domenica 25 novembre 2012

Con agenzia/senza agenzia: trova le differenze

Oggi vi propongo un giuoco. Qui sotto trovate due pubblicità trasmesse in questi giorni dalla TV. Una delle due è stata realizzata nella maniera tradizionale, ossia un'azienda ha contattato un'agenzia e le ha chiesto un film che comunicasse un messaggio chiave attraverso un'idea, mentre l'altra pubblicità è stata realizzata dall'azienda senza l'intervento dell'agenzia di pubblicità. 


Partecipare è semplice, basta scrivere nel vostro commento:
1) quale dei due spot è stato realizzato SENZA agenzia?
2) quali sono le 3 differenze fra i due spot?
Il vincitore si aggiudicherà 5 minuti di gloria oltre ad una cospicua dose della mia stima.

Ecco a voi i due film:
Fineco - Semplice come respirare

Ferrarelle - Bevi, digerisci e gusta
Grazie a LaCò per il suggerimento.

24 commenti:

  1. 1) Nella prima il messaggio (benefici) è chiaro. Nella seconda manco c'è, il messaggio.
    2) Nella seconda c'è il testimonial.
    3) Nella seconda c'è una qualche caratterizzazione geografica, per motivi che tuttavia mi sono oscuri.

    La prima è stata realizzata SENZA agenzia.

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  2. A bruciapelo direi che la prima è stata fatta con agenzia e la seconda senza.

    Differenze:
    1)Reason why (nella prima c'è, nella seconda no)
    2)Uso della comunicazione emozionale (nella prima, nella seconda tentano di strappare un sorriso ma non ci riescono: è un siparietto trito e ritrito nel panorama pubblicitario italiano)
    3)Testimonial (nella prima manca. Banale, scontato, grossolano e poco convincente nella seconda)

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  3. Che ridere Ferrarelle che cerca di buttarsi alle spalle "liscia, gassata, Ferrarelle" ma poi si caga sotto e lo lascia in sovraimpressione senza voice over. Comunque carina l'idea di Fineco, anche non so se per una banca sia sufficiente parlare di semplicità... perchè dovrei passare a Fineco? Cosa ci guadagno?

    Comunque: Ferrarelle senza agenzia, infatti (1)non si capisce cosa vuole dire, mentre Fineco è semplice e chiara. Poi (2)Ferrarelle è molto locale, per chi non apprezza l'inflessione del bambino o non conosce gassman è del tutto piatta, (3) Ferrarelle è parte di un ciclo di spot con un filone narrativo.

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  4. Soltanto a me sta sul cazzissimo il bambino robertino?

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  5. la seconda è stata fatta senza agenzia.
    i marketing manager che conosco io non inventerebbero mai una pubblicità in cui il nome del brand appare solo dopo trenta secondi, un'agenzia si!

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  6. a naso e con cattiveria:

    - la prima è fatta da un'agenzia, è chiara nei principi ma ha un'esecuzione leccatina e una tragica incapacità di dare un benefit concreto al consumatore;
    - la seconda è molto peggio. sembra un'azienda che ha capito tutto su come fare pubblicità (magari qualche BM è anche un ex pubblicitario, oppure hanno 'consulenti esterni') ma è talmente irrilevante e cafone che mi auguro nessun professionista della pubblicità l'abbia concepita e realizzata.

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  7. Non so quale e' stata fatta da una agnzia e quale no.

    Se le cose nel mondo andassero secondo logica, la prima sarebbe chiaramente frutto del lavoro di chi ci capisce qualcosa in esecuzione di comunicazione, e la seconda, manifestamente, no.

    La prima e' vittima della sua qualita', e per agganciare la Brand Promise a un insight "alto", la prende un po' troppo alla lontana, e si annacqua un po' sul beneficio intrinseco.
    Tipica patologia da agenzia, che non si sporca le mani con le cose del mondo terreno, tipo gli intrinseci di prodotto.

    La seconda, mi farebbe pensare a delle scorciatoie nel processo di creative development.

    E' semplicemente atroce.
    Gloriosamente, pervicaemente Sbagliata in tutto.
    Dallo storyboard al montaggio, all'audio impastato che non si capisce (e forse non e' un male).
    E per di piu' irritante, nella sua volgarita' stracciona, per l'uso del testimonial, che cosi' piace alle R.A., cosi come il bambino napoletano che strizza l'occhio alla becera italianita' da cinepanettone.
    Raramente ho visto brand di questa nomea portare al proprio consumatore un lavoro cosi' insulso, cosi' orrendo, senza appello.

    O forse era il manifesto di una nuova comunicazione Dadaista.. chissa'.

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  8. La prima con, la seconda senza ( ma sulla seconda, ho cmq dei dubbi...un po' da spy story...)

    Nella prima c'è:
    - una chiara scelta copy: non così strabiliante, ma precisa. E portata avanti dall'inizio alla fine.
    - Un taglio registico curato, segno che la casa di produzione è stata ben brieffata.
    - C'è una musica in linea con le immagini e con il messaggio, probabilmente dovuta ad una buona scelta a monte.
    Non uno spottone, ma un lavoro, per gli standard odierni, che si lascia guardare.

    ( - Ci sono 10 secondi finali di "burocratese" presi pari pari dal ppt....)

    Il secondo spot...beh... non ne abbiamo parlato abbastanza....?

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  9. Il primo film è fatto da un'agenzia, anche se con la consueta superficialità nella scelta della metafora. Il secondo è uno sketch post-carosello contrabbandato da pubblicità.

    Perché parlo di superficialità nella scelta della metafora? Perché è vero che respirare è un atto complesso MA è anche tutt'altro che semplice o consapevole per la maggior parte delle persone. Si può dire che la maggior parte delle persone nella civiltà occidentale non sa respirare e non ne è consapevole, esattamente come non sa gestire il proprio denaro e non ha la minima idea di cosa ne farà la sua banca, compresa quella dello spot.

    Per esempio, il tipo di respirazione descritta nello spot ("contrai i muscoli intercostali, espandi il torace e dilata i polmoni, appiattisci il diaframma e ripeti tutto per 16 volte al minuto") se adottata costantemente come suggerito comporterebbe problemi cardiocircolatori. Comporta problemi anche il fatto di espirare con la bocca, cosa che andrebbe normalmente evitata, salvo durante la pratica atletica intensa. La respirazione naturale a riposo prevede di contrarre il diaframma dilatando leggermente l'addome, senza neanche coinvolgerli, i muscoli intercostali, utilizzando il naso sia per IN-spirare sia per Espirare. Inoltre i tipi di respirazione rappresentati nello spot sono tutt'altro che naturali (1. quella che sembra una specie di iperventilazione, tecnica pericolosa e superata, prima di un tuffo in apnea, 2. soffiare le candeline, 3. respirazione pre-parto, 4. suonare la tromba, 5. gonfiare un canotto) e, a parte la respirazione pre-parto, non sono neppure normali atti respiratori (quelli che, come dice lo speaker, si compiono 16 volte al minuto). Sono invece atti in cui si usa il fiato immagazzinato per fare altro (nuotare in apnea, spegnere le candeline, suonare, gonfiare un oggetto di plastica).

    Insomma, uno spot profondamente diseducativo e disinformato per quel che riguarda la respirazione, e forse anche per quel che riguarda la gestione del denaro.

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    1. Grazie Brando per aver ospitato il mio suggerimento.
      Come prevedento i commenti sono tutti molto interessanti e liberi dai noiosissimi livori che si leggono altrove.

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    2. ....è appena uscito lo yoghino che è in te...?;)

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  10. A domanda rispondo.

    Direi che lo spot Fineco è stato prodotto da un'agenzia, mentre quello Ferrarelle no. Anche se ho i miei dubbi visto che persino agenzie pluri premiate si piegano al più vile servilismo pur di incassare il budget stanziato. Cosa che tradotta in termini creativi vuol dire "Nessun insight".

    passiamo all'analisi degli spot:

    1)Il primo parte da un'idea espressa da una similitudine. Gestire denaro può essere un atto semplice e trasparente come respirare, oppure NO. Il concept viene comunicato secondo tutti i sacri crismi dello spot TV. Si parla di qualcosa che è apparentemente lontana dal messaggio che si vuole comunicare. Lo si fa seguendo un fil rouge e usando spezzoni emozionali per poi esplicitare la metafora a fine spot.
    2)Il primo è studiato in maniera intelligente. Parte da un'idea e non necessita del Testimonial per dare nell'occhio, abbattendo così i costi di cachet.
    3)Il primo pubblicizza un servizio che può risultare innovativo nel labirintico mondo delle banche.

    1)Il secondo, a mio parere, non ha un'idea forte di fondo. Lo spot è incentrato sulla caratterizzazione del personaggio (il bambino), un banalissimo carosello.
    2)Il secondo necessita del Testimonial per essere riconoscibile.
    3)Il secondo non offre nulla di nuovo, evidentemente è stato realizzato solo per Brand Awareness.

    Poi, questo è solo il mio punto di vista.


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  11. Il primo con Agenzia, il secondo no.

    Senza dilungarmi sulla comunicazione e sulla sua efficacia (cosa che è già stata analizzata - e bene - sopra)il perchè è semplicemente la speranza di credere che United 1861, una delle migliori agenzie italiane e vincitrice dell'ultimo budget Ferrarelle, NON arrivi a questi livelli pur di tenere il cliente.

    Sarebbe un simbolico epitaffio per la pubblicità italiana.

    E la speranza, in questi casi, è l'ultima a morire. Spero.

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  12. Sei un bugiardo (e questo lo dici anche tu) e menti sapendo di mentina ;-) sono tutti e due con agenzia. Sono i diversi ed estremi risultati a cui puó giungere la collaborazione con l'agenzia.


    Cartonaro

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    1. ho detto questo? certamente mentivo. Con la variante all'Eucalypto...

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  13. comunque nella seconda c'e' un devastante errore di registrazione. a un certo punto cambiano l'angolo di inquadratura senza alcun senso facendo apparire in background centinaio di bottiglie ferrarelle. al di la' dello stacco dilettantistico, ma dalle precedenti inquadrature non sembra di poter rilevare spazio sufficiente sulla scena per quel set di scaffali con le bottiglie...

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  14. La prima ha:

    -Struttura classica scaturita da brief azienda->agenzia = Quale e' il mio marketing challenge? La gente non crede che Fineco sia una banca 'approachable''. Quale e' il mio communication goal? far capire alla gente che con Fineco le cose sono semplice. Et voila', concept del 'Semplice come respirare' partorito dall'agenzia, che tuttavia e' costretta dal marketing director a 'stendere' il consumatore alla fine con l'elenco dei servizi aziendali.
    -Poco prodotto/Brand - l'idea creativa e' predominante, l art director ha vinto, ma ha dovuto accettare di dirlo almeno 1 VOLTA 'Fineco'. (fosse stato per lui, l-avrebbe lasciata unbranded, con un asterisco in times new roman 1 in basso a destra: By Fineco).
    -VO, Musiche, registrazioni curate nei dettagli

    La seconda e' buffa, non professionale ma simpatizzo per A. Gasmann perche' l'ho incontrato a Maui per due anni di fila!

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  15. Squillo di trombe. Udite, udite: è giunto il momento di dichiarare il vincitore... che chiaramente non esiste, non essendoci 3 risposte giuste. O forse ne avevo formulate 3, ma non vuol dire che fossero quelle giuste, e ora sinceramente non le ricordo.

    Mi pare, invece, che fra le diverse risposte interessanti/sorprendenti/alcune esilaranti nello stile :) si possano individuare alcuni minimi comuni denominatori, che possono sembrare scontati, ma forse non lo sono. Ed in particolare:
    1) a tutti è lampante quale sia lo spot che NON ha visto la partecipazione di un'agenzia
    2) nessuno ha preferito questo film. Questo indipendentemente dal fatto che si pronunciasse un pubblicitario o marketer. Qualcuno l'ha anche demolita, devo dire deliziosamente.
    3)in agenzia si dice "10 secondi finali di "burocratese" presi pari pari dal ppt" mentre in azienda si dice "intrinseci del prodotto" ;)

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  16. Brando è sempre meraviglioso leggerti :)

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  17. non saprei rispondere, faccio l'avvocato.
    però posso dire che la prima mi piace, la seconda è orrida e senza senso (ma c'è gassman sprecato). la prima tra l'altro, per chi sappia qualcosa di banca, è molto chiara nel beneficio: semplice da usare e gratuita, però ti fai tu le robe da casa e non vai allo sportello (che forse è un terzo vantaggio!).

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