domenica 25 novembre 2012

Con agenzia/senza agenzia: trova le differenze

Oggi vi propongo un giuoco. Qui sotto trovate due pubblicità trasmesse in questi giorni dalla TV. Una delle due è stata realizzata nella maniera tradizionale, ossia un'azienda ha contattato un'agenzia e le ha chiesto un film che comunicasse un messaggio chiave attraverso un'idea, mentre l'altra pubblicità è stata realizzata dall'azienda senza l'intervento dell'agenzia di pubblicità. 


Partecipare è semplice, basta scrivere nel vostro commento:
1) quale dei due spot è stato realizzato SENZA agenzia?
2) quali sono le 3 differenze fra i due spot?
Il vincitore si aggiudicherà 5 minuti di gloria oltre ad una cospicua dose della mia stima.

Ecco a voi i due film:
Fineco - Semplice come respirare

Ferrarelle - Bevi, digerisci e gusta
Grazie a LaCò per il suggerimento.

domenica 18 novembre 2012

Nella vita puoi rinunciare a tante cose, ma non...

A proposito di formaggio, avete mai pensato ad una cosa alla quale non potreste mai rinunciare nella vita? Che c'entra il formaggio dite? Ma è chiaro! "Nella vita puoi rinunciare a tante cose, ma non al tuo Philadelphia". O almeno così recita l'ultimo film del noto formaggio spalmabile di casa Kraft.


Ora,  a mio modo di vedere il film è piacevolmente confezionato. Quello che mi lascia perplesso, piuttosto, è proprio il contenuto (non quello caseario). Punto primo: quale sarebbe la strategia di marketing? Mantenere la penetrazione sulle famiglie attuali comunicandogli che Philadelphia è una scelta irrinunciabile nel loro carrello (anche in un momento in cui di rinunce se ne stanno facendo parecchie. Strizzatina d'occhio sulla crisi...)? 
Punto secondo: quale benefit viene offerto alla consumatice per convincerla che può risparmiare su tante cose, ma non sul noto formaggio spalmabile? Nessuno. Le viene detto semplicemente che nella vita può rinunciare a tante cose, ma non al suo Philadelphia. E perchè mai? Solo perchè me lo dite voi?  Per restare in tema, sembra di vedere uno di quei fidanzati disperati che, al momento di essere lasciati dalla rispettiva, le urlano dietro "tu non puoi  vivere senza di me!" mentre lei incurante se ne va. Ma se i due si lasciano, un motivo ci sarà... la crisi? Forse. Ma la verità è che lei può fare benissimo a meno di lui, e semmai è lui che senza di lei è perso. Perciò deve trovare un motivo valido per trattenerla.

Flashback:
Eppure nel 2010 Kraft aveva intrapreso una strada che trovo molto più interessante su Philly. Si trattava della campagna che proponeva una varietà di ricette e di modi di impiegare Philadelphia: mischialo, aggiungilo, saltalo, arrotolalo.
         
Qui la strategia di marketing, sempre a mio modo di vedere, era più chiara e brillante nella sua semplicità: da un lato aumentare il consumo presso le famiglie attuali mostrando loro nuovi usi del prodotto, e dall'altro attirare nuove consumatrici stimolando l'aspetto creativo e partecipativo. Personalmente trovo l'insight (aspetto ludico e creativo dell'attività culinaria) più rilevante e più stimolante rispetto all'attuale per costruire la strategia di comunicazione, anche perchè si presta facilmente alla reciproca interazione con la comunità della marca.

Insomma Philly, torna giù dal piedistallo (sulla torta del tuo soggetto stampa), prima eri meno presuntuosa e più simpatica.

domenica 11 novembre 2012

Choosy or cheesy, è questo il problema?

Non se ne può più di ragazzini arrogantelli e viziati che pretendono di trovare il lavoro dei loro sogni solo perchè hanno studiato cinque anni all'università. Ma lo volete capire o no che dei vostri problemi di collocamento non importa niente a nessuno?

Se non trovate lavoro nel marketing significa che non fa per voi, provate da qualche altra parte. Che ne so: Esselunga cerca allievi capo reparto per i suoi punti vendita, o vi fa troppo schifo svegliarvi alle 6 della mattina per aspettare il camion dei formaggi?

Il punto è semplicemente che le università hanno sfornato troppi dottori in qualcosa e adesso non sappiamo davvero che farcene. Abituatevi all'idea che non farete il lavoro per cui avete studiato. Toglietevelo dalla testa, tanto non sarebbe stato comunque un granchè.

E' questo il problema?


"Ciao Brando,

ti scrivo da Londra, giusto per mettere in chiaro da subito che le cattive abitudini riguardo al lavoro non esistono solo nello Stivale.

Il problema è che, in questa cella senza nemmeno finestre dove stiamo io e il mio collega, non stiamo facendo fotocopie, e nemmeno il loro equivalente digitale. Stiamo infatti portando avanti in tutto e per tutto l'attività online di una startup, partendo dal sito web che regolarmente aggiorniamo, alla cura delle piattaforme FB e Twitter, l'attività di vendita su Amazon e E-bay, più CRM con i (pochi) consumatori che abbiamo e conseguentemente la gestione di scartoffie varie, fatture ecc. 
Di recente abbiamo anche creato e spedito questionari personalizzati per ottenere dei feedback, raccolto i risultati e stiamo cominciando a muoverci per trovare dei distributori per un prodotto appartenente al settore food&beverages.

Per quanto mi renda conto che non possa essere considerata una vera e propria attività lavorativa, non trovo assolutamente giusto che si debba essere costretti a farlo a gratis, in virtù del fatto che sei appena laureato (nonostante la sottoscritta sia ormai a quota 4 in quanto a stages, in quanto ne ho svolti anche mentre studiavo, e portandomi anche a casa il lavoro a volte) e che la scusa è sempre la stessa: non hai sufficiente esperienza per accedere ad un "lavoro vero". 

Ora, perchè accetto, ti chiederai.
Perchè, nonostante per sostenermi in quella che è a tutti gli effetti la città più cara d'Europa sia costretta a lavorare anche il sabato e la domenica, non riesco a trovare altro sempre a causa del problema dell'esperienza (so bene di non essere una sciocca, nè una lavativa e ho una laurea in marketing a pieni voti).

Quindi, da brava economista, ho ritenuto opportuno fare un bilancio dal quale è emerso che questa melma è meglio del non far niente. E che in più sto comunque praticando l'inglese sul posto di lavoro e ne sto approfittando per passare del tempo a cercare di capire come funzionano le dinamiche del web, informandomi e cercando di fare paragoni con quello che ho materialmente davanti.

Specifico che ho conosciuto altri ragazzi nella mia condizione qui, quindi non credo di potermi ritenere un caso isolato.

Accarezzo l'idea di tornare in Italia in questi giorni...ma so che la situazione sarebbe uguale, se non peggiore e almeno qui sto imparando bene l'inglese.

saluti
Federica"

domenica 4 novembre 2012

Gli stipendi digitali sono tutti uguali?

Abbiamo detto che lo stipendio da solo non basta a dare la felicità, ma di certo non fa neanche male.  E siccome abbiamo già approfondito il tema degli stipendi analogici (quelli dei brand manager), quest'oggi invece vogliamo restituire una panoramica sugli stipendi digitali. Digital marketing manager, Social media specialist, Community manager, On-line project manager & Co... chi sono questi loschi, variopinti e multi-provenienti profili dall'occhiale in celluloide che vanno occupando le scrivanie di aziende ed agenzie per trascorrere le giornate fra blog di cucina e pagine facebook?

Visto che alcuni si occupano di "new media" (sigh) da oltre dieci anni, mentre molte posizioni stanno nascendo proprio in questi mesi vorrei chiedere il vostro aiuto per restituire un quadro di riferimento il più possibile reale (non come questo) sulla provenienza, gli stipendi e le opportunità di chi lavora nell'ampio e variegato ambito digitale.

Chiedo dunque ai lettori digitali di partecipare numerosi, in forma rigorosamente anonima, riportando sotto le seguenti informazioni:

Al posto del nick name che usate di solito scrivete la posizione che ricoprite. 
Es. DIGITAL MARKETING MANAGER, DIGITAL PROJECT MANAGER, SOCIAL MEDIA CREATIVE, COMMUNITY MANAGER, CRM MANAGER, SEO SPECIALIST...
Nel testo del commento compilate i seguenti campi.
Datore di lavoro: (Es. Azienda, Agenzia, Indipendente, Pubblico...).
Anni d’esperienza: (Es. 3 in agenzia, 4 in azienda, 5 da indipendente...)
Tipologia di contratto: (stage, progetto, indeterminato…)
Retribuzione annua lorda: (es. 25.000€)
Benefits: (Ticket restaurant, auto, variabile...).