domenica 10 marzo 2013

Le mani (sporche di cacca) nella mamellata

Ravioli e tortellini di manzo con carne di cavallo. Deliziosi dolcetti al cioccolato "chokladkrokant" con tracce di batteri fecali (sì, un bel merdone). Sughi al ragù di manzo anch'essi contenenti carne equina non dichiarata sulla confezione. Al di là della discutibile gravità del fatto in sé, Buitoni (Nestlè), Ikea e Star ne hanno pestata una bella grossa, di "chokladkrokant".
Ad ogni multinazionale può capitare di pestarne una. Si tratta, infatti, di organizzazioni estremamente complesse, dominate dal caos e fondate sul Principio di Paràculo (autore greco del III sec. a.C. noto per gli studi sulla responsabilità e l'approssimazione). In fondo, se vogliamo escludere il movente finanziario (voler ridurre consapevolmente i costi delle materie prime? Ma figuriamoci, sono bravi ragazzi!), possiamo anche concedere che, nonostante i numerosi controlli, una piccola percentuale di incidenti sia stiticamente, pardon statisticamente, inevitabile.

I tre protagonisti naturalmente hanno provveduto a ritirare dal mercato tutte le merci coinvolte. Ma quello che trovo più interessante qui è l'aspetto comunicativo, ossia: come hanno risposto i tre colossi multinazionali colti con le mani nella marmellata?

Star:
Della serie: "Non son mica stato io, son stati i romeni!"

Ikea:
Della serie: "Non è niente di grave, pare ci sia poca merda nelle tortine. Vi facciamo sapere, eh..."

Buitoni (Nestlè):
Della serie: "Ho fatto il massimo perchè ci tengo a te. Scusa se non è stato sufficiente, mi impegnerò a fare meglio". Nestlè, a mio modo di vedere, non fa una grinza.

Ma quanto si vede quando uno è abituato a gestire i merdoni?

2 commenti:

  1. Si vede che Nestlè è un po' più avvezza degli altri a gestire i "merdoni"

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina