domenica 25 marzo 2012

Il brand manager e il kebab

Un brand manager non può andare al kebab. O meglio non può limitarsi ad entrare al kebab, così come fanno tutti. Entri, ti guardi in giro, aspetti il tuo turno, quando tocca a te chiedi un panino "kebab nella piada con insalata, cipolla, pomodori, salsa yogurt e salsa piccante", trovi una posizione anti schizzo-strage e sbrani come un T-rex. No, sarebbe troppo scontato.

Il brand manager ha il business nel sangue, lui sì che ne mastica di affari.
"Sai cosa manca Brando? Una catena di kebab. No, sono serio. Cioè, perchè McDonald's sì, e il McKebab invece no?"
"Ma non dire cazzate Prodo..."
"Non sto scherzando Brando, è una grande opportunità. Pensa a un'insegna di qualità, strutturata ma flessibile, ben riconoscibile, capillarmente distribuita. McKebab, la Mecca del gusto."
"Non saprei Prodo. La Mecca suona male in associazione al cibo, è cacofonico..."
"Ok, ok, ok... lascia stare il nome. Pensa al progetto."

Va bene. Ma la verità è che 'sta storia di dover markettizzare tutto a volte mi fa passare l'appetito.

lunedì 19 marzo 2012

Hatemarks II: Fitness di Nestlè

Dopo il post su Somatoline dello scorso luglio, torna la rubrica Hatemarks: quando il marketing gioca sporco. Venite a farvi un giro su Head for Brand


"Sei pronta per la prova costume? L'estate ti aspetta!"



Fitness di Nestlè: Hatemark!

domenica 18 marzo 2012

Trovato un nome per i Creativi, anzi 3!

Dopo una settimana di votazioni, e con 43mila preferenze totali espresse secondo i manifestanti (molte meno secondo la questura) abbiamo finalmente un nome per i Creativi pubblicitari. Ecco di seguito la classifica dei top 3:
1) Ideas Designer: 25%
2) Story Tellers: 15%
3) Cantasogni: 11%

Con un quarto delle preferenze "Ideas Designer" raggiunge la maggioranza relativa, ma secondo gli esponenti del correntone DC (Direttori Creativi?) in realtà nessuna delle tre proposte è meglio di un'altra, semplicemente le tre sottendono modi diversi di intendere la pubblicità e di interpretare il ruolo del creativo all'interno del processo di produzione della comunicazione.

1) L'Ideas Designer rimanda all'ambito della progettazione. E' l'esperto che domina l'arte e gli strumenti necessari per trasformare un'idea fatta di aria in qualcosa di tangibile, visibile, fruibile con la quale tutti possano interagire.

2) Lo Story Teller mette le sue storie al servizio dei prodotti e delle marche. Racconta storie sempre nuove per colpire l'immaginazione del suo ascoltatore, per persuaderlo e per fargli ricordare il suo messaggio. Poco conta che le sue narrazioni siano una finzione scintillante, quel che è  reale è l'effetto della sua parola.

3) Il Cantasogni cantare non è come raccontare davanti a un fuoco e i sogni non sono storie qualsiasi. Sono storie in cui la componente inconscia domina su quella razionale, suoni che partono solo da certi accordi segreti. Il Cantasogni conosce le note che non sappiamo suonare, ma che amiamo ascoltare.

Così abbiamo trovato almeno 3 nomi per i creativi. Magari non saranno le definizioni definitive del Creativo del 21esimo secolo... ma quantomeno sono sostantivi.

lunedì 12 marzo 2012

Vota un nome per i Creativi

E' giunto il momento di ciascun lettore. Oggi anche tu puoi scrivere il futuro, e basta solo una crocetta. Infatti, a partire da lunedì 12 marzo 2012 hai una settimana di tempo per votare, e far votare, il tuo nome preferito per i creativi pubblicitari, proprio nel box alla destra di questo post.

Votare è facile: basta spuntare la tua scelta preferita e cliccare su 'Vota'. Ogni lettore può esprimere un solo voto, ma puoi sempre postare il link al concorso su Facebook, Twitter e Linkedin per far votare i tuoi amici, colleghi e parenti. Si può votare anche dalla provincia e dalle isole, ma solo e unicamente una volta.

Il vincitore verrà comunicato entro lunedì 19 marzo.

Vi lascio con una citazione di un grande della pubblicità italiana. Emanuele Pirella qui da' un interpretazione molto attuale, a mio modo di vedere, del ruolo dei creativi, che una volta tanto evidenzia l'importanza dell'orecchio invece di quella della bocca o della mano: «Tra committente ed esecutore le campagne vere le fa la gente. Noi abbiamo il compito di prestare l`orecchio e capire i “claim” che la gente borbotta e riscriverli in modo creativo. [...] E' un rovesciamento di rapporto.»


mercoledì 7 marzo 2012

Trova un nome per i Creativi

I nomi creano aspettative su quelli che li portano. Brand Manager, ad esempio è l'altisonante dicitura riportata sui biglietti da visita dei responsabili di marca, ossia quei dipendenti dei reparti marketing che mediano fra le oscure forze interne ed esterne all'azienda con l'intento di custodire una marca, o quantomeno di preservarla dall'estinzione nel medio-breve termine. Certo l'etichetta internazionale potrebbe evocare figure mitologiche di manager in carriera stile edonismo reganiano anni '80, ma a chiunque abbia mai visto un brand manager di 30 anni chino sulla scrivania alle 9 di sera con il problema del flash promozionale rosso su sfondo giallo, questo quadro appare immediatamente come un esilarante malinteso.

Eppure c’è da dire che il Brand Manager ha un nome. Certo fuorviante, ma pur sempre un sostantivo. Pensate a chi non ha nemmeno quello: i Creativi. I Creativi non hanno neanche un nome, hanno solo un aggettivo qualificativo, "creativo" per l'appunto.
Da qui nasce l’iniziativa “Trova un nome per i Creativi”.

Obiettivo del concorso:
Trovare un nome per la categoria professionale dei Creativi. Un nome che renda giustizia del lavoro svolto ogni giorno con entusiasmo, passione, curiosità da migliaia di professionisti della comunicazione, quindi un nome preciso e precipuo, ma prima ancora, e soprattutto, un nome.

Regolamento:
1)       Possono partecipare tutti quanti hanno avuto a che fare almeno una volta con un creativo o sedicente tale.
2)       Valgono nomi di ogni genere, a patto che riflettano le caratteristiche chiave del mestiere.

Premiazione:
I nomi verranno raccolti per tutta questa settimana e, a partire dalla prossima i lettori potranno votare il vincitore direttamente sul blog.

Il fortunato ideatore del nome vincente non vince niente.  Ma volete mettere la soddisfazione di identificare l’etichetta di una categoria professionale per gli anni a venire? Questo ripagherà comunque il vostro ego e potrete sentirvi geni visionari per un giorno, o due. Potrete anche bullarvi con gli amici, anche se loro non capiranno.

lunedì 5 marzo 2012

Il brand manager e i disturbi linguistici

"Mi fanno ridere quelli del marketing che mettono le parole inglesi dappertutto". Quante volte ho sentito frasi meschine come questa. Certo è facile prendersela con le persone che hanno un problema, ma almeno davanti alle malattie bisognerebbe avere un briciolo di ritegno. Si, perchè diciamolo: chi ha contratto il Morbo di Kotler ha un malattia, e ci deve convivere ogni giorno.

Il Morbo di Kotler è un disturbo del linguaggio che affligge donne e uomini impiegati presso i reparti marketing delle multinazionali e può manifestarsi già a partire dai 25 anni. Nella fase degenerativa manager cinquantenni possono addirittura convincersi di essere yankee purosangue pur non avendo mai varcato i confini urbani, un po' come Alberto Sordi in "Un americano a Roma", solo in giacca e cravatta sopra un SUV.

Sintomatologia:
I sintomi della malattia sono facili da identificare. Il vostro compagno cerca di individuare i driver d'acquisto per cambiare i rubinetti del bagno? Non vede un chiaro Benefit nel matrimonio? Sostiene che i capelli spezzati nel lavandino siano un grande insight? E' allora probabile che sia affetto dal Morbo di Kotler.

Cura:
Si può guarire dal Morbo di Kotler, ma la cura richiede una grande forza d'animo da parte del malato, e comunque il primo grande passo è ammettere di avere un problema. Parlate col malato, convincetelo con affetto che espressioni come Baseline ed Equity esistono solamente nel suo ufficio e non sono spendibili in  qualsivoglia altro contesto sociale. Se riuscite fategli cambiare mestiere.

Nel frattempo vi invito a partecipare alla redazione del primo manuale dal markettarese all'italiano qui su brandomanago, con la speranza di fare un po' di divulgazione, così i nostri amici sapranno cosa intendiamo la prossima che li inviteremo a trovarci per pianificare le vacanze in Q3.


p.s. Q1= inverno; Q2= primavera; Q3= estate; Q4=autunno. Q sta per Quarter (Trimestre).