domenica 2 dicembre 2012

Bersani vs Renzi: tu chi compri?

Il mercato è un luogo democratico. Nel mercato non importa chi compra i tuoi prodotti, l'importante è solo venderne di più. Chi vende di più è il leader di mercato. Così è anche la democrazia: in democrazia ogni voto è uguale ad un altro. La democrazia non fa differenze di sesso, razza, età o religione. In democrazia valgono i voti di gentaglia come xenofobi, stupragalline e marchettari. Alle urne ognuno vale uno.

Io lavoro sul mercato. Quando vendi prodotti sugli scaffali del supermercato la cosa più importante è fornire, con la tua marca, una proposta che interpreti il sentire, e intercetti le necessità, di un gruppo di persone rispetto ad un determinato ambito di bisogni. Chi meglio interpreta un sentire comune al maggior numero di persone e riesce a formulare una proposta capace di rispondere efficacemente alle necessità, latenti o manifeste, del maggior numero di persone molto facilmente sarà il leader. Così come avviene anche in politica.
Ma la domanda che tutti si fanno in queste ore è: chi sarà in grado di intercettare il target più ampio all'interno dell'elettorato del centro sinistra e di dar voce al suo sentire? E la risposta probabilmente è: Maurizio Crozza.

8 commenti:

  1. "fortunata la patria che non ha bisogno di eroi" (brecht)

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  2. Renzi - Kinder - Novità.

    Non sto qui a parlar di politica, trovo che dopo il commento di Carlinhos ogni altra parola sia ridondante.

    M'intriga Kinder - Novità. Trovi che Kinder sia un brand innovativo?

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  3. Fortunata la patria Carlinhos...

    LaCò,
    quando un prodotto è nuovo non ha bisogno di scrivere "nuovo", anzi "NUOVO". Per cui kinder non sarebbe il prodotto migliore per rappresentare Renzi, ma non ho saputo resistere al confronto con l'innocente pupo kinder.

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    1. Non è piaggeria ma ti trovo geniale.

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    2. lo sai che la stima è reciproca :)

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  4. Viviamo in un paese così gerontoclinicamente morto che nulla potrà cambiare. Pensiamo che siano i politici ad essere "vecchi ed attaccati alla poltrona" ma in realtà c'è tutta un'ampia classe di vecchi attaccati alla poltrona che al solo pensiero di vedere il vecchio sostituito dal nuovo gli tremano le ginocchia. Questo è un paese di vecchi e per vecchi! Non sarà mai il popolo italiano a favorire un cambiamento, ma semmai solo l'estinzione dei dinosauri potrà portare a qualcosa di nuovo. Ai veteroidi non è bastato vivere per decenni sopra le loro possibilità, così anche ora voglio restare sull'onda... anche se a fatica. In bersani hanno rivisto sè stessi, e per la paura di crollare lo hanno difeso, ma per difendere sè stessi. Ci lamentiamo di una vecchia classe politica attaccata ai suoi privilegi, ma la verità è che come sempre non sono altro che i nostri degni rappresentanti. Siamo un paese demograficamente vecchio e prossimo al seppellimento.

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  5. Cito le tue parole: "Chi meglio interpreta un sentire comune al maggior numero di persone e riesce a formulare una proposta capace di rispondere efficacemente alle necessità, latenti o manifeste, del maggior numero di persone molto facilmente sarà il leader."
    Non pensi che se la politica è questa, allora sia una politica zoppa ed esprima una democrazia incompiuta?
    Gli elettori, secondo questa rappresentazione, non sembrano avere progetti, visioni politiche che traducano particolari visioni del mondo e della società.
    Sono invece soggetti bisognosi; patiscono delle "necessità", magari senza neanche saperlo.
    Certo, avresti gioco facile nel sostenere che buona parte dell'elettorato è così, e che solo l'1%, ad esempio, sa cos'è il debito pubblico, a quanto ammonta, come si è formato (anzi, forse ancora meno; Giannino, che ci tiene delle conferenze, ad esempio non lo sa...).
    Insomma, il blog è interessante e ci darò una scorsa, ma credo che certi argomenti, come ad esempio i sistemi politici, mal si prestino al marketing.

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  6. Caro Anonimo, anch'io credo che certi argomenti, come ad esempio i sistemi politici, mal si prestino al marketing. Ma nel senso che non dovrebbero essere amministrati secondo logiche di marketing, non che non lo siano.

    Penso che una politica che si limita a offrire ai cittadini soluzioni popolari sia una politica zoppa e che non opera per il bene comune, ma per il successo dei politici. Ma questo mi pare proprio quello che abbiamo visto negli ultimi anni. Un politica priva di identità e visione che mira a raccogliere consensi con promesse miopi.

    Il ricatto del consenso, credo sia il cortocircuito democratico emerso negli ultimi anni. Una deviazione che trasforma la gestione della cosa pubblica in marketing delle promesse. Ma per chi lavora il marketing? Per l'azienda? O per i clienti? E' un tema lungo e controverso.

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