domenica 6 gennaio 2013

Il brand manager e l'anno sabbatico

Nel 2013 brandomanago riprende con un'intervista. Infatti, ad un anno e mezzo dalla sua prima comparsa sul blog, vi ripropongo il singolare caso di Alessandro del Forno, il marketing manager che dopo sette anni di lavoro presso aziende di largo consumo, nel 2011 decise di prendersi un periodo di vacanza e di lasciare Milano alla volta delle Hawaii in barba alla carriera, la crisi e tutto il resto. Ebbene, dopo un anno alle Hawaii Alex è tornato e gli abbiamo chiesto come va.


1. Alex, nel 2010 eri lanciato in una brillante carriera da marketing manager quando hai deciso di rassegnare le dimissioni, lasciare il lavoro e partire per l'altro capo del mondo. Cosa ti aveva portato ad una scelta così in controtendenza?
Tre cose:
1) La mia passione viscerale per le isole Hawaiiane e l’Aloha Spirit che permea questi luoghi incantevoli
2) Il mio innato senso di avventura, il desiderio di esplorare nuove ‘vite’ e di mettermi alla prova
3) L’inizio di una relazione con una ragazza che viveva li, la classica goccia che fa traboccare il vaso
Come vedi nessuna di queste ragioni ha a che vedere con desideri di fuga, insoddisfazioni personali o professionali: solo pensieri positivi che mi hanno spinto e incoraggiato, e la consapevolezza che l’unica forma di successo è vivere come si vuole.

2. In fondo non ci vuole troppa fantasia per immaginare delle ragioni per lasciare Milano alla volta di Maui. Ma piuttosto, come ti è venuto in mente di ritornare dalle Hawaii?
Quando sono partito non mi sono posto obiettivi e ho deciso che avrei individuato la strada col tempo. Sono partito mollando tutto per avere la testa libera, tuttavia mi sono dato un limite temporale - 1 anno – entro o allo scadere del quale avrei deciso cosa fare da grande. Il periodo di 1 anno non è stato scelto a caso: permesso di soggiorno, risorse economiche e minimizzazione dei rischi di reinserimento in Europa hanno guidato la mia scelta.
Ho deciso di rientrare per 3 motivi:
1) Ho vissuto un indimenticabile anno sabbatico, un’esperienza di vita straordinaria che mi ha dato nuovi impulsi e stimoli che tuttavia alle Hawaii non avrebbero trovato sbocco
2) Ho provato a collocarmi sul mercato US, sulla ‘mainland’, tuttavia le problematiche relative ai permessi di lavoro hanno reso complessa questa strada
3) La mia relazione sentimentale è entrata in crisi

3. Non avevi paura che al tuo rientro avresti avuto difficoltà a reinserirti nel mercato del lavoro specie in tempi di crisi? 
Quanti sognano di lanciare un giorno pc e telefonino dalla finestra e 'mollare tutto'? Cio' che frena e' la paura. Paura irrazionale di non trovare mai più un lavoro, di finire i soldi, paura di lasciare il certo per l’incerto: diciamo che io avevo la paura contraria, avevo paura di tenermi il certo di non esplorare l’incerto. E poi, suvvia Brando, ai colloqui i nostri amici HR ci dicono sempre che apprezzano la ‘diversity’: cosa c'è di più ‘diverse’ che piantare tutti in asso e andarsene su una spiaggia tropicale per un anno??

4. E dopo questa lunga esperienza dimmi che hai intrapreso delle riflessioni su di un lavoro e uno stile di vita più sostenibile delle dodici ore in azienda davanti al computer. Che cosa fai oggi per guadagnarti da vivere? 
Mi sono trasferito a Londra, dove lavoro per Unilever in qualità di European Brand Development Manager. Tuttavia non lavoro 12 ore al giorno, e nemmeno 10, a meno che non sia necessario davvero. Uno stile di vita piu' sostenibile lo si adotta non tanto cambiando lavoro, bensì cambiando approccio e fare un anno sabbatico aiuta a schiarirsi un po’ le idee. Scalare marcia e prendersi tempo per se' e' fondamentale. Qui in UK la mia esperienza è stata molto apprezzata e pensa che il 50% dei componenti del team con cui lavoro ha fatto il gap year.  Spero che questa mentalità di diffonda anche in Italia, dove siamo ancora indietro.

 5. Ancora una multinazionale? Si potrebbe pensare che sei recidivo. Ma allora è stato solo "molto rumore per nulla"? Cosa è cambiato in sostanza rispetto a prima delle Hawaii? 
La cosa più bella di questa esperienza è che mi ha permesso di rifocalizzare valori e priorità.  Alle Hawaii ho ritrovato la risorsa più preziosa che abbiamo, il tempo, e l’ho utilizzato nel modo più produttivo possibile, cercando di fare ciò che mi faceva sentire meglio, ogni giorno. Ho riscoperto il gusto di parlare con la gente comune, incantarmi davanti alla bellezza di un tramonto, rallentare, immergermi in una dimensione piu' spirituale. Meraviglioso.

6. Da fratello maggiore, oggi raccomanderesti a tuo fratello minore di seguire i tuoi passi? 
Non gli direi cosa fare, ma gli darei un solo suggerimento. Gli direi: ‘’Chiudi gli occhi, proiettati 20 anni in avanti e chiedi a te stesso se, guardando la tua vita 20 anni indietro, ti piacerebbe di più aver lavorato 19 anni e aver fatto 1 anno sabbatico alle Hawaii (o dove ti pare) o ti piacerebbe di più aver lavorato 20 anni ininterrottamente?’’. Io ho fatto questo esercizio, e indovina la risposta che mi sono dato?

7. Pensa ad una tua giornata tipo: qual è la singola cosa che ti manca di più di Maui? 
La singola cosa? Facile: Maui. 


6 commenti:

  1. Mi incuriosisce tabtissimo questa storia e vorrei incontrare Alessandto per porgli delle domande: ad esempio...
    Tu a quanto ho capito hai fatto una brillantissima carriera prima dell'anno sabbatico e tra virgolette te lo sei potuto permettere. Per una persona che per vari motivi puó seguire un percorso valido ma meno eccellente che magari vuole affrontare un MBA per dare una svolta alla propria carriera credo non ci sia spazio per un anno sabbatico o meglio l'MBA stesso sia da considerarsi anno sabbatico. Che ne pensi Brando, che ne pensi Alessandro?

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  2. Ciao Mattiash, provo ad offrirti il mio punto di vista, in 2 punti.
    1/ Sono sempre stato un fan al contrario dei master/mba, ho sempre creduto che l'esperienza sul campo paghi 1000 volte più della teoria. Le mie scelte sono state sempre guidate da questo pensiero. Esempio: all'uscita dall'Università sono arrivato al marketing solo dopo 1 anno e mezzo a vendere saccottini in provincia di bergamo, non potendo vantare MBA, ma dopo ho capitalizzato con interessi. Altro esempio: esperienza di vita alle Hawaii.
    2/ Si puo fare MBA ed anno sabbatico, ma te li devi giocare con criterio, temporalmente parlando. Non puoi fare l'uno e l'altro a distanza di 3 anni o rischi di farti tagliare fuori dal mercato.

    A te la scelta, ma consentimi un consiglio. Non pensare solo a quel che è meglio per la tua carriera. Pensa a quel che ti fa sentire meglio invece, e la carica che ne trarrai e che trasmetterai ti ricompenserà.

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  3. Ciao Alex,
    credo di essermi espresso male ieri sera.
    La mia era una considerazione in merito alla scelta ed alla reale fattibilità dell'anno sabbatico.
    Diciamo che credo che l'anno sabbatico sia effettivamente realizzabile e non a discapito della propria carriera ma servono 2 condizioni:
    1) economica: avere già raggiunto livelli di stipendi interessanti che ti permettano di avere una base per partire. Poi ok si può integrare con lavoretti vari ma credo che una base serva.
    2) carriera brillante: credo che questa seconda condizione sia ancora più importante; bisogna essersi laureati rapidamente e allo stresso modo bisogna essere riusciti a raggiungere già posizioni di un certo tipo (BM o Marketing Manager). Altrimenti credo che al rientro si faccia più dura.

    Ah...ci aggiungo anche il fatto che si debba prendere in considerazione il fatto che con buona probabilità non si rientrerà nella propria città di origine ma questo per chi decide di fare un anno sabatico è certamente l'ultimo dei problemi...

    MBA + Anno Sabatico invece li ritengo abbastanza infattibili, a mio avviso uno può sostituire l'altro, li vedo rischiosi complementari.

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  4. Alessandro come mai hai accettato una posizione da brand manager se prima del gap year eri già marketing manager?

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    1. Ciao Anonimo,
      1) Perchè è una posizione di European Marketing a riporto del European Director
      2) Perchè è a Londra
      3) Perchè quando fai un anno sabbatico sai che dopo devi accettare qualche compromesso. E a me non è andata malaccio tutto sommato

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  5. Mattiash ti rispondo solo ora perchè avevo problemi nell pubblicazione commenti ora risolti.
    COncordo con te. E' senz'altro utile avere un background coerente e qualche soldo da parte. Aiuta alla grande sia nello gestirsi quando si è fuori, sia nel ricollocarsi quando si rientra.
    Quanto al master + anno sabbatico , ritengo che sia importante il timing. Se fai uno di fila all'altro, ti metti nei casini. Se li fai a distanza di un pò di anni l'uno dall'altro, non vedo un problema.
    Cheers

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