functions and even in different locations. Thus, my first advice is to make an honest assessment of your own priorities and about in which areas you would like to develop yourself. Then, inform yourself about the possibilities that BDF offers in these areas (eg. via our website, linkedin, employement fairs, etc.) and approach the company with courage and tenacity.

    BDF is in a very challenging position: it has very powerful competitors, powerful customers, powerful suppliers and customers which are always more sophisticated and demanding. All of this at a global scale! This means that you need to be very quick, innovative, flexible and efficient. This scenario provides a great environment for young professionals to learn and to grow!

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  16. Come ha scritto Francesca, Nivea è un lovebrand e tutti lo conoscono, soprattutto come consumatori. Ma conoscere Beiersdorf è qualcosa di diverso.

    Per quanto riguarda me, ho sentito parlare di Beiersdorf come azienda durante i miei studi all’estero, da uno dei miei colleghi che in quel periodo stava facendo in BDF uno stage. Il mio primo pensiero è stato “vorrei essere al suo posto”. Così, quando quello stesso anno Beiersdorf ha aperto il suo primo temporary shop a Milano, il mio desiderio di entrare in azienda è cresciuto ancora di più. Poi, grazie all’università e al suo network, ho avuto l’opportunità di candidarmi per uno stage e, dopo un colloquio di gruppo e uno individuale, il posto per uno stage in Shopper & Customer Marketing era mio!

    Ho avuto l’occasione di costruire il mio profilo professionale e le mie competenze lavorando in 2 diverse funzioni, cosicchè ho potuto sviluppare una conoscenza del business da 2 diversi punti di vista: questo mi è stato di aiuto nell’essere preparata e nel saper approcciare il lavoro quotidiano in un modo completo ed efficiente. Infatti, lavorare con le vendite e i consumatori mi ha insegnato che capire come funziona il settore è la chiave per comprendere il business. E non conta quanto tu sia junior: è importante imparare velocemente e capire i bisogni dell’interlocutore. La mia esperienza nel marketing invece mi ha dato l’opportunità di imparare come gestire i compiti e dare loro le giuste priorità. Ho dovuto mettere alla prova e migliorare le mie abilità per comunicare con funzioni diverse e colleghi, ma soprattutto la capacità di coordinare progetti che coinvolgono sia agenzie sia dipartimenti interni.

    Durante l’università avevo appreso la capacità di lavorare e confrontarmi con team differenti, composti da persone e culture diverse: i lavori di gruppo svolti su reali business case sono stati un valido aiuto nel comprendere il vero mondo del lavoro, con la possibilità di mettere in pratica quanto imparato sui libri. Naturalmente, il lavoro reale è un’altra cosa.
    I primi giorni in azienda sono sempre un po’ difficili, perchè è necessario comprendere quale è il ruolo di ciascuno e quali sono i processi e le procedure da seguire. In ogni caso, il momento di confusione e sbandamento dura poco, grazie all’ambiente di lavoro che in Beiersdorf consente a ciascun dipendente di sentirsi già da subito parte di un grande team, che è caratterizzato da un forte senso di appartenenza, voglia di cooperare e lavoro di squadra.
    Una grande azienda multinazionale come Beiersdorf offre ai propri dipendenti l’opportunità di essere coinvolti su progetti sia locali sia internazionali. Avere a che fare con un team internazionale è sicuramente un valore aggiunto che allo stesso tempo offre stimoli e sfide. Così, ci si sente parte di qualcosa che è allo stesso tempo grande e coinvolgente.

    Se dovessi descrivere il mio lavoro in breve direi che il marketing riveste un ruolo strategico per un brand e lavorare in un settore del genere significa gestirne i prodotti, dal monitoraggio dei dati di mercato, alla gestione dei budget, dalla comunicazione al coordinamento dei partner di business, dall’implementazione di strategie di lungo periodo in azioni locali, lavorando con tutte le aree dell’azienda.

    Se dovessi, invece, dare dei consigli a quanti vogliano approcciare il mondo del lavoro direi questo: è fondamentale essere curiosi. Cercare sempre di capire come fare di più e meglio. Ascoltare e osservare continuamente cosa succede intorno a sé. Imparare, cogliere ogni consiglio e sfruttare ogni occasione per apprendere di più. E infine: essere appassionati ed entusiasti!

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  17. BDF non è stata la mia prima esperienza lavorativa, ma sicuramente la più lunga e formativa, ogni giorno ho la possibilità di imparare qualcosa di nuovo da tutti in azienda , i miei colleghi, i colleghi delle altre funzioni con cui mi interfaccio quotidianamente, i responsabili, insomma, tutte le persone con cui ogni giorno si affrontano le sfide e i progetti di una multinazionale.

    Ho lavorato in ReckittBenckiser e un anno in Accenture, e ho potuto vedere le aziende sia dall’interno che dal mondo della consulenza, due punti di vista abbastanza diversi, ma ho scelto di proseguire la mia strada in un’azienda. Sono state esperienze molto diverse da quella attuale, in parte perché ero neolaureata, in parte perché ricoprivo ruoli diversi, ma sicuramente non tornerei indietro, e Beiersdorf è l’azienda in cui, se dovessi scegliere oggi, vorrei lavorare.

    In Beiersdorf si può fare tanto, c’è molta attenzione alle persone e si ha la possibilità di fare la differenza e per questo serve entusiasmo, voglia di fare, determinazione, spirito d’iniziativa e tanta passione, ma anche spirito di squadra e capacità di fare team, di lavorare fianco a fianco con i colleghi, condividendo successi e sfide quotidiane.
    Si impara a lavorare in un’azienda con marchi storici ma moderni, in un clima sfidante ma sereno e positivo, in un contesto multinazionale ma al tempo stesso vicino alla realtà italiana e locale. L’organizzazione è molto snella, quindi ci si interfaccia a tutti i livelli, e anche un ragazzo giovane ha la possibilità di partecipare a riunioni internazionali e di essere coinvolto in progetti strategici, in cui è chiamato a dire la sua e a dare il suo contributo. C’è poi la possibilità di fare job rotation all’interno dell’azienda, io ad esempio ho potuto, in soli 4 anni, ricoprire diversi ruoli e sviluppare così competenze in ambiti diversi, vedere approcci differenti e lavorare praticamente con ogni persona in Beiersdorf.

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  18. Trovo questo blog molto interessante soprattutto per persone junior come me a cui interessa molto il settore FMCG ma che non hanno molte conoscenze a riguardo.
    I commenti su Beirsdorf mi fanno capire le infinite possibilità che aziende come questa possono offrire ai giovani dal punto di vista della crescita personale e personale.
    La mia domanda riguarda le modalità di inserimento per profili provenienti da altre realtà, in particolare la consulenza strategica, settore in cui le responsabilità date al singolo seppur junior sono molte ma che non dà quella conoscenza verticale che forse servirebbe per entrare nelle società citate nel blog per vedersi riconoscere l'esperienza accumulata.
    Lavoro in questo settore da circa 1 anno e mezzo, in una delle prime tre società a livello europeo.
    Pensate che profili come questo possano trovare spazio in aziende come Beiersdorf o le altre citate nei precedenti post per posizioni all'interno del marketing senza ripartire dallo stage?
    Sarebbe più opportuno secondo voi fare questo passaggio ora o aspettare di avere una seniority maggiore?

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  19. Scusa ma se sei in consulenza in McKinsey, Bain o BCG chi te lo fa fare di entrare in azienda con un anno e mezzo di esperienza? Fatti altri 3 anni di nottate e week end a lavorare e ti fanno dirigente, poi almeno entri in azienda da manager.

    good luck!

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    1. Sono d'accordo su alcuni punti con te. Ma volevo appunto avere informazioni sul fatto se sia comune o meno il passaggio dalla consulenza strategica a società come quelle citate nel blog, in particolare in posizioni come junior/senior brand manager.
      Per quello mi chiedevo se fosse meglio fare questo passaggio da junior e non con una seniority maggiore che richiederebbe posizioni in cui si potrebbe preferire una persona interna.
      Una persona che lavora in consulenza può avere una forte struttura di base che gli permette di affrontare situazioni complicate e diverse ma non potrà avere le stesse conoscenze verticali di una persona cresciuta internamente.
      Poi a quanto ho letto in giro nei commenti negli altri post, anche in queste società si cresce abbastanza velocemente professionalmente e le responsabilità vengono date fin dall'inizio.
      Ci sono molte differenze in termini di crescita (intesa come crescita a 360°) tra la consulenza strategica e questo tipo di aziende?
      e cmq la consulenza strategica ad oggi non è tutta rosa e fiori, è vero che in 4/5 anni puoi diventare dirigente ma si rischia l'annullamento della persona per la quantità di lavoro e stress correlato.
      Inoltre molti dei progetti venduti soprattutto in questo periodo si allontanano un po' dal concetto di strategico!

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  20. Differenze a 360 gradi: in azienda parti da un lordo che può variare dai 25 ai 30k/anno come assistente. Entro 5/6 anni se fai bene puoi diventare marketing manager, in questo caso hai da gestire un team di persone (almeno 3 o 4) e il lordo parte da 60k euro. Fai presto a fare la differenza…

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  21. Restatene in consulenza e fai il salto tra 3/4 anni. Se proprio vuoi cambiare ora applica per p&g ginevra.

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  22. Onestamente non conosco le politiche HR in merito, ma non ho mai visto consulenti entrare nelle aziende come BM. Invece, al contrario, ho visto BM/marketing manager andare in consulenza. I profili consulenziali nella mia esperienza entrano in azienda a livelli più senior del bm, magari per portare all'interno dell'azienda know how specifici che mancano. Ma questa è solo la mia esperienza, probabilmente ci sono diversi punti di vista HR sulla questione anche a seconda della realtà aziendale.

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  23. Rimango sempre molto affascinato dalla trovate del marketing; anche nelle derive di amployer branding che oggi anche in Italia iniziano a guadagnare spazio: voi siete un esempio! A parte i tecnicismi, gli "inglesismi" utilizzati dai "markettari" (che quando usati da noi italiani a me divertono) io scriverò in questo spazio prendendolo come opportunità di confronto e occasione per parlare a chi, più giovane si accinge a entrare nel mondo del lavoro.
    Io ho lavorato sia in azienda che in consulenza, mi sono occupato sia di persone che di strategia e posso dirvi che non c'è meglio o peggio! Esistono le aziende (che vendono prodotti o servizi) e le "aziende" di consulenza (che vendono servizi che sempre più diventano prodotti). Quello che ci sta dietro è un modo diverso di lavorare e di vivere e far parte (nel senso di prender parte all'organizzazione). Il punto per me rimane sempre la persona. Le aziende garantiscono percorsi di sviluppo definiti, talvolta piu' rigidi ma "sicuri" e prevedibili: con le dovute eccezioni. Le "aziende" di consulenza sono più destrutturate su questo piano perchè puntano a tirar fuori il massimo dalla persona. Ecco perchè come ha scritto qualcuno dagli ambienti di consulenza escono più top manager e, aggiungo io, imprenditori. Si guadagna di meno in azienda che in consulenza ma voglio dire a Junior che iniziano una carriera che se alla loro età scelgono un lavoro per quello che si guadagna (le persone dotate di raziocinio estrapoleranno il giusto significato da questa frase) beh stanno partendo male. Ascoltate voi stessi, investite sulle vostre passioni ma soprattutto divertitevi quando lavorate. Per quanto riguarda l'etichetta di "nave scuola" credo che la partita sia vinta dalla consulenza. Ma anche qui dipende dalle vostre ambizioni. Diciamo che chi ha dei trascorsi in consulenza ha più possibilità di ricoprire ruoli di general manager prima ed in industry diverse, che detta in soldoni significa più possibilità di impiego. La consulenza insegna ad avere (fin da quando si è Junior) una visione organizzativa più ampia, cosa che spesso in azienda non accade. Quello che più conta nell'apprendimento è capire il fine di quello che si fa. I vantaggi sono un più alto livello di motivazione nel tempo, un riduzione della curva di apprendimento e una maggiore capacità di pensare a soluzioni alternative. I contro della consulenza sono i costi umani. Aziende come Nivea, ma non è l'unica, sono molto attente a garantire un livello di benessere molto alto ai propri impiegati. In consulenza questo è impossibile, proprio perché la consulenza come dinamiche è assimilabile più a quelle della libera professione. In altre parole non c'è nessuno che si prende cura di te: grow or out!Mi permetto di puntualizzare su un intervento di Brando (a cui faccio i complimenti per la gestione dello spazio in modo giustamente ironico a volte; proprio come deve essere preso il lavoro! Posso confermati, per esperienza, che le persone che lavorano in azienda e decidono di spostarsi in consulenza rimangono confinati in nicchie, a meno che non ci finiscono dopo 30 anni di esperienza da general manager in azienda, che significa essere diventato un consulente.

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  24. Una cosa importante da dire è che si può lavorare in azienda con un approccio consulenziale, fin dove i le rigidità organizzative lo consentono. Io conosco Nivea e la consiglierei ma non mi sento di dire che sia l'unica nave scuola. Si apprende dove si gli ambienti professionali funzionano e dove c'è un buon humus professionale. Di solito le aziende più attrattive sono anche le migliori, parchè ci vogliono lavorare i migliori e le aziende possono scegliere tra il meglio (quell'antichissima legge delle d/o). La consulenza inoltre impone di sopportare soglie medie di stress molto più alte. In azienda le curve dello stress sono cicliche e prevedibili (con qualche eccezione). Finisco dicendo che bisogna trovare il lavoro giusto per se; il posto che ci permette di valorizzare ciò che siamo e questo lo si può capire solo provando sulla propria pelle. Se avete l'occasione provate e se non vi trovate bene cambiate. La sfida nel lavoro deve essere quella di trovare il lavoro giusto per se non combattere contro il lavoro. Dico ai più giovani di non cedere alle mode professionali, di abbandonare i cliché professionali. Sulle big della consulenza McK, Bain, BCG dico che sono AZIENDE dove si fa consulenza. Per chi volesse iniziare a fare il consulente consiglierei anche di iniziare in società più piccole a gittata nazionale o europea. Auguro a tutti un buon lavoro e soprattutto ai più giovani auguro il lavoro, sperando che lo vadano a cercare ovunque esso sia...visti i tempi! Siete giovani e nati nel MONDO non solo in Italia...spero di aver dato un contributo utile!

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