mercoledì 7 marzo 2012

Trova un nome per i Creativi

I nomi creano aspettative su quelli che li portano. Brand Manager, ad esempio è l'altisonante dicitura riportata sui biglietti da visita dei responsabili di marca, ossia quei dipendenti dei reparti marketing che mediano fra le oscure forze interne ed esterne all'azienda con l'intento di custodire una marca, o quantomeno di preservarla dall'estinzione nel medio-breve termine. Certo l'etichetta internazionale potrebbe evocare figure mitologiche di manager in carriera stile edonismo reganiano anni '80, ma a chiunque abbia mai visto un brand manager di 30 anni chino sulla scrivania alle 9 di sera con il problema del flash promozionale rosso su sfondo giallo, questo quadro appare immediatamente come un esilarante malinteso.

Eppure c’è da dire che il Brand Manager ha un nome. Certo fuorviante, ma pur sempre un sostantivo. Pensate a chi non ha nemmeno quello: i Creativi. I Creativi non hanno neanche un nome, hanno solo un aggettivo qualificativo, "creativo" per l'appunto.
Da qui nasce l’iniziativa “Trova un nome per i Creativi”.

Obiettivo del concorso:
Trovare un nome per la categoria professionale dei Creativi. Un nome che renda giustizia del lavoro svolto ogni giorno con entusiasmo, passione, curiosità da migliaia di professionisti della comunicazione, quindi un nome preciso e precipuo, ma prima ancora, e soprattutto, un nome.

Regolamento:
1)       Possono partecipare tutti quanti hanno avuto a che fare almeno una volta con un creativo o sedicente tale.
2)       Valgono nomi di ogni genere, a patto che riflettano le caratteristiche chiave del mestiere.

Premiazione:
I nomi verranno raccolti per tutta questa settimana e, a partire dalla prossima i lettori potranno votare il vincitore direttamente sul blog.

Il fortunato ideatore del nome vincente non vince niente.  Ma volete mettere la soddisfazione di identificare l’etichetta di una categoria professionale per gli anni a venire? Questo ripagherà comunque il vostro ego e potrete sentirvi geni visionari per un giorno, o due. Potrete anche bullarvi con gli amici, anche se loro non capiranno.

32 commenti:

  1. Non basterebbe semplicemente "comunicatori"? Troppo poco creativo? Eppure comunicatore racchiude tutta una serie di competenze più ampie, come ad esempio ascoltare, sapersi tarare su di un target di riferimento, condividere un senso... pensateci un po' su.

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  2. "Ideas Designer" colui per intenderci che dà forma all'idea

    "Traspensieratore" (prende spunto dalla traslitterazione, colui che transmigra un concetto in qualcosa di visibile o udibile o leggibile)

    "Maestro d'estro" (dal tono un pò retrò con voluto riferimento ai Maestri delle arti e dei mestieri)

    "Interprete di concetto"

    se vuoi ne ho altri...

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    1. Vai Marilisa, a questo punto sei in ballo :)

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    2. Per il momento vado a dormire...ma prometto nuova linfa per domani!!! Queste son venute di getto, ma date le obiezioni, spremerò le meningi che ora sono decisamente secche (svegliarmi alle 6:15 è un'abitudine che non digerirò mai!!!)

      @Anonimo il REPARTO rimane "creativo" chi ci lavora è un idea designer o un traslitteratore, mo non è che puoi pretendere assai tu!!! :P

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  3. Si, ma te l'immagini in agenzia il reparto "Idea design" o "Traspensiero"? Io gli chiamerei Ideatori, del reparto Idee. Una cosa semplice, da usare tutti i giorni. Sennò qualcosa che centra col pensiero laterale, ma qui mi vado a perdere...

    Leti

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  4. Creativo sarebbe un aggettivo qualificativo? Squalificativo semmai.

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  5. Mi piace il concetto di ideatore/ideazione, magari con un gioco di maiuscole (ideAzione) che dichiara l'obiettivo di avere idea effettivamente utilizzabili e non fuffa sterile.

    In generale, pero' l'opinione (e chiarisco che e' solo UNA opinione, la mia, basata sulla MIA espeienza personale.. quindi, vale 1) il termine stesso "creativi" applicato alla qualit'a media che vedo in Italia.. suona grottesco e sarcastico...
    Scusate, ma la penso cosi', fatte salve alcune brillantissime eccezioni.

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  6. antonella meoli8 marzo 2012 10:11

    Ho sempre avuto qualche imbarazzo nel definirmi "creativo" e tuttavia è una definizione meno arrogante di quanto può sembrare. Proprio per umiltà viene usato l'aggettivo sostantivato in luogo sostantivo "creatore".
    Nella Bibbia il Creatore permette all’uomo di partecipare al processo creativo concedendogli la facoltà di dare un nome agli elementi del creato.

    "Dio, il SIGNORE, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l'uomo gli avrebbe dato. L'uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campii" (Genesi 2:20-21).

    E che dare un nome sia un atto creativo è fuor di dubbio.

    “In epoca arcaica non si distingueva tra parola e cosa …
    Le prove di questa indistinzione tra linguaggio e realtà sono nell'analisi di diverse culture primitive dove sussisteva la convinzione che conoscere il nome del nemico vuol dire esserne padroni e poterlo così sconfiggere.
    Così anche in molte teogonie orientali come nel poema babilonese Enûma Eliš, che tratta della creazione e nei testi indiani come la Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad e il Ṛgveda e nelle credenze religiose sumere, egiziane e anche romane il dio creatore è colui che crea pronunciando il nome della cosa creata: senza nome non esiste la cosa e il nome da realtà alla cosa. « Quando in alto il cielo ed in basso la terra non avevano ancora ricevuto il loro nome, niente esisteva.... »
    Così anche nella Bibbia nel testo della Genesi Dio crea la luce pronunciandone il nome: « Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. » (Wikipedia, Filosofia del linguaggio)

    “Dare un nome” è un atto creativo ed equivale alla facoltà di elaborare il linguaggio. Dunque l’unica vera capacità creativa dell’uomo è nell’invenzione del linguaggio.
    Il nostro mestiere, quando è ben fatto, consiste proprio nella capacità di elaborare linguaggi. E ogni giorno proviamo a farlo utilizzando elementi noti in modo nuovo e originale, distintivo, coinvolgente. La nostra creatività non è creare dal nulla, Dio non lo concede all’uomo, ma creare il nuovo stabilendo nuove connessioni tra ciò che esiste.
    Spesso, troppo spesso, non riusciamo a farlo: a volte per nostra incapacità, più frequentemente perché i clienti ci chiedono di utilizzare solo la funzione referenziale del linguaggio, la meno creativa di tutte e anche la meno efficace.

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  7. Antonella, questi preziosi spunti che a mio modo di vedere rendono la questione ancora più interessante. Un aspetto centrale che sottolineerei è quello del creare stabilendo nuove connessioni tra ciò che esiste. Per come la vedo vuol dire creare connessioni fra due idee differenti (simbolo) ma anche creare legami fra le persone e le marche. In questa capacità di sintonizzare una marca (e le sue storie) sulla stessa lunghezza d'onda delle persone a cui questa si rivolge io identifico il più alto obiettivo della comunicazione pubblicitaria. Quindi partirei proprio da qui per cercare un nome (sostantivo) ai creativi. Mentre tu, se ho capito bene, sei per mantenere l'attuale etichetta. Se è così inseriamo "Creativi" in concorso. Ci sta anche un'opzione conservativa.

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  8. antonella meoli8 marzo 2012 11:30

    No, non sono particolarmente affezionata al termine creativo che, anzi, mi procura qualche imbarazzo. Volevo solo spiegarlo meglio. Tu mi parli di un fine, creare legami tra persone e marche, io ti parlo di un processo. Tu scrivi cosa dovrebbe fare un creativo, io mi riferisco al come. Per questo tu cerchi nomi, io mi accontento di aggettivi e avverbi.

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  9. E' corretto quello che dici Antonella. Sono due punti di vista diversi e complementari. Io di solito cerco di capire prima l'obiettivo, poi la strategia. Prima il cosa, poi il come. Prima il nome, e poi l'aggettivo.

    Se non ti va di partecipare con una proposta "sostantiva", il tuo punto è chiaro. Grazie per le tue osservazioni che arricchiscono comunque il topic con il punto di vista da insider creativo di grande esperienza.

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  10. Ma perchè in pubblicità non si può dire "autori"? E' così semplice, chiaro, abbastanza ampio da includere copy e art... poi ci saranno autori creativi e altri meno creativi, ma nessuno può negare che sono autori! Vi immaginate se gli sceneggiatori cinematografici si chiamassero creativi di default? GLi sceneggiatori di Guerre Stellari e Vacanze di Natale sarebbero entrambi parimenti "creativi"? No, sono entrambi autori, i primi creativi, i secondi no. Poi magari al botteghino fanno gli stessi numeri, ma questo è tutto un altro discorso.

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  11. Risposte
    1. Canevolante, questo oltre che generico potrebbe essere spesso falso. Un piccolo sforzo per essere più precipui...

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    2. "Cantastorie" ... oppure, per coloro che hanno il morbo di kotler come me, "story teller".

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  12. All'inizio della mia "carriera" di creativo pubblicitario, per diversi anni ho avuto pudore a definirmi art director, vedevo l'altisonanza del nome non commisurata alle mie capacità (della serie: chi si loda si sbroda) ed anche superiore al termine Brand Manager a cui fa riferimento il blog qui sopra. Semmai era il termine copywriter che mi faceva pensare ad un "mezzemaniche" chino sulla scrivania.
    Certo, da allora la mia percezione è cambiata un bel po', almeno da quando la definizione art director è certificata dallo smanettare su Illustrator e Photoshop e, per effetto rebound, la considerazione del suo compagno della coppia creativa; tuttavia credo che i due termini siano ormai radicati e sufficienti ad identificare le rispettive professioni.
    Se poi il neologismo riguarda la definizione generica di "creativo" allora sono d'accordo sulla necessità di trovare un termine più idoneo, soprattutto perché l'attuale è decisamente fuorviante: art e copy non creano. Semmai cercano, modificano, sviluppano, adattano.
    Mi verrebbe da suggerire: Communication Developer.

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  13. Se paragoniamo l'agenzia ad un'azienda e confrontiamo i reparti avremo che le vendite corrispondono ad un reparto account, la contabilità è contabilità, la produzione è produzione. E l'equivalente del reparto creativo in azienda? E' esattamente la ricerca e sviluppo, come scrive Anonimo nel suo commento. Ricerca & Sviluppo fa nella pratica i prodotti che il marketing e le vendite vendono ai clienti. Allora l'idea di Sviluppatori e Reparto Sviluppo non è niente male. E siccome è un'agenzia di pubblicità non c'è bisogno di ulteriori specifiche, si capisce cosa sviluppano, no?

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  14. Vedo Donald Draper disgustato nella foto sopra nel post, che si tiene come se avesse dei dolori 'de panza'. Ogni lavoro dovrebbe avere un nome che ricorda alle persone ogni giorno quello che devono fare. Il manager deve gestire (persone, budget, progetti, processi...) il venditore deve vendere, il ricercatore deve ricercare. E' tanto semplice. La domanda è: creativi, ma voi, che fate?

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    1. giovanni pagano9 marzo 2012 14:48

      mi sembra una buona impostazione
      vangrimm

      noi comunichiamo
      quindi "comunicatori" potrebbe essere una buona definizione
      meno creativa di "creativo"
      ma più corretta

      alla fine il creativo non sempre crea
      soprattutto in italia

      mi iscrivo con "comunicatori"
      però se vinco una parte del merito e del non-premio è di vangrimm

      giovanni pagano

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    2. Giovanni, io avrei detto Pubblicitari, visto che alla fine i creativi fanno le pubblicità. Anche se oggi forse è un po' troppo limitante e settoriale, probabilmente comunicatori è la soluzione che preferisco. Condividiamo allora il merito e il non premio. E andiamo a vincere!

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    3. giovanni pagano9 marzo 2012 18:55

      mmmh vangrimm
      pubblicitari sono anche gli account

      se entri in un'agenzia e cerchi art e copy
      chiedere dei "pubblicitari" non è sufficientemente segmentante

      "comunicatori" invece sono solo loro
      gli ex creativi
      però è vero che che pensare a un "reparto comunicatori" mette un po' ansia

      passiamo a "ideatori"?
      in questo caso però perdonami vangrimm
      mi sento più debitore nei confronti di marilisa

      giovanni pagano

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  15. nell'azienda dove lavoro oggi sono noti come "pettinatori di bambole" (questo la dice tutta sulla modernità e sulla visione strategica dell'azienda dove lavoro!)

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  16. 1. Attuatori.
    2. Trasformatori

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  17. Il Fantasista

    Il Maieutico (colui che aiuta a dare alla luce...un concetto/idea ecc)

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  18. I creativi dovrebbero cogliere il cuore dell'oggetto da comunicare e, colta l'aspettativa e l'esigenza del target, amplificarne il contenuto comunicandone efficacemente l'aspetto 'risolutivo'.
    Per questo li chiamerei 'hypers'.

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  19. Steso su un prato con le mie mogli pelose (Cuba e Mocia Lady Vileda) cerco di riprendermi da una settimana che mi ha esaurito. Cederei a Hypnos, il dio del sonno. Ma questo post e i commenti mi intrigano, attivando un proto sfrigolio neuronale, mio malgrado. Associazioni libere quanto le vie dei canti mi fanno incontrare Freud e Chatwin.
    Le buone campagne pubblicitarie sono fatte della stessa materia dei sogni. E ne condividono le finalità negoziative rispetto alla rimozione.

    Forse i creativi pubblicitari sono dei "cantasogni". Nostro scopo è mostrare alle aziende le vie dei conti che tornano, portando avanti e non indietro l'immaginario di tutti.
    Proposte alternative (ai Brand Manager ne piacciono tre): "phantasos" o "oneiroi"

    Sono sdraiato su un letto d'erba, lo ammetto. Ma quella che sto fumando è una Camel gialla liscia.
    Baci
    m.
    (massimo guastini)

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    1. Il brand manager accoglie volentieri la proposta raccomandata dall'agenzia, seppur suggestionato anche dalla forza misteriosa delle apparizioni oniriche :)

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  20. Mah! Nella mia ex ex agenzia fui proprio incaricato di battezzare me stesso e un paio di altri nel medesimo ruolo... alla fine vinse un pretenzioso "Concept Developer". Preferivo un più ironico "Concept Provider". Ma adesso dico "Creatore" e passa la paura.

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  21. ah forse no, "Creatore" c'è già in Tron e simili :)

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  22. Concept provider non è male. Un po ' come un falegname delle idee...

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  23. esatto, mi piaceva perchè univa l'aspetto immateriale con il pragmatismo della fornitura di un servizio.

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  24. Geniale!! Internet come sa darvi i contenuti, ma soprattutto come toglierveli e magari fare altri soldi. Ciao a tutti

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