martedì 22 gennaio 2013

P&G: the everyday effect*

Dopo la fortunata campagna "Thank you mom" lanciata in occasione delle scorse olimpiadi di Londra 2012, P&G torna con una  nuova comunicazione sul corporate brand. Gli ingredienti della "Everyday effect campaign" sono per certi versi simili a quelli della precedente: bambini, mamme con bambini, piccoli gesti quotidiani, protezione, cura, musica coinvolgente, frasi strappalacrime per comunicare un universo di marche e un modo di essere... anche se stavolta si sente più chiaramente la presenza dei prodotti. Forse anche per questo la poesia ne risente e l'effetto non è lo stesso dell'altra volta. Comunque, a voi il giudizio:


*L'effetto everyday è visibile già dopo sole due settimane di utilizzo quotidiano dei prodotti P&G. Per maggiori informazioni potete visitare il sito P&G.

12 commenti:

  1. Fa ca_are. La vedo dura rendere emozionale un pezzo di carta o un dentifricio

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    1. Colgate o Unilever? certo è meglio continuare a comunicare 10 azioni per denti 10 volte più bianchi, giusto?

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  2. a me non dispiace...

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  3. Caro Brando, debbo essere del tutto d'accordo con te. Inserire in modo così palese e forzato il buon tubetto di dentifricio o similari ammazza un messaggio che poteva anche essere carino.
    Sembra una pubblicità anni '80.
    Credevo che la P&G avesse capito che la pubblicità OGGI non deve parlare esplicitamente di "PRODOTTO" ma di "CONSUMATORI". Sono storie in primo luogo. Il prodotto è solo un mezzo, non un protagonista.
    I brand devono cambiare punto di vista e sciftare il proprio messaggio o non incontreranno più l'interesse del buon user.

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  4. Ho solo una domanda: capisco che "thank you mum" e cosine americane di quel tipo abbiano (potenzialmente) un impatto a lungo termine sull'equity. Tuttavia è qualche tempo che sono in giro: non avendo necessariamente le quote in tutte le categorie, c'è qualche insider che ci riassume come stanno andando le quote P&G in Italia e nel mondo?

    Ho la impressione (personale) che in Italia queste campagne siano inutili, hanno tono troppo american-paternalistico, espressione del CEO P&G, che è quanto di più americano middle class esiste (ed è quanto di più vicino ci sia ad un clamoroso licenziamento).

    PG

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  5. sicuramente puó darsi che p&g stia sbagliando qualcosa, ma ricordiamoci sempre che con la sua comunicazione sta aprendo strade che i follower più "avanzati" seguiranno fra 5 anni. Perció non siamo troppo severi coi giudizi, che anche giudicare è facile quando non si propone alcuna alternativa. piuttosto cerchiamo di capire che se non si portano le marche ad un livello piú alto rispetto al mero spottone, allora queste perdono valore e si perdono nella mischia.

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  6. Se è vero che da un lato l'inserire il prodotto in una storia paga dal punto di vista cognitivo, a mio avviso il piazzamento del prodotto in questo caso è così palese da risultare forzato in alcuni casi.

    con thank you mum si evidenziavano e vendevano i valori (presunti o reali, chissà) del marchio, qui l'attenzione non è più nello storytelling ma nel prodotto bello e finito: la narrazione è mero sottofondo.

    concordo con chi dice che è un approccio molto middle class americano, l'italia a mio avviso, è più sensibile ad una pubblicità prodotto che esemplifichi il vantaggio competitivo del brand/servizio/vattelappesca: io personalmente reputo un gran spot quello di fineco, non questo.

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  7. Comunicazione rivolta ad un quasi estinto ceto medio. La società va polarizzandosi, ricchi e poveri, lusso e low cost. Occorre un riposizionamento radicale....non mi stupisce che molti squali della finanza, detentori di quote significative in PeG, abbiano venduto le azioni.

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  8. Ciao Brando! Sarai presente alla serata di premiazione del prodotto dell'anno il prox 7 febbraio?

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  9. Pseudonimo Delatore4 febbraio 2013 17:25

    Anonimo ultimo (ma usate uno straccetto di pseudonimo),
    Se conoscessi il buon Brando e la sua affezionata platea di lettori sapresti che non è opportuno nominare quel "premio" in questa sede.....

    PS 1: I più maligni dicono che vincerlo porti sfiga.
    PS 2: Brando, se so che ci sei andato smetto di leggere il blog.
    PS 3: Si, lo so che una borsa di prodotti free e un buffet gratis fan sempre comodo di questi tempi, ma quanto costa la dignità? In ogni caso ti regalo io dei samples.

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  10. certo, come no? pensavo di svelare la mia identitá fra la premiazione del salamino portatile dell'anno e quella della bottiglietta d'acqua biodegradabile. lanceró un segnale, facci caso.

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  11. caro PD, per i samples sentiamoci sulla mia mail stivenup@gmail.com. Sai di sti tempi... :)

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