domenica 11 novembre 2012

Choosy or cheesy, è questo il problema?

Non se ne può più di ragazzini arrogantelli e viziati che pretendono di trovare il lavoro dei loro sogni solo perchè hanno studiato cinque anni all'università. Ma lo volete capire o no che dei vostri problemi di collocamento non importa niente a nessuno?

Se non trovate lavoro nel marketing significa che non fa per voi, provate da qualche altra parte. Che ne so: Esselunga cerca allievi capo reparto per i suoi punti vendita, o vi fa troppo schifo svegliarvi alle 6 della mattina per aspettare il camion dei formaggi?

Il punto è semplicemente che le università hanno sfornato troppi dottori in qualcosa e adesso non sappiamo davvero che farcene. Abituatevi all'idea che non farete il lavoro per cui avete studiato. Toglietevelo dalla testa, tanto non sarebbe stato comunque un granchè.

E' questo il problema?


"Ciao Brando,

ti scrivo da Londra, giusto per mettere in chiaro da subito che le cattive abitudini riguardo al lavoro non esistono solo nello Stivale.

Il problema è che, in questa cella senza nemmeno finestre dove stiamo io e il mio collega, non stiamo facendo fotocopie, e nemmeno il loro equivalente digitale. Stiamo infatti portando avanti in tutto e per tutto l'attività online di una startup, partendo dal sito web che regolarmente aggiorniamo, alla cura delle piattaforme FB e Twitter, l'attività di vendita su Amazon e E-bay, più CRM con i (pochi) consumatori che abbiamo e conseguentemente la gestione di scartoffie varie, fatture ecc. 
Di recente abbiamo anche creato e spedito questionari personalizzati per ottenere dei feedback, raccolto i risultati e stiamo cominciando a muoverci per trovare dei distributori per un prodotto appartenente al settore food&beverages.

Per quanto mi renda conto che non possa essere considerata una vera e propria attività lavorativa, non trovo assolutamente giusto che si debba essere costretti a farlo a gratis, in virtù del fatto che sei appena laureato (nonostante la sottoscritta sia ormai a quota 4 in quanto a stages, in quanto ne ho svolti anche mentre studiavo, e portandomi anche a casa il lavoro a volte) e che la scusa è sempre la stessa: non hai sufficiente esperienza per accedere ad un "lavoro vero". 

Ora, perchè accetto, ti chiederai.
Perchè, nonostante per sostenermi in quella che è a tutti gli effetti la città più cara d'Europa sia costretta a lavorare anche il sabato e la domenica, non riesco a trovare altro sempre a causa del problema dell'esperienza (so bene di non essere una sciocca, nè una lavativa e ho una laurea in marketing a pieni voti).

Quindi, da brava economista, ho ritenuto opportuno fare un bilancio dal quale è emerso che questa melma è meglio del non far niente. E che in più sto comunque praticando l'inglese sul posto di lavoro e ne sto approfittando per passare del tempo a cercare di capire come funzionano le dinamiche del web, informandomi e cercando di fare paragoni con quello che ho materialmente davanti.

Specifico che ho conosciuto altri ragazzi nella mia condizione qui, quindi non credo di potermi ritenere un caso isolato.

Accarezzo l'idea di tornare in Italia in questi giorni...ma so che la situazione sarebbe uguale, se non peggiore e almeno qui sto imparando bene l'inglese.

saluti
Federica"

10 commenti:

  1. Io non lo so se il problema è che non sono disposto ad abbassare le aspettative, ma il punto è di quanto le devo abbassare? Mi sono laureato a 24 anni in economia con un buon voto iniziando stage curriculare prima ancora della laurea ed ora ad una anno dalla laurea non sono stato confermato al termine del secondo stage. Mi sono occupato di marketing dei prodotti bancari lavorando con la stessa responsabilità, determinazione e precisione dei miei colleghi assunti, ma alla fine guarda un po' non c'è posto! Così al momento sono praticamente a spasso... Potrei pensare di essere io sbagliato, ma conosco molti altri nella mia situazione o che si approssimano a cominciare il terzo stage. Qui nessuno assume uno che ha solo esperienze di stage e non si assume neanche al termine dello stage, eppure sto cercando un semplice lavoro in un'azienda di marketing FMCG non una posizione da direttore generale! Se non hai esperienza nessuno ti fa cominciare, perciò mi pare di trovarmi punto e a capo come se fin'ora non avessi fatto nulla. I miei si chiedono perchè non torno a casa nel soleggiato sud e francamente anch'io non so che senso ha stare a Milano in perdita? Scusate lo sfogo ma è un periodo proprio NO, pergiunta approfitto di essere coperto da anonimato per non dover fare la parte di quello che ci crede che tanto va tutto apposto, la verità è che non si può che essere scoraggiati a furia di prendere solo schiaffi.

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  2. Abbassare le aspettative?

    Mica si sta parlando di fare l'astronauta o di scoprire la cura per il cancro, si tratta di trovare un lavoro attinente al proprio percorso di studi (e non studi tipo scienze dell'aria fritta)...non mi sembra una grande richiesta...

    Sono nella tua stessa condizione...ma davvero, scoraggiarsi non serve a nulla. Essere senza soldi mi ha fatto capire che nella vita corriamo dietro a cose che spesso non ci servono.

    Se hai da mangiare e un tetto è sufficiente, per un po':spesso mi rifugio nella musica.

    Non sono una persona ottimista, in generale, ma andiamo avanti...qualcosa prima o poi succederà.

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  3. Caro anonimo,
    ti cito perchè non è la prima volta che sento questo discorso e non credo voi vi rendiate conto di quello che dite: "eppure sto cercando un semplice lavoro in un'azienda di marketing FMCG".
    L'Italia è fatta per il 95% di piccole e medie imprese: il nostro paese (per non parlare del mondo) non è fatto di L'Oreal e P&G, mettetevelo in testa!
    Quello a cui aspirate non è affatto semplice nè ve lo meritate perchè siete laureati o avete stage e lavori vari all'attivo.
    RIDIMENSIONATEVI, non potete sentirvi sfigati o demoralizzati perchè non lavorate in una delle 10 top companies del mondo, diamine!
    Non la prendere male lo dico con intento costruttivo. Un saluto

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  4. Cara Angie,
    non dico che sono demoralizzato perchè non mi chiamano a per entrare in una delle prime 10 aziende al mondo, solo che queste sono aziende dove è più facile imparare e anche avere livelli di stipendio interessanti, specie per chi lavora nel marketing che in altre relatà è più snobbato come funzione. Io alla fine vorrei fare un lavoro dove posso mettermi alla prova con un minimo di autonomia, non solamente fare diapositive in power point seguendo lo schemino a matita del marketing manager. Ho visto altri miei colleghi dell'università entrare in L'Oréal e Unilever e ora non per essere presuntoso, ma credimi che non erano niente di speciale...

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  5. Angie,
    non per essere puntigliosi, ma FMGC significa Fast Moving Consumer Goods, e se stai leggendo questo blog dovresti anche saperlo.
    Detto ciò, il desiderio di lavorare per un'azienda collocata in tale settore non implica di voler entrare a tutti i costi in Unilever, in quanto in Italia ci sono molte, molte PMI che si occupano di tali prodotti e dove l'attività di marketing può comunque essere interessante e stimolante.
    Il problema è che neanche quelle ti considerano e, se lo fanno, cercano qualsiasi escamotage pur di non pagarti o di pagarti una miseria (e per miseria intendo 250 EURO AL MESE).
    Mi spiace ma forse non hai capito il nocciolo della questione, ed è cristallino che quando hai trovato tu un impiego hai avuto la possibilità (e la fortuna) di approcciarti ad un mondo del lavoro guidato da logiche diametralmente opposte.

    Saluti

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  6. Ciao Marta,
    ho 27 anni, ho inviato centinaia di CV, ho fatto almeno una decina di colloqui e 4 stage.
    Mi sono accontentata parecchio nei primi tre anni dopo l'università, come mansioni, aziende e retribuzione. Ma è inutile che io scenda nel dettaglio, credo di essere nella media italiana.
    E adesso lavoro in una multinazionale FMCG.
    E ritengo comunque di avere un gran c**o.
    Ciao

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  7. Scusa ma allora non capisco il tuo commento precedente.

    Qui si parla solo di come salire SUL PRIMO SCALINO di un percorso che dopo sacrifici vari può portare ad un impiego soddisfacente. NON dell'aspirazione a diventare Product Manager a 25 anni in Unilever con uno stipendio a 5 cifre.

    E se dici di aver fatto 4 stage dovresti ricordarti bene come ci si sente, salendo quella scala.

    Ciao

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  8. Chiedo scusa per il gusto della provocazione ma davanti a questa frase di anonimo rimango sgomenta:"Ho visto altri miei colleghi dell'università entrare in L'Oréal e Unilever e ora non per essere presuntoso, ma credimi che non erano niente di speciale..."
    Io amo i dubbi e i sofismi per cui: se i colleghi d'università di Anonimo hanno trovato un lavoro in L'Oreàl e in Unilever forse la situazione è appena meno plumbea, e forse Anonimo un po' presuntuoso lo è, e, sempre forse, i suoi colleghi sono lievemente più speciali di lui.
    Purtroppo la vita non è un sillogismo, non è detto che si faccia sempre e solo quello che si vuole o che si sogna o che si è studiato all'università. Non c'è un diritto naturale o positivo che ci garantisca di fare il lavoro che ci piace. Neanche in USA dove la costituzione sancisce il diritto alla ricerca della felicità. Appunto alla ricerca non al conseguimento.

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  9. Ciao Lacò, ero in pg e ti assicuro che di dementi ce ne erano anche lì (meno che proporzionalmente vs media altre fmcg ovviamente). Detto questo basta farsi qualche giro su linkedin: è piuttosto lampante che ci siano persone senza arte nè parte parzialmente miracolate (ie gente che entra a unilever a 27 anni come abm senza exp rilevante o brand manager che come unica esperienza precedente avevano la confartigianato -.-).
    Io ho 26 anni, un indeterminato e lavoro per una multinazionale (non fmcg) per cui posso ritenermi sufficientemente fortunato ma mi rendo conto che la situazione fuori è catastrofica. Sono finite le vacche grasse, anche nel largo consumo

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    1. Le vacche grasse sono finite molto tempo prima che iniziassimo ad accorgecene

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